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Diario dall’ Angola - n24 - 1 giugno 2012

DIARIO DALL’ ANGOLA - 24
dI Don Luigi De Liberali
missionario salesiano

 

 
COME IL GRANO DI FRUMENTO...

L’esperienza che sto vivendo qui in Angola è così ricca di fatti che sento sempre di più il dovere di ringraziare Dio per questi anni di misisone. Il Signore mi ha chiamato a lavorare in un regione povera e grande, com pochi missionari e molte necessità, materiali e spirituali. Le comunità cristiane che accompagno sono molte, le strade difficili e abbandonate, ma la semente della Parola continua ad essere seminata e a produrre frutti…

          

 

CORSI DI FORMAZIONE

I primi mesi dell’anno sono stati dedicati alla formazione dei coordinatori delle comunità, per concludere lo studio della catechesi (distribuindo il terzo volume del catechismo che abbiamo tradotto nella lingua materna, il ciókoe), aiutando così i catechisti ad avere una visione semplice e completa dei contenuti della dottrina cristiana. Perchè i corsi andassero bene, abbiamo portato degli alimenti, grazie all’aiuto di benefattori, ma le comunità hanno anche inviato sempre qualcosa.

          

 

A CHIKALA
Il primo corso è avvenuto nella comunità di Chikala, a 35 km da Luena, com più di 60 catechisti di 30 villaggi differenti. Abbiamo vissuto 10 giorni di studio e di vita comunitaria, dal 1º al 12 febbraio. Per preparare il mangiare abbiamo allestito una cucina improvvista e 3 mamme si sono messe a disposizione, riuscendo a far da mangiare per tutti quegli uomini! Le sale di aula della scuola della missione sono state trasformate in dormitori e nella chiesetta abbiamo realizzato gli incontri di formazione e di preghiera. Meno male che non ci sono stati problemi di acqua perchè ha funzionato l’acquedotto pubblico, recentemente costruito.
 
(disgraziatamente ho perso tutte le foto di questo corso, come diró qui di seguito…)
 
A CANGAMBA
Abbiamo realizzato il secondo corso a Cangamba (350 km dalla città di Luena), riunendo tutte le comunità della parrocchia Regina della pace, la maggior parrocchia dell’Angola (42.000 km2). Vi hanno partecipato 38 catechisti di 13 villaggi, dal 15 al 26 febbraio. Per arrivare a Cangamba, i catechisti di Cangombe hanno fatto 90 km a piedi, quelli di Tempuè 110! La sitemazione dei partecipanti è stata migliorata grazie alla costruzione di una casetta di blocchi di sabbia, preparata per accogliere i visitanti. Il corso si è svolto durante gli ultimi giorni di carnevale: i giovani catechisti hanno animato il carnevale dei bambini della cittadina, con giochi e molta animazione. Assieme alla comunità abbiamo poi iniziato la quaresima con l’imposizione delle ceneri.

          

 

A CANGUMBE
Il corso di Cangumbe (90 km dalla sede della parrocchia) è avvenuto dal 6 al 18 marzo, con la partecipazione di 33 catechisti di 12 comunità. Io ho dovuto ausentarmi per causa di una forte colica renale (vedi più sotto), ma i catechisti che mi accompanhano, hanno portato avanti lo studio del catechismo, assessorati da una laica argentina che ha vissuto molti anni in Mozambico facendo una grande esperienza missionaria.
 
(non ho foto di questo corso…)

 

A CANGONGA
Per causa delle difficoltà nella strada principale, che unisce i villaggi a occidente della parrocchia, abbiamo potuto realizzare gli ultimi due corsi solo dopo le piogge, vale a dire dopo la Pasqua. Dal 18 al 26 di aprile siamo andati a Cangona (150 km da Luena), dove abbiamo incontrato 28 catechisti di 10 comunità. Le installazioni della comunità sono precarie (soprattutto mancanno ambienti degni di accogliere gruppi), ma i catechisti si sono adattati senza difficoltà. L’allegria di incontrare l’acqua nella fontana ha poi diminuito le preoccupazione (perchè il paesette è a 5 km dal fiume). Vari giovani e alcune mamme della comunità hanno partecipato al corso, mettendosi a disposizione per dare catechismo ai bambini e adolescenti. La partecipazione della comunità locale è stata completa nei momenti di preghiera e nella celebraizoni eucaristiche.

