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Il Cattolico istruito nella sua Religione - 1853(Don Bosco)

IL CATTOLICO ISTRUITO NELLA SUA RELIGIONE


TRATTENIMENTI

DI UN PADRE Dl FAMIGLIA CO´ SUOI FIGLIUOLI

SECONDO I BISOGNI DEL TEMPO

EPILOGATI DAL SAC.

BOSCO GIOVANNI

TORINO, 1853.

TIPOGRAFIA DIR. DA P. DE-AGOSTINI Via della Zucca, N. 23, (.28:t

           

OGGETTO -

DI

QUESTI TRATTENIMENTI

Padre. I tempi in cui viviamo, o cari figli , i pericoli , che oggidl occorrono in fatto di religione , mi fanno temere fortemente , che , cominciando voi a trattare col mondo, non vi lasciate trascinare a qualche eccesso, e forse anche all´errore con danno delle anime vostre. Questo pensiero tiene da qualche tempo angustiato il mio cuore.

Il Figlio di maggior età. a nome de´ suoi fratelli prende a parlare così: Non temete per noi, caro padre ; Uoi siamo stati istruiti abbastanza nella nostra santa cattolica religione abbiamo stu‑

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diato buoni libri , saremo assidui alle prediche del nostro curato , e , dipendendo sempre da voi, nulla ci accadrà di contrario.

P. Il rispetto e l´ubbidienza che finora mi avete prestato , l´impegno ch´ebbi sempre per la vostra buona educazione fa sperar bene di voi ; ma dopo la mia morte...

F. Il Signore vi conservi lungamente. per la nostra assistenza ; che se ci veniste a mancare , noi porteremo nel cuore sempre impressi i vostri ricordi.

P. Appunto per questo desiderio di premunirvi intorno ad alcuni pericoli del giorno col dilucidarvi i punti principali di nostra religione in alcuni trattenimenti. Questo faccio di buon grado, perchè lo studio da me fatto, i libri letti, le discussioni udite in parecchie accademie, di cui ho il piacere di essere membro , l´esperienza di lunga serie d´anni mi mettono in grado di potervi debitamente istruire,

F. Noi ascolteremo con animo lieto quanto voi sarete per dirci , comin

dando dai fondamenti della nostra religione ; e, se col, permettete, noi faremo alcune dimande ´sopra le cose più difficili , non omettendo quelle osservazioni che possiamo aver letto, o da altri udito, e questo solo per dilucidare le nostro difficoltà.

P. Volentieri, o amati figli, appagherò questi vostri desiderii , e sentirò pur con piacere quelle osservazioni che vi tornerà bene di fare , e questo servirà a vie meglio dilucidare quelle verità che alla vostra età potessero sembrare alquanto elevate. Però vorrei che anzi tutto vi faceste un´ idea chiara della materia da trattarsi. In questi tempi avrete a fare con persone, che in varie guise combattono la Religione; e contro di ´esse. noi proveremo,

I. Che vi è Dio, cui l´uomo dee un culto sì interno che esterno;

2. Che era necessaria una rivelazione; che questa rivelazione Dio l´ha fatta. agli uomini, e che il Messia in essa promesso invano è aspettato dagli Ebrei, perchè egli è già venuto (la mille ot‑

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tocento cinquanta tre anni, ed è Gesù Cristo _vero Dio e vero Uomo ;

3.  Che Gesù Cristo ha fondato la Chiesa , a cui affidò tutta la sua dottrina ; che questa Chiesa, è Una, Santa, Cattolica ed Apostolica, ed la per Capo il Romano Pontefice ; che perciò tutti quelli i (man sono fuori di lei , non hanno la vera Religione .nò possono conseguire l´eterna salute;

4.  Faremo alcune osservazioni sopra la deplorabile condizione di quelli che sono o fingono di essere increduli.

Siccome però Iddio è autore di tutte le cose, e da lui ogni bene procede, sia da lui il principio dell´opera nostra ; a lui volgiamoci per aiuto, ed invochiamo particolarmente i celesti suoi lumi.

TRATTENIMENTO I.

Conoscenza di Dio.

F. Il fondamento di tutta la nostra religione è senza dubbio la conoscenza di Dio. Noi crediamo che questo Dio ci ha dato la vita, e ce la conserva: tuttavia desidererei di essere istruito come io possa farmi un´ idea chiara della sua esistenza,

P. Basta solo aprire gli occhi , e contemplare ciò che si presenta al nostro sguardo , per farci una chiara idea del-l´ esistenza di un Dio Creatore , da cui tutto ebbe principio ; Conservatore, da cui tutto dipende. Vedete voi quese orologio`? Chi I´ ha fatto?

F. L´ ha fatto I´ orologiere.

P. Non potrebbe farsi da se stesso ?

F.No certamente; se l´orologiere non unisse insieme le varie parti di metallo che lo compongono, l´orologio non Si farebbe mai.

P. Ora noi vedendo questo mondo, in cui esistono tante cose maravigliose, remo che siasi formato da se stesso ?

F. Niuno è tanto scemo di testa da dire, che questo mondo siasi fatto da se stesso: non altri può averlo formato che Iddio onnipotente.

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P. Benissimo. Siccome l´ orologio non può farsi da per sè , ma è necessario l´orologiere che faccia e aggiusti le parti , e a quelle dia movimento ; così pure la terra e tutte le cose di questo mondo non esisterebbero , se Iddio come causa prima, cioè come creatore, non le avesse fatte dal nulla ed ordinate, Perciò quanto vi è ne´ cieli , quanto si trova sopra. la terra, tutto fu da lui creato, tutto da lui si "nove , si regola e si governa.

L´uomo non è capace di fare che esista la minima cosa ; tutti i suoi lavori si aggirano sulle cose create da Dio, Esso è quella causa prima , senza cui la terra non esisterebbe, Esso quel sapientissimo artefice, che diede ordine e movimento alle cose tutte, che nel cielo e nella terra esistono. Quindi mirando noi il sole che ci illumina nel giorno, la luna nella notte, tante stelle grandi e piccole , che regolarmente or nascono , or tramontano., il costante succedersi delle stagioni , senza mai variare un istante nel loro ritorno , noi abbiamo argomento evidentissimo , che vi è un sovrano artefice , il quale creò queste cose, e secondo il suo beneplacito le regola e le governa.

Un lepido aneddoto serve ad istruirci

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benissimo intorno a questa verità. Non ha gran tempo che un pollaiuolo, andando .al mercato, ebbe ad accompagnarsi con

alcuni individui, tra cui un distinto personaggio, che parlava male dell´esistenza

(li Dio. Siccome quel buon pollaiuolo aveva

fatto poco studio, così, lasciando le ragioni, si fece a rispondergli col solo buon

senno. Prese egli tra le mani una gallina, e, mostrandola al compagno, signore, gli disse: chi ha fatto questa gallina ?

—    La gallina fu fatta dall´uovo, rispose I´ altro sorridendo.

—    Chi ha fatto 1´ uovo 6?

—    L´ ha fatto la gallina.

—    Cominciò ad esistere prima l´uovo o la gallina ?

—    Cominciò ad esistere prima l´uovo, da cui nacque la gallina.

— Dunque chi ha fatto questo primo uovo, da cui nacque la gallina ?

L´altro non seppe più che rispondere. Ma tutti quelli che si trovarono presenti,

ammirarono il discorso del pollaiuolo, e

ad una voce esclamarono : andate. pure Ball´ uovo alla gallina finchè volete ma

dovete infine conchiudere esserci un Dio onnipotente , che abbia creato I´ uovo o la gallina,

il O

F. È curioso questo aneddoto, mi piace tanto ; ciò nonostante debbo dirvi, che non posso a meno di non sentirmi pieno di stupore , osservando gli uomini antichi avere per tanto tempo ignorato Iddio.

P. L´ esistenza di Dio è una verità così facile a conoscersi, che gli uomini di tutti i tempi i di tutti i luoghi , sieno barbari od inciviliti, tutti hanno avuto cognizione dell´ esistenza di Dio, tutti hanno prestato qualche culto ad un Essere Supremo , come attestano gli stessi scrittori profani ; a segno che Plutarco, egli pure pagano´, asserì, che si possono trovare città senza mura e senza case , ma non mai senza Dio, senza preghiere , senza altare.

F. I primi uomini del inondo da chi mai poterono avere l´idea di un Dio Creatore?

P. Questa idea universale della Divinità senza dubbio fu dal Creatore inserita nel cuore degli uomini , e chiaramente comunicata ad Adamo , primo uomo del mondo , e da lui tramandata di generazione in generazione a tutti i suoi di. scendenti ; la quale idea, come abbiamo veduto, si rende poi sensibilmente manifesta dalla vista di questo universo, che in tante maniere pubblica le glorie del suo Creatore.

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F, Capisco facilmente, che niuna cosa si è fatta da se stessa , e che se o´ è tutto questo gran mondo, nissun altro che Dio lo potè. creare.

P. Le cose, che esistono nel mondo , manifestano in molte maniere l´ esistenza di un Dio Creatore, verità che noi tocchiamo con mano se per poco prendiamo a considerare noi stessi. La struttura maravigliosa del corpo umano ci si presenta qual capo d´ opera di un artefice di abilità infinita. La facoltà di pensare, di giudicare , di volere che sentiamo in noi stessi, è un´ altra prova dell´esistenza di Dio ; imperciocchè non avendo io potuto dare queste facoltà a me stesso , debbo conchiudere, che esse vengano da Dio.

Inoltre se osserviamo I´ unione maravigliosa dell´ anima nostra col corpo , i rapporti di tutto I´ uomo colle cose che sono fuori di se stesso ; tanto le cose piccole, quanto le cose grandi, il cielo, la terra, i pesci del mare, gli animali della terra , gli uccelli dell´ aria , tutti dicono ad una voce c´ è un Dio che ci creò; un Dio che ci conserva,

Vi voglio raccontare un fatto proprio adattato a farci conoscere , come Iddio

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si manifesti nelle cose piccole e nelle grandi. Eravi un re in Egitto chiamato Faraone, che opprimeva ingiustamente gli Ebrei. Iddio mandò Mosè ad intimargli che cessasse dall´opprimere quel popolo. dicendogli : « il Signore Iddio d´ Israele ti comanda di lasciare il suo popolo in libertà. » A tale intimazione il Re orgogliosamente rispose : « Chi è cotesto Signore , a cui io debba ubbidire ? lo nol conosco; il popolo d´ Israele non partirà. »

Iddio buono , per ammonire il cuore di quel sovrano , fece sentire il peso di sua potenza con moltissimi castighi, e tra essi fu quello dr una moltitudine di rane.Quelle bestioline in numero prodigioso , uscite dai fiumi e dalle paludi , si sparsero per tutto l´Egitto, cosicchè le case, le camere, i letti, i Egitto, e perfino le vivande. eransi coperte di rane, le quali , ovunque gracidando e tutto imbrattando , rendevano

insopportabile la dimorai n qualsiasi luogo.

