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DIARIO DALL’ ANGOLA n25 08-2012 (it)

DIARIO DALL’ ANGOLA - 25
di Don Luigi De Liberali
missionario salesiano  

UN VIAGGIO E DOPO... KO!

Terminati i corsi per i catechisti e arrrivando il tempo secco e freddo, tra metà di maggio e metà di luglio ho visitato tutti i 104 villaggi della parrocchia dove ci sono delle piccole comunità cattoliche. Penso dia ver percorso più di 5.000 km (dico “penso” perchè il conta chilometri si è rotto per causa dei rami che ci sono sulle strade!), in una area di 80.000,00 km2, per cammini pieni di sabbia e tronchi, che salgono e scendono le piccole montagne formate dai numerosi fiumi della regione! Ma ogni arrivo nei villaggi faceva dimenticare tutte le difficoltà e si trasformava in una vera festa della comunità! In alcuni paesetti ho approfittato per insegnare alcuni canti in portoghese (in questi villaggi la lingua locale si chiama ciókoe o luciaze), accompagnandomi con una vecchia ma utile fisarmonica! In questo diario descrivo alcuni momenti della seconda vistia che ho fatto in una delle arre più distanti dal centro della parrocchia, la più difficili da raggiungere e la più abbandonata. È stata un viaggio tranquillo e molto profittevole pastoralmente. Solo alla notte la temperatura si è abbassata molto, specialmente nei villaggi che stanno vicino ai fiumi: questo mi ha bloccato lo stomaco e l’intestino... lasciandomi poi in panne!

          
 
CANGUMBE, SAPHEMBE, KACIQUI
Siamo partiti da Luena, io e il catechista Felix, nel giorno 10 di luglio, alle 6 di mattina. Alle 8 siamo arrivati a Cangumbe (90 km) per la celebrazione dell’eucaristia. Dopo aver fatto colazione nella casa delle Suore Francescane Misisonarie di Maria (che da maggio animano la comunità), abbiamo continuato il nostro viaggio, passando per le comunità di Cangonga, Saphembe e Caciqui: la comunità ci aspettava per la celebrazione della prima messa dell’anno, anche se un poco abbattuta per la morte di un giovane papà, avvenuta due settimane prima. Terminata la celebrazione, abbiamo fatto una cena a base di funji (polenta di mandioca) e carne di capra.

          
 
KATAPI, SAIFULA
Dopo un’ora di viaggio, siamo arrivati, quando già era notte, nel villaggio di Catapi (che sta cambiando di posto e costruindo case nuove lí vicino). Quando hanno sentito il rumore del motore, tutta la comunità si è riunita nella chiesetta (fatta recentemente con frasche fresche) per dire il rosario (alla luce dei fari del fuoristrada) e vedere un film biblico (con l’energia di un generatore). Abbiamo dormito in una piccola casa col tetto di alluminio che un giovane ci ha messo a disposizione. La prima attività del mattino è stata la celebrazione dell’eucaristia per la comunità: tutti hanno partecipato (anche i fedeli di altre chiese), manifestando la sua allegria specialmente con canti e danze. In questa comunit?a non abbiamo ancora nessun cattolico battezzato! Dopo un pranzo rapido e due ore di strada (in un sali-scendi di montagne, per strade piene di sabbia), siamo arrivati nel piccolo villagio di Saifula, che, per la prima volta nell’anno, ha avuto la possibilità di partecipare della messa. Anche qui tutti si stanno preparando per essere battezzati!

          
 
SASSIKOLA, CICUGNI, SETE
Con altre due ore di viaggio, per percorrere 40 km, arriviamo a Sassicola (250 km da Luena), giá dopo il tramonto. Questa comunità è molto viva e attiva e ci ha accolto con molta festa. Dopo aver cenato, abbiamo pregato e assistito al film. Il giorno seguente abbiamo celebrato l’eucaristia in questa comunità e in altre due, tutte vivine, Cicugni e Sete, per poter attendere alle necessità di tutti i cattolici. Passando nel villaggio di Sapele abbiamo cercato di dar forza ai 5 cattolici che lá vivono, per aiutarli a formare una comunità. Come mi piacerebbe passare più volte in queste comunità per offrire il “pane della parola e della vita”! Per adesso devo approfittare bene delle poche visite possibili (2 o 3 per anno)!