          

 

A MAKONDOLO
Nel viaggio di andata all’ultimo corso di Macondolo (250 km da Luena), abbiamo incontrato molti problemi nelle strade, per causa delle piogge e dei solchi lasciati dal passaggio di alcuni camion pesanti: per fare 100 km abbiamo impiegato un giorno! Assiem ai 31 catechisti che abbiamo trovato (i quali hanno percorso da 2  6 ore a piedi per arrivare) abbiamo studiao il catechismo e riflettuto sulla maniera di animare meglio le 15 comunità alle quali appartengono. La natura del posto ci ha aiutato a creare un clima di pace: è stato solo difficile difendersi dal freddo delle notti, che hanno provocato molti raffreddamenti. Per aiutare nell’alimentazione, un catechista cacciatore è riuscito a prendere 3 gazzelle! Durante il corso, 3 catechisti sono dovuti tornare a casa: due per la morte di um bambino della famiglia di 5 anni e uno per forti dolori alle gambe.

          

 

ALCUNI FATTI

 

Fatti e incontri interessanti succedono tutti i giorni ed entrano nella normalità della vita di chi vive in questi villaggi. Alle volte anch’io mi abituo e mi sembra quasi normale, ma in realtà sono cose molto differenti da quelle che si vivono in altri posti....

          

 

TUTTO SI ROMPE…
L’esperienza della quaresima 2012, per me, è stata un “perdere tutto”, distaccarmi da tutto quello che sembrava importante e necessario. I problemi sono cominciati in Cangamba. Prima di tutto con il computer portatile che non ha più voluto accendersi (perdendo tutti i dati non registrati in un’altra memoria, dal mese di settembre dell’anno passato): mi é dispiaciuto molto perchè adesso non posso più mostrare alle comunità fotografie e video delle visite e delle celebrazioni. Dopo sono venuti problemi con il generatore di energia che non ha più funzionato, non potendo più proiettare i films biblici per completare la formazione dei catechisti. Infine è stata la mia salute...

“SE IL CHICCO DI FRUMENTO…”
Il primo giorno del corso dei catechisti a Cangumbe, mi sono svegliato con una forte colica renale. Subito ho capito che si trattava di questo per il fatto di sentire gli stessi sintomi di un ano e mezzo fa, quando mi è successo la stessa cosa. Ho cercato di prendere delle pastiglie per diminuire i dolori, ma non sono riuscito a trattenerle. Siccome i dolori aumentavano, i catechisti hanno chiesto aiuto all’amministratore che mi ha condotto fino all’ospedale di Luena (4 ore per fare 90 km), per internarmi. Nei giorni seguenti sono andato a Luanda, la capitale, per capire come stavano i reni: quando già avevo perso tutte le speranze di incontrare qualcuno che mi dicesse qualcosa di chiaro, ho trovato um medico cubano nell’ospedale centrale che mi ha visitato e, localizzando la pietrina nell’uretra, mi ha suggerito di prendere una polvere (Uralyt-U) per disfarla e mi ha dato alcuni suggerimenti. A Cangumbe il corso ha continuato ed è terminato senza nessuna difficoltà. Così ho fatto l’esperienza che le parole di Gesù sono vere: “Se il chicco di frumento non muore rimane solo, ma se muore dá molto frutto...” (Gv 12,24)

          

 

REVIVENDO LA PASSIONE DI CRISTO
Ho celebrato la Pasqua a Cangamba, lontano da tutto quello che la società consumista ci propone in questo periodo (senza vedere cioccolati, uovi di pasqua, colombe...), ma con il calore e la partecipazione viva della gente. Quello che mi ha colpito di più è stata la rappresentazione al vivo della passione e morte di Gesù, fatta semplicemente, ma con molta proprietà e sicurezza. Mentre gli attori rappresentavano i vari momenti, il corale univa i vari passagi di scena cantando e i soldati marciando. Tutto senza sperperi: la rappresenazione è stata bellissima solo utilizzando cose vecchie di casa o della natura! I fatti dall’ultima cena fino alla sepultura sono stati rappresentati la mattina del venerdì santo, mentre la rissurrezione è stata fatta all’aurora del giorno di Pasqua, dopo aver celebrato la vigilia pasquale e aver canto e danzato per la gioia della vittoria di Cristo sulla morte. Questa rappresentazione ha fatto rivivere gli ultimi momenti della via di Gesù davvero!