Allora Faraone mandò con gran fretta a chiamare Mosè ed Aronne, e confessando di credere al vero Dio d´ Israele , disse loro :´Pregate , per pietà , pregate il vostro Dio, affìnchè allontani da me e dal mio popolo il flagello di queste rane ; ed io lascierò il vostro popolo in libertà,

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Mosè ed Aronne pregarono , e Iddio con un miracolo liberò l´ Egitto da quel flagello. Ma quel Re non mantenne la promessa , perciò dopo molli castighi finì coll´essere sommerso nel mar Rosso con tutto il suo esercito.

Ritenete però bene a mente, che questo Dio , essendo creatore e conservatore di tutte le cose , vuole Ball´ uomo essere adorato , onorato , obbedito´ e temuto ; e che essendo giusto darà certamente il debito premio alla virtù, ed al vizio il meritato castigo. Il che mi conduce a parlarvi della Religione.

TRATTENIMENTO II.

Necessità di una Religione.

P. La Religione presa in generale è il complesso di quella dottrina riguardante le cose tutte, con cui gli uomini onorano Iddio sì coll´intelletto e col cuore, come colle parole e colle opere. Chiamasi Religione, che vuol dire legame, perchè essa ci unisce a Dio, e forma un santo commercio tra Dio e gli uomini : presa poi nel senso in cui noi parliamo , si suole definire una virtù con cui l´ uomo rende a Dio l´ ossequio e l´onore a lui dovuto. Dicesi pri‑

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mieramente una virtù , ossia una serie di atti buoni , perchè solamente colle buone azioni noi possiamo onorare Iddio. In secondo luogo dicesi ossequio ed onore a Dio dovuto, per la ragione che un figlio deve amar suo padre, un suddito star soggetto al suo re, il beneficato deve esser grato al benefattore: così noi dobbiamo onorare Dio come nostro padre, nostro re supremo e nostro benefattore. Gli atti poi che l´uomo fa per onorare e servire Iddio, soglionsi comunemente appellare culto,

F. In che maniera noi possiamo prestare a Dio questi atti di onore e di adorazione?

P. In due maniere : col culto interno ed esterno.

F. Qual è il culto interno ?

P. ll culto interno è quello che noi rendiamo a Dio col nostro cuore e coll´anima nostra per mezzo dell´adorazione, dell´ amore, della riconoscenza, della sommessione , della confidenza.

F. Qual è il culto esterno ?

P. Il culto esterno è quello che noi prestiamo a Dio colle nostre azioni per mezzo dei sensi del corpo. Tali sono i sagrifizi, le offerte, l´accostarsi ai Sacramenti, le genuflessioni, il canto delle sue lodi, le preghiere vocali.

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Il culto esterno dicesi anche pubblico, quando si rende dalla società degli uomini radunati insieme,. come sono le confessioni fatte dai martiri delle verità della fede alla presenza d´ immensa moltitudine , le pubbliche predicazioni , le processioni , l´ intervenire alla Messa , e simili.

F. Mi nasce qui una difficoltà : Iddio essendo per se stesso infinitamente beato, parmi che gli debba importar poco di essere onorato dagli uomini.

P. Sebbene Iddio sia infinitamente beato e di nulla abbisogni dall´uomo, tuttavia per la necessaria relazione che passa tra la causa e 1´ effetto , ossia tra Dio creatore e l´uomo creatura, egli non può a meno di gradire di essere da lui servito. L´uomo poi ha uno stretto dovere di adorare e benedire quella mano benefica , che lo creò e che lo colma ogni giorno di mille benefizi.

F. Almeno Iddio dovrebbe esser contento del cuore senza pretendere culto esterno.

P. Gli uomini devono a Dio anche un culto esterno, e per più ragioni: primieFornente perchè Dio è creatore e assoluto padrone del corpo e dello spirito , perciò dev´ essere onorato dall´uno e dal-l´ altro, In secondo luogo per la stretta

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relazione che passa tra 1´ anima ed il corpo , i sinceri e vivi affetti dell´animo di natura sua si devono rendere manifesti col mezzo de´sensi esterni. In terzo luogo Iddio comandando più cose , le quali non si possono compiere senza alti esterni , ne segue che Iddio comanda anche il culto esterno.

Finalmente Iddio avendo destinato l´anima ed il corpo ad essere ambidue rimunerati con una felicità eterna in cielo :  ambidue lo devono nella presente vita servire.

11 medesimo Iddio essendo creatore , benefattore e conservatore della società , come di ciascun uomo in partiColare , deve essere dalla società onorato con un culto visibile alla società e perciò pubblico.

A questo proposito vi voglio raccontare un esempio che dimostri quanto piaccia a Dio il cullo esterno. Il re Salomone aveva fatto costruire un magnifico tempio, in cui l´oro, l´argento, l´avorio, la scultura adornavano in ogni parte Fedifizio. Due statue maestrevolinenle lavorate , e rappresentanti due cherubini , erano accanto all´ altare. Quando ne fu fatta la dedicazione, vi concorse tutto il popolo, guidato da indicibile gioia. Men-

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tre con armonia di suono e melodia di voce lietamente si cantava : Date gloria al Signore, la maestà divina in segno di gradimento si manifestò per mezzo di una prodigiosa nube che copri tutto il tempio.

A tale vista Salomone , compreso da riverenza, si prostrò avanti al Signore ; poscia, levate le mani al cielo, mio Dio, disse, voi che vi siete degnato di gradire questa casa a voi consacrata , fate , che tutti quelli, i quali, oppressi dalle angustie o costretti da qualche necessità, ricorreranno a supplicarvi in questo santo luogo., siano esauditi.

Quegli apparati, que´sacrifizi e quelle preghiere piacquero tanto al Signore, che fece cadere dal cielo un fuoco prodigioso, il quale abbruciò le vittime preparate pei sacrifizi : segno manifesto che quelle cose erano a Dio graditissime.

F. Quanto è mai bello questo fatto l però mi occorre una difficoltà : se ciascun uomo in particolare è tenuto ad onorar Dio , temo che siano per essere tante le maniere di culto esterno, quante sono le teste, ossia i capricci degli uomini. E questa infinita varietà di culto potrà essere a Dio gradita ?

P. Tu vuoi dire , che Iddio non può

2                                      L. C.— F. 1.

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gradir tutti i vari culti , anzi neppur un culto comechè siasi: e in ciò dici bene: onde è di tutta necessità conoscere il vero culto gradito a Dio per mezzo di una rivelazione fatta da lui medesimo.

TRATTENIMENTO III.

Necessità della rivelazione.

F. Desidero grandemente di sapere, se Dio abbia proprio rivelato un culto. Ditemi adunque : che cosa intendesi per rivelazione ?

P. Affinchè comprendiate, o cari figli, che cosa s´intenda per rivelazione , dovete osservare che l´uomo col solo lume della ragione conosce molte verità che soglionsi nominare religione naturale. Ma ci sono moltissime verità all´uomo necessarie, le quali o sarebbero imperfettamente conosciute , o affatto ignorate , se Iddio qual padre di bontà non le avesse rivelate. Ciò premesso, vi sarà facile il capire, che la rivelazione d una manifestazione da Dio fatta di alcune verità all´uomo necessarie , le quali noi dobbiamo credere fermamente percliò rivelate da Dio.

F. Se gli uomini portano scolpita nei

19 loro cuori la religione naturale, come ci avete detto , non fa più bisogno di rivelazione.

P. La religione naturale conduce bensì l´ uomo alla cognizione di molte verità , ma ve ne sono moltissime che sarebbero state per sempre all´ uomo sconosciute senza rivelazione. Per esempio la religione naturale ci dice, che I uomo deve prestare un culto a Dio, ma non ci spiega abbastanza quale sia , nè in qual modo debba essere prestato. Perciò noi vediamo che molti popoli, guidati dalla sola religione naturale , caddero in turpissimi errori , fino ad adorare qual Dio animali immondi.

F. Possibile, animali adorati come Diol

P. Veramente così : i Romap, adoravano que´Dei, che favorivano i loro vizi, fossero anche sozzi animali, talmente che non vi era delitto , per quanto abbominevole fosse, che non avesse qualche divinità protettrice. Nella Grecia ed altrove si sacrificavano vittime umane al sole , alla luna e alle stelle ; nella China si uccidevano i fanciulli quando erano troppi in numero, altrove mangiavasi carne umana, e simili barbarie si commettevano in più luoghi, ove gli uomini si erano allontanati dai principii della rivelazione.

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F. Oh quanto mai deve adunque reputarsi necessaria una rivelazione ! Ma è poi certo che Iddio possa rivelare le cose agli uomini ?

P. Se Iddio infinito dal niente creò questo mondo che noi vediamo, creò noi stessi, quali esistiamo, perchè non potrà manifestare a noi le cose necessarie a conseguire il fine per cui ci ha creati ? Non sarebbe egli ridicolo , il dire , che Iddio onnipotente non possa far quello, che fanno gli uomini creati da lui , col manifestare e comunicare ad altri i loro interni pensieri ? non possa far quello , che fanno tuttodì i maestri col manifestare le loro cognizioni agli scolari ?

F. Se le verità, di cui ragionate, non possiamo da noi medesimi abbastanza conoscerle, e quindi praticarle per piaceré a Dio, ed acquistare l´eterna salute : Dio , che è sì buono coll´uomo, e tanto l´ ama, certo glie l´avrà, fatta questa rivelazione, ed in modo si chiaro, da non poterne noi dubitare: ditemi pertanto: a quali segni noi possiamo conoscerla ?

P. I segni ovvero i caratteri essenziali di questa rivelazione sono : La certezza che venga da Dio , o per mezzo di lui medesimo, o per mezzo de´ suoi inviati ,

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come sono gli Angeli, i Profeti ; 2° Che questa rivelazione sia dimostrata agli uomini in modo chiaro e distinto da non lasciare alcun pretesto ragionevole di pensare o di operare altrimenti da quello che c´insegna questa rivelazione.