          
 
CIAMA, KAHUTO
Il 13 si luglio, ci siamo svegliati presto per arrivare in 2 villaggi ancora sconosciuti (Ciama e Cahuto), situati alla nascente del maggior fiume della regione ( il Lunghe.Bungo), dove ancora non era arrivato nessun missionario. È stat un’impresa ardua, perchè alcuni chilometri di strada erano ancora pieni di arbusti e tronchi (per causa dell’abbandono dopo la guerra), ma con l’aiuto di alcuni uomini e giovani del villaggio di Manzimbi siamo riusciti a superare anche questo ostacolo. L’arrivo nel villaggio di Ciama, a mezzogiorno, è stata un’allegria per tutti: la gente aspettava, ma ancora non ci credeva! Abbiamo celebrato la messa sotto un albero, perchè ancora non c’è una chiesetta e i cattolici sono pochi, ma tutti hanno partecipato. Passando il nuovo ponte sul Lunghe.Bungo, costruito per gli abitanti, e percorrendo altre 3 ore di strada (sempre liberandola dai tronchi) siamo arrivati a Cahuto, un paesetto nuovo e piccolo, formato da 10 casette, situato in un posto meraviglioso. Vari giovani di Ciama ci seguirono a piedi, perchè non c’era posto nella macchina, Prima del tramonto abbiamo celebrato l’eucaristia e, in dopo cena, giá nel freddo della notte, abbiamo detto il rosario e assistito al film.

          
 
MANZIMBI, GNONGA
Dopo la preghiera del mattino, fatta assieme alla comunità, siamo ritornati per Ciama (questa volta senza paura dei tronchi e più rapidamente) e ci siamo fermati a Manzimbi, dove abbiamo cercato di organizzare la comunità cattolica, ma senza molti risultati. Su richiesta del capo-villagio (il “soba”) abbiamo distribuito materiale scolastico per un gruppo di 26 alunni: è difficile incontrare professori e materiale in queste comunità e così aiutiamo i villaggi che mostrano buona volontà dando un cuaderno, una matita e una gomma a ciascuno alunno. Continuando il nostro viaggio abbiamo visitato per la prima volta un’altra comunità, Gnonga (vicino a Sailinga), dove vive un bel gruppo di cattolici e dove si erano riunite molte persone aspettando un matrimonio tradizionale. Durante la celebrazione dell’aucaristia ne ho apporfittato per fare una catechesi più profonda sul matrimonio e la famiglia.

          
 
SAMUNUNGA, SAIOTANA
Com altri 60 km di strada in mezzo alla foresta e al calare della notte, senza incontrare nessuno lungo il cammino, siamo arrivati a Samununga, dove la comunità ci apettava. Abbiamo fatto cena, pregato, assistito al filme e, il giorno seguente (domenica), celebrato l’eucaristia: la comunità cattolica è composta da 26 persone (tra giovani, adulti e bambini), ma costante. Dopo pranzo, abbiamo continuato il nostro viaggio per Sayotana (altri 40 km), un villaggio ancora “nuovo” nella fede, ma ben animato e con un bel gruppetto di catecumeni. Il ricevimento e la celebrazione sono stati una festa: tutta la comunità vi partecipò! Dopo la messa, abbiamo distribuito materiale scolastico per gli alunni, un vestito usato per ciascuna mamma (altra condivisione che abbiamo fatto in tutte le comunità) e un lecca-lecca per i bambini: è stata un’allegria generale!