          

 

JAMBA
Quando sono stato a Cangamba per la pasqua, ho visitato anche un’altra comunità, a 110 km di distanza, Muié. Dopo la messa, due genitori mi hanno chiamato a dare una benedizione al figlio, Jamba, di 5 anni, che si era bruciato tra le gambe con una pannella di acqua bollente, perchè tutti i pomeriggi sembrava impazzire. Nel pronto soccorso non gli avevano dato niente! Arrivato in casa, ho toccato la fronte di Jamba e ho sentito che scottava, Ho misurato la febbre: arrivava quasi a 40! Gli ho subito dato una pastiglia, gli ho fatto lavare la ferita e mettere un poco di pomata che avevo in macchina. Prima di andare via sono passato di nuovo nella sua casa: giá stava più tranquillo e allegro. Come basta poco (e non sono infermiere) per risolvere alcune situazioni!

          

 

IN MANCANZA DI GIOCATTOLI
Durante il corso di Makondolo ho notato una cosa alla quale non avrei mai pensato: la spazzatura serve come gioco dei bambini! Avevamo scavato un buco per mettere la spazzatura, ma rimaneva sempre pulito. Ho osservato meglio e ho visto che tutte le lattine, i sacchetti e il materiale che le mamme gettavano là erano rapidamente e attentamente “recuperate” dai bambini per giocare! In questi luoghi è difficile incontrare giocattoli per far divertire i bambini, ma loro si industriano...

          

 

PRIORITÀ: LA FAMIGLIA!
Alla fine di aprile tutte le parrocchie e le commissioni della diocesi di Luena hanno mandato dei rappresentanti per partecipare all’Assembleia diocesana che ha scelto, per i prossimi due anni, di lavorare sulla famiglia. In questa regione ci sono molti problemi che attingono le famiglie, ma anche alcune tradizioni. Peró è soprattutto la mancanza di compromesso delle coppie (giovani o no) que minaccia la struttura familiare. I 200 partecipanti si sono dati il compito di continuare a riflettere su questo tema, ma soprattutto di lavorare per evangelizzare le famiglie, perchè diventino sempre di più “culla della vita e dell’amore”. L’ Assemblea terminò, il 1º di maggio, con una bella processione, affidando all’intercessione di Maria le difficoltà delle famiglie di Moxico.

          

 

NUOVE MISSIONARIE
In una della comunità della zona rurale, a Cangumbe, il giorno 2 di maggio abbiamo avuto la gioia di accogliere una nuova comunità di suore, formata da 4 Francescane Missionarie di Maria. Il Vescovo di Luena, Mons. Tirso, ha presieduto la bella eucaristia che ha presentato alla comunità locale le nuove missionarie. La festa é continuata con un pranzo condiviso per tutta la comunità. Adesso la casa della missione (che è stata recuperata grazie al lavoro dei muratori del Centro di Formazione Don Bosco e alla cooperazione della ONG Lumbe-Lumbe) dopo 37 anni di vuoto, avrà di nuovo una presena stabile di missionarie dedicate all’evangelizzazione!

          

IL TRENO STA ARRIVANDO
In questi anni il governo angola sta facendo tutti gli sforzi per rifare completamente la ferrovia che comincia a Benghela (nella costa atlantica) e arriva al Congo, passando per questa zona. Adesso i lavori per mettere i binari sta quasi terminando e il passaggio dei primi treni sperimentali si sta facendo realtà. Durante il corso di Cangonga sembrava un sogno veder passare (dopo tanti anni) un treno! Speriamo che sia l’inizio di un grande sviluppo per tutta questa regione, trasportando più merci e persone, senza molte difficoltà. Tutti stiamo aspettando ansiosi che arrivi questo giorno!

          

 

VITAMINA PER UN LUNGO VIAGGIO
Nel giorno dell’entrata delle suore a Cangumbe, una italiana (che era venuta per partecipare della festa e stava tornando a casa) mi ha lasciato un pezetto di formaggio grana che era avanzato: è stata come la “vitamina”, che ho preso molto lentamente, del lungo viaggio di 20 giorni che ancora mi aspettava, per partecipare al corso dei catechisti di Makondolo e visitare le comunità più distanti dal centro. Non avevo mai “custodito” con tante attenzioni un pezzo di formaggio...

          

Nel prossimo diario racconterò quello che ho fatto in questo lungo viaggio....

 


Don Luigi De Liberali

Salesianos de Dom Bosco
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