F. A chi fu fatta questa rivelazione, e dove possiamo trovarla ?

P. Questa rivelazione fu primieramente fatta ai nostri primogenitori Adamo ed Eva. Dedit eis scientiant spiritus, sensu intplevit cor illorunt, et borsa et mula ostendit eis ; cioè : Il Signore diede ad Adamo ed Eva la scienza delle cose spirituali, riempì il loro cuore di sentimento, e loro diede una nonna onde conoscere il bene ed il male. In seguito più cose furono da Dio rivelate agli antichi Patriarchi, e soprattutto a Mosè ed ai Profeti, e questo fece Iddio per via d´ interne inspirazioni, o col ministero dei suoi Angeli , ed in fine parlò a noi per mezzo di Gesù Cristo, mandato a salvare tutti gli uomini e ad insegnar loro la strada della salute.

F. Dove noi possiamo trovare questa rivelazione ?

P. Prima di Gesù Cristo noi potevamo trovare questa rivelazione presso alla nazione degli Ebrei , che ne fu custode

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fedele fino alla venuta del Messia. Dopo la venuta del Salvatore questa divina rivelazione fu affidata al magistero infallibile della Chiesa Cattolica. I libri poi che contengono le cose principali da Dio rivelate, sono quelli che, presi insieme , diciamo Sacra Bibbia , cioè libro per eccellenza.

F. Che cosa è questa Sacra Bibbia ?

P. La Sacra Bibbia è una serie di libri , i quali contengono le principali verità di nostra Santa deligione. I libri che contengono le cose accadute prima della venuta del Salvatore appellansi Antico Testamento. Quelli poi che contengono il Vangelo,´ gli atti e le lettere degli °Apostoli formano la nuova legge, ossia Nuovo Testamento. La Storia Sacra , che voi avete usato nelle scuole, è il compendio dell´ Antico e del Nuovo Testamento.

F. Possiamo noi starcene sicuri , che questi libri contengano con certezza le verità da Dio rivelate ?

P. Che questi libri siano veraci, vale a dire, contengano realmente la volontà di Dio manifestata agli uomini, è quello che io intraprendo a dimostrarvi. Intanto siamo grati a Dio pel grande henefizio della creazione e della conservazione ,

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ma siamogli poi in maniera particolare riconoscenti della rivelazione , credendo con fermezza quelle verità che egli si 41egnò rivelarci, senza cui eravamo eternamente perduti.

TRATTENIMENTO IV.

Veracità del libri dell´ Antico Testamento.

F. La rivelazione, secondo che voi affermate, si contiene dunque nella Sacra Bibbia. Prima però di esaminare se i libri della medesima contengano proprio delle verità da Dio proposteci a credere, amerei che mi provaste la loro veracità.

P. Per farvi una chiara idea della veracità di questi libri bisogna osservare , che quelli i quali appartengono all´Antico Testamento sono egualmente pregiati e tenuti per veri da´cattolici e dagli ebrei, presso cui si conservano gelosamente anche a´ nostri giorni. Onde , se ci fosse stato sospetto di errore nel raccontare le cose, gli Ebrei ed i Cristiani l´avrebbero notato senza dubbio.

F. Vuol dire che non o´ è differenza tra quello che credono i Cristiani da quello che credono gli Ebrei ?

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P. Differenza grandissima! Gli Ebrei credono, che in questi libri vi sia la divina rivelazione, e predetta la venuta del Messia, e in ciò sono perfettamente d´accordo

co´Cristiani ; ma   è diversità in questo,
che gli Ebrei aspettano ancora il Messia, e noi Cristiani lo adoriamo già venuto da mille ottocento cinquanta tre anni, e crediamo fermamente che questi è Gesù Cristo.

F. Queste ragioni sono buone, è vero, ma io vorrei ragioni particolari, che mi facessero toccare quasi con mano che i libri della Sacra Bibbia sono veraci.

P. Tre altre ragioni particolari ci fanno, per dire così , toccare con mano la veracità di questi libri, e sono :

4. Gli autori di essi narrano cose avvenute a´loro tempi, e sarebbero stati contraddetti da una moltitudine di uomini stati testimoni degli avvenimenti che raccontano, se avessero scritto delle falsità.

2. Perchè erano persone sincere e degne di fede ; giacchè parlarono la verità a tutti, e a´Re medesimi , anche quando loro. spiaceva, e con pericolo della propria vita. Nè si può ad essi apporre alcun delitto ; nè trovasi cosa ne´ loro scritti , che faccia insospettire di menzogna: anzi offerironsi pronti a dare piuttosto la vita che tradire la verità da loro enunciata.

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3. Perchè molti fatti da essi riferiti sono altresì attestati da profani autori.

F. Non avrebbero potuto ingannare il popolo raccontando favole invece di fatti ?

P. Si potrà talvolta ingannare alcuno intorno ad un fatto non vero ; ma non mai una moltitudine d´ uomini testimoni del fatto raccontato.

F. Ma si raccontano certi fatti così straordinari , che paiono incredibili

P. Questa ragione accresce l´ autorità di questi libri, giacchè i fatti straordinari sarebbero stati più facilmente riprovati tanto dagli Ebrei , quanto dalle nazioni loro vicine, se non fossero realmente avvenuti. D´altronde questi fatti strordinari nulla presentano , che sia indegno della potenza e maestà divina. Anzi ciò dimostra vie più esservi la mano divina in questi libri.

TRATTENIMENTO V.

Divinità dei libri dell´Antico Testamento.

F. In qual maniera la mano divina si rende minifesta riguardo ai sacri libri ?

P. La mano di Dio si rende manifesta riguardo ai sacri libri, vale a dire, la Sacra Bibbia è opera divina in questo senso :

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4. Che i sacri libri contengono cose, le quali , senza il concorso dell´ onnipotenza divina, non possono avvenire.

2. Questi libri si dicono divini, perchè

i loro autori furono da Dio inspirati e mossi a consegnare alle carte i loro pensieri , e sotto questa inspirazione hanno cominciata, continuata e compiuta l´opera loro.

F. Come si prova che i sacri libri contengano cose , le quali non possono avvenire senza il concorso dell´onnipotenza divina, e che gli autori sacri siano stati da Dio assistiti ?

P. Questa verità importantissima di nostra santa Religione si prova specialmente con quattro argomenti :

l° Coi miracoli. I miracoli nel loro vero senso considerati superano tutte le forze della natura creata ; dal che ne viene che solamente Iddio può farli , e in confermazione della verità , non mai a sostegno dell´ errore. Ora gli scrittori della Sacra Bibbia operavano miracoli a provare la dottrina, che annunziavano ai popoli, e tra le cose da essi promulgate vi ha pur questa , cioè , che essi parlavano a nome di Dio , e scrivevano dietro la mozione di lui, dunque si deve rice

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vere come parola di Dio tutto quanto si contiene in questi libri. Spiritu Sande affittate, locati sunt Sancii Dei houtines. Tutta la Scrittura è divinamente inspirata, scrive S. Paolo a Timoteo. Iddio parlò agli uomini per bocca de´ suoi profeti , che in diversi tempi si succedettero : così nel Vangelo di S. Luca ;

2.   La medesima verità confermano le profezie riguardanti la venuta di Gesù Cristo, e molti altri avvenimenti, che perfettamente si avverarono ;

3.   La sublimità e la santità della dottrina della Sacra Bibbia , la quale è sì pura e sì perfetta che Dio solo può esserne 1´ autore ;

4.. L´ ammirabile efficacia che ha sul cuore di coloro che la leggono: conciossiachè gli stessi malvagi leggendo la Bibbia senza prevenzione , non possono a meno di non sentirsene compresi, e dire esser quella opera di Dio.

F. Mi pare che i miracoli possano anche esser fatti dagli uomini , perciò non dimostrare abbastanza la divinità della Bibbia.

P. Il miracolo è un´ azione che supera tutte le forze degli uomini , e se questi operano miracoli , il fanno in nome di

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Dio. Per esempio Elia risuscitò un figliuolo morto, ma questo nell´ aiuto del Signore. F. Come mai le profezie dimostrano la divinità dei libri santi ?

P. Le profezie non essendo che la previsione delle cose future, che non possono prevedersi dalle cause naturali, deve riconoscersi la mano divina ove queste profezie intervengano. Per esempio: Noè previde il diluvio cento vent´ anni prima, la qual cosa niuno degli uomini avrebbe potuto prevedere, se Iddio non glie l´avesse rivelata.

F. Nei libri dell"Antico Testamento ci sono realmente profezie riguardanti alla nostra Cattolica Religione ?

P. Ce ne sono moltissime, specialmente quelle che riguardano il Messia, le quali noi vedremo tutte avverate nella persona di Gesù Cristo.

Intanto noi col cuore pieno di riconoscenza verso Iddio , che ebbe la degnazione di ammaestrarci egli stesso nei santi libri , leggiamoli con tutto rispetto, persuasi di riscontrare in essi la sua parola, la celeste sua dottrina

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TRATTENIMENTO VI.

Storia della Religione e Profezie riguardanti al Messia da Adamo fino a Davidde,

P. Io sono intimamente persuaso della divinità dei sacri libri, e della rivelazione fatta da Dio agli uomini intorno alle cose necessarie alla salute ; ora desidererei di essere istruito intorno a tali cose per vantaggio mio e per bene de´ miei fratelli.

P. Per procedere con ordine ad istruirvi di queste importantissime verità, uopo è che sappiate religione e rivelazione essere una medesima cosa, giacché la religione non fa altro che regolare le cose da Dio rivelate in modo adattato alla natura dell´ uomo. Ora , siccome la religione , la rivelazione e le profezie sono tutte rivolte al Messia da Dio promesso per salvare il genere umano , così noi , mentre racconteremo la storia della nostra santa religione, esporremo nel tempo stesso le profezie che al Messia riguardano.

F. Qual è la più antica profezia riguardante al Messia ?

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P. Fu quella fatta da Dio ad Adamo , primo uomo del mondo.

F, Desidererei di sentirla.

P. Eccola : Iddio creò le cose che nel cielo e nella terra si contengono in sei giorni ; nell´ultimo creò l´uomo, che collocò in un giardino amenissimo, detto paradiso terrestre. Adamo ed Eva disubbidiscono a Dio col mangiare un frutto, di cui aveva loro proibito di cibarsi sotto pena di morte. Iddio, giustamente sdegnato, li scaccia da quel luogo di delizie, ma promette che un tempo avrebbe loro mandato ut Salvatore, dicendo al demonio che li aveva ingannati: Saranno inimicizie tra te e la donna, ed essa, per mezzo di Uno che nascerà da lei , ti schiaccierà il capo. Quest´ uno fu il Salvatore.

