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Costituzioni art.30 commento: I popoli non ancora evangelizzati

I popoli non ancora evangelizzati sono stati oggetto speciale della premura e dello slancio apostolico di Don Bosco. Essi continuano a sollecitare e a mantenere vivo il nostro zelo; ravvisiamo nel lavoro missionario un lineamento essenziale della nostra Congregazione.

Con l’azione missionaria compiamo un’opera di paziente evangelizzazione e fondazione della Chiesa in un gruppo umano[AG6]. Questa opera mobilita tutti gli impegni educativi e pastorali propri del nostro carisma.

Sull’esempio del Figlio di Dio che si e’ fatto in tutto simile ai suoi fratelli, il missionario salesiano assume i valori di questi popoli e condivide le loro angoscie e speranze. [AG 3, 12, 16]

La premura di Don Bosco

L’articolo parte da Don Bosco come gli articoli 26 e 27. La sensibilita’ missionario e’ radicata nelle origini.

Molti elementi e fatti della vita del nostro Fondatore uniscono, senza soluzione di continuita’, questo campo missionario agli altri in cui la Congregazione colloca le sue forze. Vogliamo fermarci su tre di questi fatti.
Il primo e’ il desiderio costante di Don Bosco di partire per le missioni, rinviato dietro consiglio del suo confessore.(MB II, 203-204; cf. anche CGS 470)

Il secondo e’ il carattere interamente missionario del suo stile pastorale, anche la’ dove si pensava vigesse ancora la “societa’ cristiana”. Questo suo stile missionario si manifestava sopratutto nella volonta’ di andare verso coloro che ancora non si riconoscevano nelle istituzioni ecclesiali: voleva “essere parroco dei giovani che non hanno parrochia” [MB III,197]. Questo intento emergeva anche nello sforzo di portare la luce della fede all’interno dei temi secolari: la volonta’ di unire l’evangelizzazione ad ogni forma di promozione lo portava verso istituzioni e ambienti non sempre vicini alla sfera del religioso. Anche senza muoversi da Torino, egli era missionario di anima e di stile. Si sentiva inviato.

Si puo’ a ragione unire il fatto missionario alla nostra preferenza per i poveri, considerando che chi non ha ricevuto ancora l’annuncio del Vangelo e’ in uno stato di carenza piu’ grave di chi manca di pane (Lavigerie, Comboni, Allamano), ci sono le spedizioni ininterrotte, congiuntamente di Salesiani e di Figlie di Maria Ausiliatrice; c’e poi il fatto che alla morte di Don Bosco un 20% dei confratelli era “missionario” (CGS 471).

La premura del nostro Padre per i popoli non evangelizzati conta su un’ abbodante documentazione di lettere, progetti, investimenti, prove e sogni che sarebbe lungo enumerare.

Un lineamento essenziale della Congregazione

Il tratto missionario non appartiene soltanto a Don Bosco come singolo, ma al suo charisma di Fondatore. Da lui e’ passato alla Congregazione come lineamento del suo volto spirituale e pastorale. Al negativo possiamo dire che senza il lavoro missionario la Congregazione sarebbe ‘snaturata’, ‘sfigurata’ e non soltanto impoverita. In essa non si potrebbe piu’ riconoscere la Societa’ salesiana come l’ha vista e voluta il suo Fondatore.

Questa affermazione, frutto di una lunga riflessione, e’ stata ripetuta dai Capitoli generali. Cosi si esprime, ad esempio, il CG XIX: “La Congregazione salesiana... rivive l’ideale di Don Bosco, il quale volle che l’opera delle missioni fosse l’ansia permanente della Congregazione, in modo tale da formare parte della sua natura e del suo scopo. Riafferma dunque la vocazione missionaria della Congregazione salesiana... e intende che come tale si presenti ufficialmente presso gli enti ecclesiastici oltre che davanti ai suoi soci e cooperatori” (CG XIX, Dosc XVIII, ACS n. 244 (1966), p.178-179).

