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CS Newsletter in 2019-02

Bollettino n°. 97 in febbraio 2019


Cari amici,

Tutti voi sapete che Papa Francesco si è incontrato pochi giorni fa con tutti i Presidenti delle Conferenze Episcopali della Chiesa Cattolica, con i rappresentanti delle Congregazioni e delle famiglie religiose per discutere il tema della "protezione dei minori". Questo tema tocca la nostra vocazione e missione: siamo evangelizzatori e educatori di bambini e giovani. Tutto ciò che li riguarda in modo positivo o negativo ci interessa e fa parte della nostra comunicazione. Quanto succede a loro, noi annunciamo in modo veritiero e professionale o lo denunciamo con chiarezza etica ed evangelica.

Faccio una breve lettura di questo incontro dal punto di vista della comunicazione. Il tema mi offre l´opportunità di mettere in evidenza alcuni elementi indispensabili per la comunicazione salesiana nelle Ispettorie: perché siamo evangelizzatori e educatori, perché la nostra missione è essere una manifestazione dell´amore di Dio per i giovani (C. 2), la nostra comunicazione costruisce e protegge la vita dei minori.

In primo luogo, la comunicazione più importante del salesiano è "vivere secondo la vocazione a cui siamo stati chiamati" (Ef 4: 1), per vivere come autentica persona consacrata. In realtà, l´essere umano è un comunicatore, che gli piaccia o non gli piaccia, che lo voglia o no. Da questo inizio si comprende che la vita del salesiano e della sua comunità sono il primo messaggio, il vero messaggio. I salesiani, come Don Bosco, siamo comunicatori con la vita. Noi non facciamo solo cose di comunicazione, non usiamo solo i media: comunichiamo una fede, valori, senso di vita.

Il secondo aspetto viene sottolineato dal Signore Gesù nel suo Vangelo: "Guai a chi fa scandalo a uno di questi piccoli" ... (Mt 18,6) Il mondo, la Chiesa e la Congregazione sono fatti di persone fragili che commettono errori. Ma ci sono errori che distruggono vite il cui significato e la cui gioia non si riprendono mai, quegli errori sono peccato e crimine allo stesso tempo. In questi casi è necessario che l´Istituzione Salesiana abbia un portavoce con la capacità di interagire adeguatamente con i media. Non basta pentirsi e chiedere perdono. La società è cambiata rapidamente e ha creato strutture e funzioni che le persone consacrate devono assumere e rispettare. Il portavoce non è più facoltativo in una Ispettoria, è una necessità.

Un terzo elemento che per mancanza di una formazione adeguata ha messo in difficoltà sia le persone che l´istituzione è la conoscenza e l´uso della rete. Degli otto punti che Papa Francesco presenta alla fine dell´incontro sulla "protezione dei minori", il settimo è dedicato al mondo digitale: "la protezione dei minori deve tenere conto delle nuove forme di abuso sessuale e di ogni tipo di abuso che li minaccia negli ambienti in cui vivono e attraverso i nuovi strumenti che usano. (...). Seminaristi, sacerdoti, religiosi e religiose, agenti pastorali; tutti dovrebbero essere consapevoli che il mondo digitale e l´uso dei suoi strumenti spesso hanno un impatto più profondo di quanto la gente pensi ". Conoscete i successi e gli errori in questo campo in cui è necessario essere formati salesiani e collaboratori, genitori e giovani (Cf. ATTI 423).

Un quarto punto: l´importanza e la qualità della comunicazione in una Ispettoria è una questione di governo. Ogni provincia è una grande istituzione con una missione specifica che nel mondo di Internet e delle nuove tecnologie supera i limiti del solo direttore, di una comunità religiosa o di un´opera, ora tutto è interconnesso. Ecco perché la comunicazione dell’Ispettoria è pianificata e coordinata dall´Ispettore e dal suo Consiglio insieme al Delegato per la Comunicazione per tutte le opere, presenze e servizi dell’Ispettoria. Non possiamo essere meno di altre aziende e marchi, siamo fornitori di servizi evangelizzanti, educativi e sociali di grande importanza. Dobbiamo avere un´altezza professionale e competitiva riconosciuta. Non ci sarà qualità senza il necessario investimento di personale, tempo e soldi!

Riconosco sinceramente tutti gli Ispettori che hanno il Delegato/a per la Comunicazione a tempo pieno (Cf. ATTI 411) e gli hanno fornito un team di persone e strumenti perché possano svolgere “questa parte importantissima della nostra missione”, come scrisse Don Bosco stesso nella circolare sulla Buona Stampa del diciannove marzo 1885.

Fraternamente in Don Bosco:

D. Filiberto González Plasencia