F. Dopo di Adamo , non si parlò altre volte del Salvatore e del Culto dovuto a Dio ?

P. Assai spesso si parla dell´ uno e dell´ altro nei sacri libri. Fra i figliuoli di Adamo leggiamo che Caino e Abele già offerivano a Dio sacrifizi. Enos onorava il Signore con pubbliche e solenni cerimonie ; e Noè colla sua famiglia osservava la, vera religione.

F. Questa religione non fu spenta nel

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diluvio universale quando gli uomini si diedero in preda ad ogni sorta di vizi, come abbiamo letto nella Storia Sacra ?

P. Questa religione non fu spenta col diluvio ; anzi Noè , preservato in modo straordinario, appena uscito dall´arca innalzò un altare, e tutto compreso di gra‑

titudine offerì un sacrifizio al Signore.

Lo stato però della religione bdopo il diluvio fu deplorabilissimo , giacche gli uomini si abbandonarono ai disordini di prima, e cominciarono ad adorare il sole, la luna, le stelle e gli animali della terra. Tuttavia moltissimi discendenti di Noè coltivarono la vera virtù e la vera religione.

F. In mezzo a tanti disordini come si potè conservare la vera religione fra gli uomini ?

P. Iddio per mantenere fra gli uomini la vera religione, scelse una famiglia fra i discendenti di Sem, figliuolo di Noè.

In questa famiglia si distinse Abramo. Vivea egli nella Caldea , paese contaminato dall´idolatria, quando Iddio gli comandò di andare nella terra di Canaan, detta di poi Terra Promessa, dalle molte promesse da Dio a lui fatte.

F. Quali sono queste promesse ?

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P. Tre particolari promesse fece Iddio ad Abramo.

1.   Che lo avrebbe fatto padre di un popolo numeroso al pari delle stelle del

cielo e della sabbia del mare. Questo noi

vedremo avverarsi mirando la famiglia di Abramo cresdere a più milioni di persone.

2.   Che avrebbe dato a´ suoi discendenti il paese di Canaan. Gli Ebrei entrarono in

questo paese sotto la scorta di Giosuè circa cinquecento anni dopo.

3.   Che tutte le nazioni sarebbero state benedette, ossia richiamate alla conoscenza di Dio da Uno che nascerebbe da lui.

F. Chi è qirest´ Uno che doveva nascere dalla discendenza di Abramo?

P. Questi è quel medesimo Redentore , promesso ad Adamo nel paradiso terre‑

stre. Iddio rinnovò .tali promesse con ´sacco , figliuolo d´ Abramo, e con Gia - cobbe, figliuolo d´Isacco.

Qui noi dobbiamo ammirare un luminoso tratto della Divina Provvidenza, la

quale specifica sempre più il tempo , il

luogo e la stirpe del Messia, di mano.in mano che si avvicina il tempo della ve‑

nuta. La promessa fatta da Dio ad Adamo del Salvatore poteva diventare oscura col moltiplicarsi del genere umano. Dopo il

33 diluvio, gli uomini spargendosi nelle varie parti della terra , Iddio sceglie Abramo fra i discendenti di Seni , tra´ figli di Abramo è scelto lsacco, tra´ figli d´Isacco Giacobbe. Questi ha dodici figli, e Iddio fa conoscere, che, di questi dodici, Giuda è n´ascolto ad essere nella serie dei discendenti di Abramo, da cui nascerebbe il Messia.

F. in qual maniera Dio fece conoscere, che dalla discendenza di Giuda nascerebbe il Messia?

P. Ecco in qual maniera Iddio fece ciò conoscere. Giacobbe ebbe dodici figliuoli , i quali divennero padri. di numerose famiglie, dette le dodici triba d´ Israele. Per ripararsi da una grave carestia, Giacobbe venne in Egitto chiamato da suo figliuolo Giuseppe. .Lvi si stabilì colla sua famiglia. Prima di morire , questo santo Patriarca benedisse i suoi figliuoli. A Giuda poi in particolare diresse queste parole: « lo scettro , ossia l´autorità

»  regia , non sarà tolto dalla tribù di

»  Giuda , Buche venga Colui , che deve

»  essere mandato per essere la salute

»  del mondo, ed appagare l´ aspettazione

»  delle nazioni. »

F. Come poteva essere tolto da Giuda

3                                    .L. C. —

questo scettro, mentre noi leggiamo nella Storia Sacra , che Giuda allora era un semplice pastore.

P. E vero , cari figli , Giuda allora era un semplice pastore, tuttavia già cominciava ad esercitare una speciale autorità sopra le altre tribù, finchè salì sul trono Davidde, la cui reale e suprema autorità si conservò in questa tribù lino alla venuta del Salvatore. •

F. Da Giacobbe fino a Davidde non si parlò più del Messia ?

P. Da Giacobbe fino a Davidde, mentre avvennero parecchi fatti memorabili nel popolo ebreo, si mantenne costante la credenza nel futuro Messia,. Gli Ebrei dimorarono circa 400 anni nell´Egitto, finchè Iddio, volendo dare loro la terra de´ Cananei, già stata promessa ad Abramo, ad ´sacco , a Giacobbe , suscitò un uomo straordinario di nome Mose, il quale con una lunga serie di prodigi, alla testa del suo popolo , passò a piede asciutto in mezzo alle acque del mar Rosso , e lo condusse nel deserto del Sinai. Colà gli furono dati da Dio i precetti del Decalogo , scritti da mano divina su due tavole di pietra. Lo stesso Iddio stabilì le cerimonie della religione, la successione

dei Sacerdoti nella famiglia d´Aronne, fratello di Mose.

F. Qui si parla soltanto di religione , ma non del Messia,

P. Mose, dopo di avere per ordine (li Dio scritto più cose riguardanti alla religione , ci lasciò una luminosa profezia , riguardante il Messia. Trovandosi egli vicino a morte, annunziò al suo popolo , che un tempo sarebbe venuto un gran Profeta della sua nazione (4) , ed ordinò che tutti lo dovessero ascoltare. Gli stessi Ebrei convengono questo gran profeta essere il Messia.

Intanto morì Mose, e Giosuè, che gli succedette , introdusse gl´ Israeliti nella terra promessa, e la divise tra dodici tribù. Ed ecco avverate le due promesse rinnovate più volte da Dio, che avrebbe l´atto Abramo padre di un numerosissimo popolo , a cui avrebbe dato la terra di Canaan, ossia terra promessa.

Due cose, o figli, voi dovete ammirare in questi fatti della Divina Provvidenza: 1´ avveramento delle divine promesse , le quali non mancano mai , lo sviluppo ed il perfezionamento del culto divino, per cui si

,Deut, 18, -15; Alt. App. 7, 57.

36

stabilirono il sacerdozio, le cerimonie, e (limito poteva contribuire a rendere venerabile la Divina Maestà, presso gli uomini.

TRATTENIMENTO IX.

Profezie e storia della Religione
da Davidde fino al Messia.

F. Mi piacciono assai questi racconti, ed ammiro il modo con cui si adempiono le divine promesse; ma ci avete detto che lo scettro , ossia la sovrana autorità sarebbe stata consegnata al re Davidde ; come ciò avvenne ?

P. lo vi racconterò brevemente come Davidde appartenente alla tribù di Giuda fu eletto Re. Morto Giosuò, continuò la successione del sacerdozio, e il popolo fu governato da´ giudici , che Dio suscitava l´un dopo l´altro , secondo il bisogno.

L´ ultimo de´ giudici fu Samuele , vivente il quale, gli Israeliti dimandarono un Re che li governasse: questi fu Saune. Il regno di costui fu di breve durata, e in luogo dell´infedele Saulle Iddio elesse Davidde figlio di ;lesse della tribù di Giuda.

37

Di qui comincia il regno di Giuda, che noi vedremo continuare fino alla nascita del Salvatore. Iddio rivelò a Davidde più cose riguardanti al Messia , e fra le altre, che egli sarebbe nato dalla sua stirpe , ed in molte maniere perseguitato , che lutti i Re della terra lo avrebbero adorato , e clic per lui la maestà del Dio d´Israele avrebbe riempiuta tutta la terra.

Qui lo voglio farvi osservare , che a Davidde succedette suo tiglio Salomone, alla cui morte il popolo ebreo per alcune discordie si divise e formò due regni, detti di Giuda e d´Israele. In questa divisione successe anche la divisione del culto , onde quelli del regno d´Israele, adorando per lo più le false divinità, costituirono Io scisma Samaritano ; vale a dire la separazione da quello di Gerusalemme, che continuò ad essere unica sede del cullo del vero Dio.

In questo tempo cominciarono a comparire molli Profeti, i quali predissero la dispersione del regno d´Israele, la schiavitù di Babilonia, e molte cose riguardanti al Messia.

F. In qual maniera fini il regno d´Israele ?

P. Il regno d´Israele, continuando nel‑

38.

l´empietà, accese lo sdegno del Signore, perciò fu dato in preda a Salmanassar, , re degli Assiri. Le dieci tribù furono trasportate a Ninive e disperse, senza speranza di riunirsi mai più, come i Profeti avevano predetto,

F. A quali vicende andò soggetto il regno di Giuda?

P.          regno di Giuda andò soggetto
a molte vicende, Alla dispersione del regno d´Israele, quello conservavasi tuttora in fiore, perchè, secondo la profezia di Giacobbe , doveva sussistere sino alla venuta del Messia, Siccome però anche nel regno di Giuda si commettevano gravissimi peccati , Iddio fece annunziare , per mezzo del Profeta Isaia , un grave gastigo. Il popolo fu ostinato, non volle emeldarsi. Per la qual cosa , secondo la predizione del Profeta Geremia, venne il Re Nabucodonosor , prese e distrusse Gerusalemme, arse il tempio ed il santuario , e condusse quasi tutto il popolo in Babilonia, capitale del suo impero.

F. Dunque finì anche il regno di Giuda?

P. Non finì il regno di Giuda, perciocci-tè questa trasmigrazione fu per i Giudei un gastigo e non uno sterminio. Anzi

39

Geremia predisse, che tale schiavitù sarebbe durata solo settant´anni, dopo cui i Giudei sarebbero ritornati nella tetra de´ loro padri. Altronde dovete notare , che anche nella schiavitù lo scettro di Giuda si conservò , mentre vediamo che i Giudei avevano colà Principi e Sacerdoti di loro nazione, vivevano colle proprie leggi, secondo le quali veniva esercitata la giustizia con diritto di vita e di morte.