          
 
SACATENGO, SASSUNGO
Abbiamo lasciato il villaggio mentre stava arrivando la notte, per andare a Sacatengo (15 km di distanza), passando per due ponti di tronchi di alberi, fatti dalle comunità. Quando siamo arrivati il freddo della notte già si faceva sentire forte, ma la comunità non ha lasciato di ritrovarsi. Al mattino abbiamo celebrato la messa e, dopo aver fatto un bagno col secchio e pranzato, abbiamo continuato fino a Sassungo (30 km). In questo villaggio vivono molte persone, ma i cattolici sono una minoranza. Sono stati soprattutto i bambini che hanno partecipato di tutti i momenti: accoglienza, pulizia della macchina, falò, rosario, film... e, al mattino, nel saluto finale! Quando già stavamo salendo nel fuoristrada, una nonna, con la nipotina al braccio, mi ha chiesto un pezzo di sapone per lavare vestiti: siccome ho sempre com me alcuni pezzetti (sapendo della difficoltà di incontrare questo prodotto nei villaggi) non ho indugiato a dargliene uno. Il sorriso della nipotina fu così bello e grande che è stato più che un ringraziemento per il pezzetto di sapone!

          
 
MACONDOLO, SACINDAMBA
Com un’ora di viaggio siamo arrivati a Makondolo (dove avevamo realizzato il corso dei catechisti in maggio), ma, siccome varie mamme erano andate ai campi, abbiamo aspettato un po’ di tempo per la celebrazione. La comunità partecipó bene, ma con poco entusiasmo a causa di un certo rilassamento per parte dei giovani. Dopo pranzo, con un’altra ora di macchina, siamo arrivati a Sacimdamba: il maggior villaggi della zona, ma con pochi cattolici! Anche qui abbiamo celebrato l’eucaristia e, dopo cena, abbbiamo detto il rosario e assistito al film. Durante la notte è sceso un freddo terribile e, quando ci siamo svegliati al mattino, la macchina aveva una piccola crosta di gelo (cosa difficile in questa regione). Penso che è stato qui che mi si è bloccato lo stomaco...

          
 
SACIMBANDA, KAHULA, SABREVINDA, SAUAIANDA
Il giorno 18, ultimo giorno di viaggio, ci siamo svegliati presto per poter passare ancora in 4 villaggi. A Sacimbanda e Kahula siamo riusciti a celebrare la santa messa e rimanere un tempo con la comunità, ma a Sabrevinda e Sauaianda non ci è stato possibile rimanere molto tempo, perchè la notte già stava arrivando. Nella comunità di Sacimband ci fu comunicata la notizia della morte di una bambina di 12 anni, Maria, successa alcuni giorni prima a Luena, figlia di uno dei catechisti. Maria era una bambina piena di vita fino a un mese fa (come vedi nella foto scattata nella visita di maggio), ma che dopo un viaggio di una settimana a piedi, per andre al mercato a comprarsi le sue “cosette”, si ammalò e morì in fretta. Con tutta la cominità abbiamo pregato per la sua anima e per il confoto dei genitori.

       
 
…KO EM LUENA
Già era oltre mezzanotte quando siamo arrivati a Luena, dopo aver percorso quasi 800 km in 9 giorni, visitando 22 villaggi (3 dei quali per la prima volta!). Tutto è andato bene: le comunità ci hanno accolto con allegria e abbiamo visto la crescita nella partecipazione dei cattolici e dell’impegno dei catechisti. Ma il giorno dopo sono rimasto a letto: febbre, tremori, bassa pressione, stomato bloccato... Solo adesso, dopo una buona consulta medica a Luanda e 15 giorni di riposo, sto voltando alle mie attività missionarie... Era necessaria anche questa esperienza per convincermi ancora una volta che la vera evangelizzazione non succede senza il condimento della sofferenza!

          

 

 


Don Luigi (Gigetto) De Liberali

Salesianos de Dom Bosco
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