Le conseguenze pratica di questo lineamento si diramano su molteplici versanti:

  1. Cio’ vuol dire che una porzione rilevante di uomini, mezzi e iniziative della Congregazione si devono rivolgere alla diffusione del Vangelo tra i popoli a cui questo non e’ ancora arrivato.
  2. Significa, inoltre, che la Congregazione riceve e si impegna a sviluppare la vocazione di coloro che si sentano chiamati a questo eminente servizio.
  3. Ma vuol dire anche che la vocazione salesiana, come tale, e’ aperta sugli orrizzonti missionari. Tutti alimentano nel loro cuore la sete dell’espansione del Regno fino all’estremita’ della terra. Tutti sono ‘missionari’ nel senso specifico inteso in questo articolo (“Missionario” e’ qui inteso nel senso specifico dell’apostolo dedicato all’impegno di annunzio del Vangelo nelle Missioni ‘ad gentes’; non nel senso piu’ ampio utilizzato quando si parla dei Salesiani “missionari dei giovani”), secondo lo stile di Don Bosco, nel posto dove svolgono la loro opera;
  4. E anche quelli che non si dedicano al lavoro diretto delle Missioni offrono la loro collaborazione secondo le proprie possibilita’: preghiera, interesse, parola, azione (Nel testo delle Costituzioni 1972 leggiamo: “Tutti i Salesiani, anche quelli che non si dedicano al lavoro specifico missionario, collaborano secondo le loro possibilita’ alla venuta del Regno universale di Cristo[art.15].
Le missioni salesiane

La seconda parte dell’articolo (secondo e terzo capoverso) vine dedicate a collegare la realta’ delle Missioni, come si presenta nei documenti del Consilio, con l’identita’ pastorale salesiana. Hanno le Missioni salesiane qualche richezza particolare proveniente dal carisma?

“Fine specifico di questa attivita’, dice il decreto “Ad gentes”(n.6), e’ l’evangelizzazione e l’impiantazione della Chiesa nei popoli e gruppi in cui ancora non ha messo radici. Cosi’ dal seme della Parola di Dio crescono Chiese autoctone particolari..” Questo e’ tipo di tutte le Missioni.

Nel caso dei Salesiani questa finalita’ mette in attivita’ e fa emergere la capacita’ educativa e le caratteristiche giovanili del loro carisma. L’originalita’ carismatica non si perde nella finalita’ generale, ma da’ a questa un colore e una peculiarita’ sua propria. Una Missione “salesiana”, cioe’, nel suo sforzo di formare il nucleo primo del popolo di Dio, lascera’ nella Chiesa nascente il marchio della sensibilita’ del carisma di Don Bosco, soprattutto per l’educazione delle nuove generazioni e per l’interesse ai problemi giovanili. Abilitera’ la Chiesa, che sta  nascendo ad essere luogo di incontro e di dialogo sulla fede a sui valori tra le generazioni. In tal modo le Missioni non sono per noi un “opera” tra le molte altre che realizziamo, ma sono la punta d’avanzata di tutto il carisma di Don Bosco, che offre, insieme con il messaggio evangelico, lo spirito, la missione, il metodo educativo e le opzioni preferenziali della Congregazione.

Ma la Congregazione salesiana ha altre due caratteristiche: lo sforzo di inculturazione e l’impegno di radicazione in mezzo al popolo. Il salesiano missionario non si presenta come uno che viene a portare dall’esterno un “messaggio” religioso, ma come colui che testimonia il Vangelo di Cristo assumendo i valori del popolo e condividendo le sue angosce e speranze [cf. AG 11-12; cf .anche CGS,468]. La Missione non finisce quando la Chiesa e’ stata piantata. La Missione salesiana e’ anche l’inserimento di un carisma particolare in una Chiesa per arrichirla. Quando il primo lavoro di fondazione e’ concluso, il carisma rimane per offrire la sua originalita’ nell’insieme di una comunita’ gia’ formata.

L’esempio che si pone davanti e’ di nuovo il Figlio di Dio, che per l’incarnazione si fa tutto simile agli uomini. Egli e’ modello, criterio e ascesi per il singolo missionario chiamato a farsi “in tutto simile ai fratelli che evangelizza”. Ed e’ un indicazione anche per la Congregazione in cui volto missionario richiede che essa diventi veramente polinesiana, europea, americana, africana o asiatica a seconda del luogo dove il Signore chiama a fiorire.

Perche’ i missionari salesiani,
inseriti con umile amore nei popoli cui sono inviati,
si dedichino con fede e coraggio
all’opera di paziente evangelizzazione di questi popoli,
preghiamo.

Perche’ diano la prova
Di una carita’ squisitamente salesiana,
prendendo cura dei poveri e dei sofferenti,
dei giovani e delle vocazioni,
preghiamo.

Perche’ sull’esempio del Figlio di Dio
Che si e’ fatto in tutto simile a noi suoi fratelli,
i missionari salesiani
assumano i valori dei popoli che evangelizzano
e condividano le loro angosce e speranze,
preghiamo.

Fa’, o Signore,
che la nostra Congregazione non perda mai
quello slancio missionario che fu proprio dei suoi inizi,
e concedi a tutti i Salesiani,
specialmente ai missionari,
il dono di farsi tutto a tutti,
perche’ giunga a tutti l’annunzio del tuo Regno.