P´. Si avverò la profezia di Geremia intorno ai settant´anni di schiavitù ?

P. I Profeti, parlando a nome di Dio, di certo non falliscono mai. Onde, passati i settant´anni di cattività da Geremia predetti, gli Ebrei furono messi in libertà per opera di Ciro. Questo Principe prese Babilonia nel tempo che il suo re Baldassare stava in un convito profanando i vasi sacri. Ciro liberò i Giudei, ed onorevolmente li rimandò nella loro terra sotto la condotta di Zorobabele , principe della tribù di Giuda, con Giosuè, Sommo Sacerdote , fatta loro facoltà di riedificare la città ed il tempio.

Finito il tempio, i vecchi Giudei, che avevano veduto la magnificenza del primo edificalo da Salomone, piangevano scon‑

40

solati , perchè vedevano questo di gran lunga a quello inferiore.

Iddio li confortò , inviando il profeta Aggeo , il quale disse che la gloria del secondo tempio avrebbe superata quella del primo, mentre in quello sarebbe venuto il desideralo dalle genti, l´aspettato Messia,

F. Ci piace moltissimo, caro padre, il modo chiaro con cui ci sviluppate la storia della religione , e tocchiamo proprio con mano che tutto va d´accordo colla Storia Sacra che noi abbiamo studiato nelle scuole ; ora ci fareste cosa piacevolissima dandoci qui, oltre a quanto ci

·            avete detto, un cenno sulle principali profezie che al Messia riguardano.

P. Vi appagherò volentieri , e voi resterete, senza dubbio, pieni dì maraviglia al considerare tante profezie riguardanti al Messia, e tutte avverate in Gesù Cristo. Il tempo da Dio destinato per mandare agli uomini il Messia si avvicina ; ed essendo questo l´avvenimento più straordinario, Iddio lo fa in maniera tanto chiara annunziare da´ suoi Profeti , che le cose da loro predette intorno al Messia paiono piuttosto racconti storici , che profezie,

44

Daniele dice, che il Messia sarebbe venuto prima che fossero scorse settanta settimane di anni , cioè prima che fossero passati 490 anni. Isaia dice , che sarebbe nato da una Vergine. Malachia annunzia, che la venuta del Messia era vicinissima, Michea predice , che la sua nascita sarebbe stata annunziata da una stella ; ma quello poi che dà un segno palpabile della venuta del Messia è il vaticinio di Giacobbe.

F. Spiegatemi questo vaticinio.

P. Il vaticinio , ovvero la profezia di Giacobbe fu già da noi riferita, e si riduce a questo, che l´autorità sovrana avrebbe perseverato fino alla nascita del Salvatore nella tribù di Giuda.

Qui voglio farvi notare, che l´autorità sovrana si andava estinguendo nella tribù di Giuda di mano in mano che si avvicinava il tempo della venuta del Messia , onde dalla schiavitù babilonica la tribù di Giuda non ebbe più Re di sua stirpe, ma continuò a mantenere la sua sovranità coll´eleggersi Principi, Capitani ed anche Re, secondo che i bisogni della nazione richiedevano.

F, Dopo la schiavitù babilonica la so‑

vrana autorità come potè conservarsi nella tribù di Giuda ?

P. L´autorità sovrana continuò a conservarsi nella tribù di Giuda anche dopo la schiavitù babilonica. Imperciocchè gli Ebrei ritornati in patria riedificarono Gerust mine, e la tribù di Giuda, unita alla piccola tribù di Beniamino, sussistette in corpo di nazione. Soggiacquero bensì a gravissime persecuzioni sotto il regno di Antioco , il quale si sforzava di annientare la nazione e la religione degli Ebrei. Ma Iddio suscitò lo zelante Matatia , il quale, sebbene fosse della tribù di Levi, tuttavia fu da quelli della tribù di Giuda sostenuto in guerra contro ai nemici ; quelli della tribù di Giuda elessero i tigli di lui per loro capitani in guerra e principi in pace.

I figli di Matatia furono Simone, Giuda, Eleazaro , Giovanni e Gionata, comunemente detti i prodi Maccabei. Siamo,. dopo la morte di Giuda e di Gionata, fu eletto dai Giudei por loro principe, a cui fu aggiunto il titolo di Re, che egli trasmise ai suoi discendenti fino ad Erode, di nazione straniero. (V. Antigono , Giuseppe, Flavio, S. Agostino, ecc.)

F. Erode non era della stirpe de´Giudei?

43

P, Erode detto il Grande (nome che solamente gli conveniva per le sue empietà) non apparteneva alla nazione degli Ebrei , era Idumeo. A forza di raggiri , assistito dai Romani, giunse a togliere il regno ai Maccabei , e fu dichiarato Re della Giudea. In simile guisa la sovrana autorità dalla tribù di Giuda passò in mano straniera , e le settanta settimane di Daniele tendevano al fine,

TRATTENIMENTO X. - Profezie avverate io Gesù Cristo.

F. Quante profezie riguardanti al Messia ! Ora , caro padre , compiacetevi (li esporci il. modo con cui queste profezie si avverarono.

P. Spero di potervi appagare in questo trattenimento. Le cose che sono per dirvi meritano la più seria attenzione.

A quest´ora voi comprenderete, che il Messia è quello che noi chiamiamo (si pronunzi questo nome colla massima venerazione) Gesù CRISTO, e che noi adoriamo, e riconosciamo per nostro Salvatore , vero Dio e vero Uomo. Le profezie riguardanti al

Messia, furono così chiaramente in lui avverate, che il santo Vangelo, in cui sono riferite le azioni´ del Salvatore , si può quasi intieramente estrarre dal Vecchio Testamento, Per essere breve., ne sceglierò solamente alcune.

F. Oh presto adunque, diteci conte tali profezie siansi realmente in Gesù Cristo avverate!

P. Il Messia 1° doveva nascere dalla stirpe di Davidde, da una vergine , annunziato da una stella, ed in Bellenne; e Gesù Cristo nacque nella città, di &trentine da Maria Vergine, discendente dalla stirpe di Davidde, ed una prodigiosa stella lo annunziò ai Magi dell´Oriente.

2o Doveva nascere quando il trono della Giudea fosse passato in mani straniere , e Gesù Cristo nacque l´anno 33 di Erode di nazione straniero intorno all´anno del mondo 4000.

3° ll Messia doveva visitare il secondo tempio de´ Giudei ; Gesù Cristo lo visitò più volte ; nè può questo tempio essere visitato dal Messia aspettato dagli Ebrei, perchè quel magnifico edilizio da 1783 anni più non esiste.

4° Doveva nascere la sessantesima quinta settimana di Daniele , cioè circa

Pii anni dopo tale predizione ; e appunto in questo tempo nacque Gesù Cristo.

E Che maravighosa concatenazione tra queste profezie , ed il loro avveramento in Gesù Cristo.

P. Non fate le meraviglie , perciocchè ce ne sono ancora moltissime altre , che riguardano la persona e le azioni del Messia , le quali tutte si avverarono in Gesù Cristo. Primieramente i Profeti predissero che ´si chiamerebbe Salvatore, e così fu chiamato, come leggiamo nel Vangelo: 2° Che sarebbe Emanuele, cioè Dio con noi , e tale è detto da S. Matteo da S. Giovanni: 3° Che sarebbe dello Nazareno , e Nazareno fu veramente ,

come dice S. Matteo, c.              4° Che sa‑
rebbe, Cristo, ossia unto per eccellenza , e Cristo è nominato in tutto il Nuovo Testamento: b° Che sarebbe figliuolo di Dio, e figliuolo di Dio è chiamato in S. Matteo più di dieci volte: -6° Che si chiamerebbe Primogenito, e tal nome riceve più volte nel Nuovo Testamento, specialmente da, S. Paolo: 7° Che si appelle‑

rebbe ancora figliuolo dell´Uomo, e figliuolo dell´Uomo nomina se stesso più

volte Gesù Cristo: 8° Che sarebbe chiamalo Profeta, e Profeta lo dissero le (urbe,

46

che stupivano alla vista dei miracoli di lui : 9° Che si chiamerebbe ancora Pastore, e Pastore chiamò se stesso.

In una parola Cristo non ebbe un nome, che non sia stato da´ Profeti molti anni prima predetto.

E. Riguardo alle azioni del Messia vi fu anche qualche profezia ?

P. Ce ne sono moltissime riguardanti le azioni del Messia. I Profeti predissero 4° Che il Messia.avrebbe annunziato la dottrina della salute (l) , operando straordinari miracoli (2) , ed avrebbe in pari tempo ricevuto gravi contraddizioni da parte del suo popolo : 2° Che sarebbe stato perseguitato , messo a morte di croce da´ Giudei , colle più minute circostanze della sua passione e morte: 3° Ch´egli sarebbe gloriosamente risuscitato (3) : 40 Che i Giudei in pena del loro misfatto sarebbero stati riprovati da Dio , distrutta la loro città , arso il tempio, eglino stessi dispersi in tutto il mondo, ed in loro

vece gl´ idolatri e           infedeli sarebbero
chiamati alla conoscenza del vero Dio (4);

(I) Mosè, Daniele.

(2)   Isaia.

(3)   Ps. 45.

(Si) In moltissimi Salmi.

Cose tutte che noi vediamo perfettamente adempiute, talchè possiamo dire agli Ebrei : venite, vedete miracoli permanenti, profezie che si avverarono, e tuttodì si avverano e vi dimostrano vana l´aspettazione di un Messia; perciocchè il tempo della sua venuta è trascorso, le profezie a lui riguardanti sonosi tutte quante avverate, e si avverano in ´Gesù Cristo.

TRATTENIMENTO XI.
Il Vangelo.

E. Io sono sorpreso al vedere tante profezie avverate nella persona di Gesù Cristo, e direi esser all´atto privo di cervello, chi non fosse interamente persuaso che Gesù Cristo è il Messia. Ma in quali libri si contengono distesamente le verità , che mi avete riferito intorno al Divin Salvatore ? Mi tratterrei volentieri qualche tempo a farne lettura.

P. Queste verità sono minutamente contenute in un libro detto il Vangelo, libro il più perfetto del inondo , che contiene la vita, la dottrina, le virtù ed i miracoli del nostro Divin Salvatore. Questo libro

48

si ebbe in tanto credito in tutta

, che gli stessi increduli confessarono essere opera di Dio.

F. Non c´è pericolo che il Vangelo contenga qualche errore ?

P. Non c´è il minimo pericolo, imperciocche esso fu scritto dagli Apostoli S. Matteo e S. Giovanni, e da due discepoli del Salvatore, S. Luca e S. Marco, i quali scrissero cose vedute coi propri occhi, o raccontate da quelli che furono testimoni oculari. Essi lin dal principio del Cristianesimo consegnarono i loro scritti nelle mani di coloro, che erano stati testimoni dei fatti , senza che siano mai stati contraddetti ; onde si può dire con . franchezza che questi scritti vennero fino a noi come di mano in mano , per una tradizione non mai interrotta, Ond´ è che gli Eretici e gli stessi increduli presero bensì a spiegare il Vangelo a loro modo , ma non mai osarono negarne _la veracità.

Molti altri argomenti confermano la medesima verità. La santità degli Evangelisti li mette fuori .li ogni sospetto (li non aver raccontato la pura verità. Scrissero i loro libri quasi immediatamente dopo la morte di Gesù Cristo, e perciò

in un tempo, che vie più sarebbero stati contraddetti da quelli che erano stati testimoni dei riferiti avvenimenti. Quegli Ebrei che non volevano riconoscere Gesù Cristo per Messia avrebbero contrastato alla verità dei fatti pubblicati dagli Evangelisti , dove si proclamava altamente che Gesù Cristo era il Messia predetto dai Profeti. Inoltre sono quattro gli scrittori del Vangelo., ma vanno così d´ accordo nel raccontare i fatti che in quanto alla verità del racconto paiono scritti da un solo.

P. Non potrebbe darsi che gli scrittori abbiano inventato il Vangelo di comune accordo ?

P. E impossibile che gli Evangelisti abbiano, di comune accordo, inventato i libri del Vangelo. Porcile o concertarono insieme questi quattro libri , ed in tal caso come può conciliarsi il modo con cui noi li vediamo scritti con tanta diversità di stile, di materia, di racconto? Oppure scrissero separatamente, ed apparisce vie più la loro veracità mentre che vanno perfettissimamente d´ accordo nella verità dei fatti.

Che anzi gli Apostoli e gli stessi Evangelisti sono morti, o si mostrarono pronti

L. C. — I.

50

a morire per sostenere la verità del Vangelo. Sarebbero stati così pazzi da esporre la loro vita per sostenere cose dtibbie ? o cose di comune accordo inventate ?

Possiamo pertanto conchiudere che la santità degli Evangelisti, la maniera semplice e schietta con cui scrissero , la stima che i fedeli e gli stessi Ebrei mostrarono sempre per i libri del Vangelo, la stima universale che la Chiesa ha dimostrato da diciannove secoli in qua, reputando separati dai veri credenti coloro , che in piccola parte avessero negato la veracità del Vangelo, ci porgono incontrastabile argomento della veracità degli scrittori dei libri evangelici.

TRATTENIMENTO XII.

Gesù Cristo vero Dio e vero Corno.

F. Mi avete detto, che i libri del Vangelo dimostrano chiaramente, che il Messia predetto dai Profeti è Gesù Cristo , e di questo ne sono persuaso. Desidererei però che mi spiegaste ancora come nel Vangelo si dica Gesù Cristo essere Uomo e Dio. P. Che Gesù Cristo sia uomo è un

51

fatto che non ha bisogno di dimostrazione. Nacque in Betlemme , visse e conversò cogli uomini in modo da essere conosciuto realmente uomo ; operò poi delle maraviglie che lo dimostrano veramente Dio.

E.   Quali sono queste maraviglie?

P. Sono la moltitudine de´ miracoli da lui fatti , i quali solo possono essere operati per mano divina.

P. Gesù Cristo ha veramente operato molti miracoli ?

P. Ne ha operato moltissimi : cangiò l´acqua in vino ; più volte moltiplicò un

piccolo numero di pani così prodigiosa‑

mente che bastarono per nutrire più migliaia di persone; sanò malattie gravis‑

sime ; diede la vista ad uomini ciechi

dalla loro nascita ; risuscitò più morti, tra cui il Carnoso Lazzaro da quattro giorni

posto nella tomba , il cui cadavere già cominciava a putrefarsi. Miracoli di simil fatta non possono essere operati se non dalla divina Potenza (1).

F.   Non può darsi che questi miracoli siano stati altrettanti effetti della legge

(I) CU´ Increduli dicono, che questi miracoli possono essere et4´etlo del caso ; ma noi diciamo che il caso essendo un nulla, non può produrre (dreno Mettilo,

5               •

di natura, le cui forze sono tante-, e in gran parte a noi sconosciute ?

P. I miracoli di Gesù Cristo non possono essere effetti delle leggi della natura, perchè essi sono di gran lunga superiori alle medesime leggi. Per esempio, morto l´uomo, il cadavere di lui deve di sua natura putrefarsi ; all´ incontro il miracolo sospende le leggi della natura quando per opera divina il cadavere invece di corrompersi conservasi o ritorna a nuova vita.

F. Mi (lite che i miracoli di Gesù Cristo lo dimostrano Dio, ma anche gli uomini fanno miracoli.

P. I miracoli operati dagli uomini sono operati per virtù- divina , ma Gesù Cristo li operò in virtù propria; dunque è Dio.

F. Da quali segni si -può conoscere che Gesù Cristo faceva miracoli in virtù propria ?

P. Questo apparisce dai miracoli medesimi. Un lebbroso, prostrandosi a´ suoi piedi , gli dice: « Signore, se voi volete, potete guarirmi ; » Gesù rispose: « II voglio, sii guarito ; » e nell´ istante la lebbra disparve. Il cadavere di un giovane era portato alla sepoltura; Gesù Cristo comandò a quelli che lo portavano di fermarsi, e disse :

« Giovane, alzati , sono io , che lel dico , » e nel momento stesso quel giovane si alza pieno dì vita.

F. Questi fatti dimostrano proprio che egli operava miracoli non in virtù di altri, ma in virtù propria: quindi si manifestava per vero Dio. Però sarei curioso di sapere se Gesù Cristo ha detto o fatto qualche cosa per dimostrare la sua .divinità.

P. Si , Gesù Cristo ha detto e fatto più cose per dimostrare che era Dio. Mentre faceva miracoli , o (lava precetti agli uomini, si diceva l´ unico figlio di Dio, osservando che egli ed il suo Eterno Padre erano un solo Dio, « Io , diceva, ed il mio Celeste Padre siamo un solo; chi ascolta me ascolta il mio Celeste Padre, .che mi ha mandato. » Questa verità era tanto conosciuta e palese, che le turbo il volevano mettere a morte perchè egli si proclamava costantemente per vero Dio.

Basta pertanto aprire il Vangelo , che noi abbiamo veduto contenere la pura

verità, e in quasi tutte le pagine incon-              ´
triamo detti o fatti che ci fanno conoscere Gesò Cristo vero Dio e vero Uomo.

54

TRATTENIMENTO XIII

Risurrezione ed Ascensione di Gesù Cristo.
Altro argomento della sua divinità,

P. Fra le cose che dimostrano eviden‑

temente la divinità di Gesù Cristo ,           la
gloriosa sua risurrezione più volte da lui predetta. Siccome, egli diceva, Giara Profeta stette Ire giorni nel ventre della balena, cosi il figliuol dell´ Uomo, con tal nome il Salvatore nominava se stesso , starà tre giorni nel seno della terra. Altre volte diceva, che dopo essere morto avrebbe preceduto i suoi discepoli nella Galilea. Quando egli parla di questa risurrezione , parla sempre in persona pro-; pria, significando che senza aiuto altrui sarebbe risuscitato.

Ora il risuscitare da morte per virtù propria è opera assolutamente divina: dunque G. C., risuscitando per virtù propria, dimostrò essere veramente Dio.

F. Non e´ è alcun dubbio sullà risurrezione di G. C.?

P. Questo è un fatto che esclude ogni dubbio : ecco il racconto del Vangelo. Morto Gesù Cristo i principi dei sacer

doti di concerto con Pilato presero le loro precauzioni, affinché, il corpo di G. C. non potesse essere tolto dal sepolcro. Lo chiusero con un grosso macigno suggellato , e vi posero soldati Romani, affinchl il custodissero con somma vigilanza. La mattina del terzo giorno fu sentito un gran rumore , che , smovendo il gran macigno, spaventò per modo le guardie, che tramortite caddero a terra. Indi si cercò nel sepolcro , e più non si trovò il corpo di Gesù Cristo.

Non può essere che gli Apostoli nottetempo lo abbiano tolto.

P. Tutto l´opposto ; gli Apostoli, quando videro Gesù malmenato da´Giudei, per timore che loro non accadesse altrettanto , fuggirono, nè si lasciarono più vedere , stando in aspettazione se veramente il terzo giorno fosse risuscitato.

F. Pure gli Ebrei dicevano, che, mentre le guardie dormivano, eran venuti gli Apostoli, e avevano tolto il corpo di Gesù.

P. Se vi ricordate , il Vangelo , dopo di aver raccontato il fatto che voi accennate, tosto soggiungo, clie. i Giudei • pagarono le guardie , affinché così dicessero, e non fosse creduta la Risurrezione del Salvatore. Inoltre noi di‑

56

ciamo : se le guardie dormivano, come hanno potuto vedere che gli Apostoli l´abbiano tolto? D´altronde il Vangelo e le molte apparizioni agli Apostoli ce lo danno risuscitato glorioso e trionfante.

E. Raccontateci alcuna di queste apparizioni di Gesù Cristo.

P. Apparve non ad un solo, ma a più discepoli, e a tutti gli Apostoli radunati, ad alcune pie donne, le quali affermano la medesima cosa nel modo medesimo. Una volta apparve a circa cinquecento persone.

Siccome gli Apostoli, al vedersi comparire Gesù Cristo risorto , da prima pensavano che fosse un fantasma, il Salvatore li invitò a mettere le loro mani nelle fessure delle sue piaghe, mangiando e bevendo con loro, cose tutte impossibili ad un fantasma.

Ciò che poi dimostra nel tempo stesso la sua divinità e la sua risurrezione, si è la sua gloriosa Ascensione al Cielo.

Quaranta giorni dopo la sua risurrezione condusse i suoi Apostoli sulla sommità del monte degli ulivi a poca distanza da Gern3alemine. Colà stese le mani, li benedisse, e mentre li benediceva, sullevavasi visibilmente in alto, !incitò una nube

57

luminosa lo circondò, e lo tolse a´ loro sguardi.

E. Quali cose dobbiamo imparare da quanto ci avete esposto finora?

P. Da quanto abbiamo finora considerato, o cari figli, noi dobbiamo essere fermamente persuasi : 4° Che esiste un

Dio creatore del cielo e della terra:       Che
questo Dio ha promesso ad Adamo un Redentore, rinnovando spessissime volte la medesima promessa: 3° Che questo Redentore è Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo: 44° Che i libri contenenti tali cose sono veridici , vale a dire raccontano le cose come sono avvenute. Quindi possiamo dire agli Ebrei , che invano essi aspettano il Messia, perchè con prove le più chiare e le più convincenti dimostrasi che è già venuto.

E. Che cosa dobbiamo dire di chi volesse negare queste verità?

P. Chi volesse negare queste verità, o che è ignorante, e nega ciò che non sa, oppure è istruito, e nega una verità chiara ed evidente, contraddice all´opinione di tutti i buoni e di tolti i dotti , si oppone al consenso della Chiesa universale, e si può dire che nega ciò, di cui è quasi impossibile che non siane persuaso.

F. Se la cosa sta così, come sono pienamente persuaso, panni debba conseguirne, che la religione cristiana, contenuta nei libri del Vangelo, è una Religione divina.

P. Questa è legittima conseguenza. Intperocchè Gesù Cristo, figlio di Dio, Dio eterno egli stesso, predicò una Religione, la quale porta con se tutti i caratteri della divinità. Qui però voglio farvi osservare, che la Religione giudaica fu la sola vera fino alla morte del Salvatore. Ma venuto Gesù Cristo derogò parecchie cose della legge antica, ad altre diede maggiore sviluppo , ne spiegò molte che erano oscure e solamente adombrate.

In simile guisa, mentre Gesù Cristo consumava il gran mistero della redenzione degli uomini, fondava una religione, che dal suo nome adorabile fu detta cristiana, e chiamava tutte le nazioni della terra alla conoscenza del vero Dio, se- • condo la promessa da Dio fatta al Patriarca Abramo.

PARTE SECONDA

DELLA CHIESA DI GESÙ CRISTO

TRATTENIMENTO I.

Prodigiosa propagazione del Cristianesimo.

P. Grandi motivi abbiamo, miei teneri figli, di ringraziare la divina Provvidenza per averci fatti nascere in una religione, la quale, sotto a ´tutti i rapporti , presenta i più chiari caratteri di un´ opera affatto divina. Divina la fanno conoscere le molte profezie che in essa si avverarono. Divina ce la fa conoscere il nostro divino Salvatore con una moltitudine di miracoli , specialmente con quello della sua gloriosa Risurrezione . ed Ascensione al cielo. Che più `l La bellezza, la santità, la purezza della morale e di tutta la dottrina del Vangelo ci rivelano, fino all´evidenza, l´ immediato intervento dell´Onnipotenza divina.

76

Sebbene questi caratteri prodigiosi che precedettero, accompagnarono e seguirono la venuta del Salvatore , siano bastanti a darci la massima certezza della divinità della Cristiana Religione ; tuttavia Iddio - ha voluto che continuassero le maraviglie per modo , che la stessa propagazione del Cristianesimo fosse un nuovo argomento della sua divinità , merce un copioso numero di miracoli.

F. Si operarono miracoli nella propagazione del Cristianesimo 2

P, Moltissimi miracoli furono operati dagli Apostoli e dai primi predicatori del Vangelo ; e non di rado avveniva che I´ ombra sola di un apostolo bastava a guarire malattie, cui tornava inutile ogni arte umana.

Qui però voglio parlarvi solamente del gran fatto della propagazione del Cristianesimo, considerandola in sò sola, la qual propagazione fu un miracolo, ed anzi miracolo dei miracoli, come la disse S. Agostino ; ´Miche gli ostacoli incontrati dagli Apostoli in un´ impresa così vasta e così per se stessa malagevole furono tali e tanti, che certamente non si poterono superare se non dal concorso e dalla virtù

onnipotenza Divina,

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F. Quali sono questi ostacoli ?

P. Gravissimi ostacoli dovettero gli Apostoli superare nella predicazione del Vangelo. Io non finirei se dovessi tutti enumerarli. Dirò (li alcuni. Grande .ostacolo (chi n ol vede l) era I´ idolatria che si doveva schiantare da tutta quanta la terra, per piantarvi in sua, vece la nuova religione di Cristo. Imperocchò dovete sapere , o miei figli , come alla venuta del Salvatore tutte le nazioni del mondo ( ad eccezione degli Ebrei ) adoravano idoli, cioè false divinità, le quali favorivano in ogni maniera le umane passioni. Da per tutto l´ idolatria era religione dello stato ; ed era severamente proibito lo introdurne un´altra. E se quest´altra religione che si cercava introdurre, oltre la novità , avesse contenuto delle grandi difficoltà , se fosse stata tale da obbligare gli uomini a credere misteri incomprensibili all´umana ragione , e ad adorare qual Dio un uomo gridato ribaldo, e come tale crocifisso dalla stessa sua nazione ; se colale religione avesse obbligato a rinunciare ai piaceri della vita, a condannarsi a molle privazioni, e anzi a tenersi mai sempre pronti a morire per lei ; come sperare che i popoli potessero

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faro buon viso ad una siffatta religione e volessero accoglierla ? non avrebbero anzi dovuto rigettarla con isdegno e con orrore ?

Ora voi sapete che questa appunto è la Religione Cristiana; Religione che doveva proporsi (ripetiamolo) ad uomini schiavi delle loro passioni , ad uomini generalmente orgogliosi , sensuali , pieni solo (li amor proprio, ed unicamente attaccati ai piaceri ed ai beni della terra. Dite adunque se , senza un miracolo , senza il dito di Dio; era possibile introdurre questa religione in mezzo ad uomini così mal disposti.

F. Sicuramente è cosa impossibile senza miracolo: ma gli uomini abbracciarono tantosto il Cristianesimo?

P. Con una prestezza incredibile gli uomini abbracciarono la fede cristiana. Quando Iddio nel giorno della Pentecoste mandò lo Spirito Santo, la Chiesa di Gesù Cristo era composta di pochi credenti. Alla prima predica di S, Pietro tre mila si convertirono; predicò la seconda volta, e altri cinque mila vennero alla fede, Dimodochè in breve per la predicazione (li dodici Apostoli , che erano i dodici

79 principali discepoli di Gesù Cristo, tutto il mondo risuonò del nome cristiano.

F. Questi Apostoli forse erano uomini straordinari , potenti , di grand´ingegno ?

P. Niente affatto. Gli Apostoli erano, la maggior parte, pescatori che Gesù Cristo chiamò alla sua seqùela ; erano uomini poveri , poco istruiti , i quali non godevano alcuna autorevole considerazione nel mondo.

F. Qui mi nasce un dubbio: temo che il mondo, nauseato dell´idolatria, allettato dalla novità del Cristianesimo, siasi piegato ad abbracciarlo. Sarà forse così ?

P. No certamente: il mondo non era annoiato dell´idolatria , perchè favoriva le passioni degli uomini; nemmeno la novità accrebbe il numero (lei fedeli; perciocchò la novità può bensì talvolta accrescere il numero de´ seguaci, ma soltanto quando si presenta in aspetto piacevole o almeno sotto le apparenze di qualche utilità; la qual cosa non ebbe luogo nel nostro caso. Il farsi cristiano era lo stesso che esporsi alle burle , agl´ insulti , alle persecuzioni. Appena cominciarono gli Apostoli a predicare il Vangelo , subito gli Ebrei , i Greci , i Romani e tutte le

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nazioni barbare mossero loro un´accanita persecuzione. Talchè gli Apostoli ed una moltitudine di discepoli furono presi, imprigionati, condannati a morte in numero così grande, che si può dire tutto il Romano impero essere stato bagnato di sangue cristiano.

F. Poveri cristiani I che cattivi trattamenti! Tali violenze ´avranno quasi rovinato il Cristianesimo ?

P. Anzi queste violenze e queste sanguinose persecuzioni servirono inaravigliosamente a propagarlo. Qui apparisce chiaramente la mano Divina, che dilatava il Cristianesimo, Dio solo poteva infondere tanta forza e tanto coraggio nel cuor dei martiri, perchè vecchi e giovani, ricchi e poveri, dotti ed ignoranti si presentassero intrepidi ai carnefici, e patissero con gioia i più spietati tormenti per la fede a segno che, quanto più erano accanite e sanguinose le persecuzioni , tanto più grande diveniva il numero dei cristiani ; onde si andava dicendo che il sangue de´ martiri era seme fecondo di novelli cristiani. Gl´imperatori, i giudici, gli stessi carnefici, non sapendo a quale cosa attribuire quel maraviglioso spettacolo,, rimanevano attoniti e pieni di stupore, e non di rado

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avveniva, .che da celeste grazia illuminati, abbracciavano quella stessa religione che perseguitavano.

F. Forse, quando cominciarono a perseguitare il Cristianesimo, era già troppo dilatato per poterlo impedire ?

P. Nemmeno questo. Fio detto che le persecuzioni mosse contro ai cristiani cominciarono dal primo istante che gli Apostoli predicarono la risurrezione e la fede di Gesù Cristo in Gerusalemme.

F. Forse queste persecuzioni furono di poca durata ?

P. Le persecuzioni mosse contro dei cristiani durarono orribilmente sanguinose per lo spazio di trecent´anni, bebè l´imperatore Costantino, conosciuta la divinità della Cristiana Religione, ordinò che ces:- • sassero le violenze contro ai cristiani,

F. Senza dubbio questo ci pare un gran prodigio ; ma non potrebbesi ciò attribuire a qualche astuzia o a qualche mezzo usato dagli Apostoli nel propagare il Vangelo ?

P. I mezzi che gli Apostoli e gli altri loro.cooperatori praticarono per propagare il Vangelo , erano quelli appunto , come vi ho detto, che paiono più contrari alla credenza umana.

6                                      L. C. — L

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4° 11 Vangelo era proibito , e veniva predicato pubblicamente.

2° Avrebbero dovuto ricevere chicchessia alla fede , ma gli Apostoli non ammettevano se non coloro , che avevano dato segno d´una sincera conversione,

3´ Invece di predicare il Vangelo sotto apparenze dolci e lusinghevoli, invece di promettere ricchezze e felicità, imponevano di rinnegare se stesso , di rinunziare ai beni della terra , e dimostrarsi pronti a morire per quella Religione medesima.

P. Un altro dubbio mi viene in mente, ed è: non potrebbe dirsi che la Religione non fosse ricevuta perchè divina, ma per i miracoli dagli Apostoli operati ?

P. Gli Apostoli fecero veramente molli e luminosi miracoli, ma li operarono per confermare la divinità della Religione che predicavano. Ora i miracoli non potendo altramente operarsi che da Dio solo, ne deriva legittima conseguenza che divina doveva essere quella Religione a cui Dici stesso rendeva sì splendida testimonianza con tanti miracoli,

P. Lodato Dio , e grazie a voi , mio caro padre. lo non ho più nulla a ridire intorno alla maravigliosa propagazione della fede. Sono pienamente per‑

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suaso che essa fu un miracolo , e miracolo tale , che bisogna chiudere a bella posta gli occhi per non vedere 1´ intervento della potenza divina nella propagazione del Cristianesimo. Noi per l´avvenire saremo sempre verso Dio riconoscenti perchè ci ha falli nascere in una religione che porta con sè tanti segni della sua divinità. Ma poichè ci avete detto esserci stati de´ persecutori che si convertirono, vi prego di raccontarci la conversione di qualcheduno.

P. Molli fatti potrei raccontarvi di persecutori convertiti ; valga per tutti la conversione di S. Paolo. Questo grande Apostolo fu egli pure uno de´ più caldi persecutori dei cristiani ; e non essendo sazio della strage che faceva de´cristiani abitanti in Gerusalemme si presentò al sommo Sacerdote , ed ottenne di andare nella città di Damasco per mettere in catene, martoriare e condannare a morte´ tutti quegli Ebrei che si fossero convertiti a Gesù Cristo. Tutto spirante minacce e stragi contro ai cristiani era già pervenuto alla metà del cammino che da Gerusalemme conduce a Damasco ; quando ad un tratto lo circonda una luce più risplendente di quella del sole , mentre

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una voce gli dice : « Salilo , Saulo, perciò mi perseguili? Io son Gesù Cristo , tu perseguitando i miei discepoli perseguiti me stesso.» Saulo percosso da queste parole come da un colpo di fulmine fu prosleso a terra e con voce tremante, «Signore, disse, che volete che io faccia?» « Alzati, ripiglia la voce, entra in città, e là ti sarà insegnato ciò che hai da fare.» Salilo, che fu di poi detto Paolo, si rialza; ma egli era divenuto cieco, e fu costretto a farsi condurre per mano da´suoi compagni in Damasco. Colà ricevendo il battesimo acquistò miracolosamente la vista. Da quel momento Paolo divenne zelantissimo predicatore del Vangelo in tutto il mondo, e dopo mollissime tribolazioni e persecuzioni terminò la sua vita in Roma colla corona del martirio.

TRATTENIMENTO II.

Necessità di una Società Cristiana
per conservare la Religione di Gesù Cristo.

F. Io ammiro la divinità della Cristiana Religione, comprovata dai moltissimi argomenti , che avete avuto la bontà di esporci ; ma fra tante società d´ uomini

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che presentemente esistono nel mondo, e che si dicono cristiane, come conoscere quale abbia la vera e la divina Religione, quella propriamente predicata da Gesù Cristo ?

P. Con queste parole tu dimostri sempre più il grave bisogno che tutti abbiamo di istruirci intorno alla vera Religione. Rinnovate pertanto la vostra attenzione, e intraprenderemo un argomento di grandissima utilità, e nel tempo stesso piacevolissimo. Dico adunque che la vera religione si conserva nella Chiesa di Gesù Cristo, fuori di cui ninno può salvarsi.

F: Qui appunto .sta il mio imbroglio : i Cattolici , i Luterani , i Calvinisti , gli Anglicani si chiamano Cristiani ; forse che in tutte queste chiese trovasi indistintamente la religione di Gesù Cristo?

P. No,´ la vera Chiesa di Cristo non si può trovare indistintamente in tutte queste chiese , ed altre , che si arrogano il nome di cristiane. Esse hanno dottrine tra loro opposte in guisa, che una ammette articoli di credenza che le altre rigettano. E adunque impossibile che tutte appartengano alla vera religione di Cristo: salvo che si voglia (lire, che la verità non sia più una sola ,. e si possa

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avere in due cose affatto opposte, e che Iddio, autore della religione, abbia rivelato delle cose contraddittorie , o possa essere indifferente tra la verità e la menzogna, tra la giustizia e l´iniquità.

F. Capisco: la religione di Gesù Cristo non può essere che una sola: dunque non può essere che una sola la Chiesa, che conserva ed insegna la vera religione di Gesù Cristo. Ma come fare a conoscere, tra le tante, quest´unica Chiesa di Gesù Cristo ?

P. Era sommamente necessario , miei teneri tigli, il farvi capire, che tra le varie società, le quali si vantano cristiane, una sola conserva la religione (li Gesù Cristo, e questo per farmi strada ad indicarvi i caratteri o segni che ce la fanno chiaramente conoscere in mezzo a tutte le altre, che si vantano di appartenere a Gesù Cristo.

F. Quali sono questi caratteri ?

P. La Chiesa di Gesù Cristo deve necessariamente avere quattro caratteri , che evidentemente la dimostrino a qualunque persona anche idiota e volgare ; ella (leve essere : UNA, SANTA, CATTOLICA, APOSTOLICA. 4 ° UNA, perchò una e sempie la stessa è la dottrina di Gesù Cristo ;

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uno e sempre il medesimo culto da esso istituito; una e immutabile la forma di governo da esso data alla sua Chiesa, Un solo Dio , dice S. Paolo , una sola fede , un. sol battesimo , dunque non vi può essere che una sola vera Chiesa di Dio,

2° SANTA, perchò ha per suo capo Gesù Cristo fonte di ogni santità ; perchò la fede , i sacramenti sono santi , e tutti i suoi membri sono chiamati alla

santità ; e niuno può esser santo se non               •
è unito alla Chiesa di Gesù Cristo,

3° CATTOLICA, ossia universale , perchè abbraccia i fedeli di tutti i luoghi , di tutti i tempi e deve durare in eterno.

7i° APOSTOLICA, perchè deve credere ed insegnare tutto ciò che gli Apostoli hanno creduto ed insegnato , ed essere governata da´ loro successori.

Tenete ben impressi nella vostra mente questi quattro caratteri , e in quella Chiesa Ili cui li troveremo , diremo subito: questa di certo è la Chiesa, a cui Gesù Cristo affidò la sua religione ; questa è quella Chiesa ,che Gesù Cristo dal cielo assiste afiinchè non cada in errore , trionfi in mezzo alle persecuzioni , ed in mezzo ai combattimenti riporti vittoria !

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TRATTENIMENTO III.

Fondazione della Chiesa di´ Gesù Cristo;

F. Prima di passare a spiegare i caratteri della Chiesa di Gesù C., desidererei di sapere come questa Chiesa sia stata fondata.

P. Egli è un fatto certo, registrato in più luoghi del santo Vangelo, che Gesù Cristo prima di salire al cielo fondò una Chiesa , vale a dire, una congregazione di veri credenti, i quali, sotto la direzione di un capo stabilito da lui medesimo, fedelmente professassero la fede e la legge da lui insegnata.

F. Qual è questo capo da Gesù Cristo stabilito per governare la sua Chiesa?

P. Il capo stabilito da Gesù Cristo per governare la sua Chiesa fu S. Pietro, e dopo di lui i Papi suoi successori.

Siccome la fondazione della Chiesa di Gesù Cristo è un fatto de´ più belli e dei più importanti di nostra fede , così io voglio ingegnarmi di esporvelo colle medesime circostanze con cui sta registrato nel S. Vangelo. Un giorno gli Apostoli ritornando da predicare il Vangelo si

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radunarono nella città di Cesarea insieme col loro Divin Maestro.

Quasi volesse discorrere del frutto riportato dalle loro fatiche, Gesù Cristo volse loro il discorso dicendo : Chi dicono gli uomini che io sia? Havvi chi dice, rispondeva uno , che voi siete il profeta Elia. A me hanno detto , soggiungeva un altro , che voi siete Geremia, oppure Giovanni Battista, o qualcuno degli antichi Profeti risuscitati. Fin qui parlarono gli altri Apostoli senza che Pietro proferisse parola.

Ripigliò Gesù. Ma voi , chi dite che io sono ? Pietro allora si avanzo , e , a nome degli altri Apostoli, disse : Tu sei Cristo , figlio di Dio vivo. Allora Gesù : Te beato , o Simone ( così chiamavasi Pietro ), tiglio di Giovanni , cui non gli uomini rivelarono tali cose , ma il mio Padre celeste. D´ora in poi non ti chiamerai più Simone , ma Pietro , e sopra questa pietra fonderò la mia Chiesa , e le porte dell´inferno non mai la potranno vincere. Darò a te le chiavi del regno de´ cieli : ciò che legherai in terra sarà legato anche in cielo , e ciò che avrai sciolto sopra la terra, sarà sciolto anche in cielo.

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F. Sono contentissimo di questo fatto : adesso comprendo il modo con cui Gesù Cristo fondò la sua Chiesa.

P. Ora che vi ho raccontato il fatto , ho piacere che ci tratteniamo alquanto a farci sopra alcune riflessioni.

1° S. Pietro tacque liriche soltanto Gesù voleva sapere il sentimento degli altri uomini ; quando poi interrogò gli Apostoli, subito egli a nome di tutti parlò, perchè egli già godeva una certa primazia, ovvero superiorità, sopra gli altri Apostoli.

2° Pietro divinamente inspirato dice : Tu sei Cristo, ed era lo stesso che dire: tu sei il Messia promesso da Dio, venuto a salvare gli uomini : Figlio di Dio vivo, per significare che Cristo non era figliuolo di Dio, come lo erano le divinità dei pagani fatte dalle mani o dal capriccio degli uomini, ma figlio di Dio vivo, cioè figlio del Padre Eterno , Creatore e Supremo Padrone di tutte le cose , seconda per-- sona della Santissima Trinità.

3° Gesù chiamò beato Pietro , e intanto gli cangiò il nome di Simone in quello di Pietro ; chiaro segno che lo voleva innalzare a grande dignità. Così aveva fatto Iddio con Abramo quando lo

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stabili padre di tutti i credenti ; così con Sara quando le promise la prodigiosa nascita di un figlio ; così con Giacobbe quando lo chiamò Israele e lo assicurò che dalla sua discendenza sarebbe nato il Messia.

V Gesù disse : Sopra questa pietra fonderà la mia Chiesa. Vuoi diée : Tu, o Pietro, sarai nella mia Chiesa quello che in una casa è il fondamento. Il fondamento è la parte principale della casa , e affatto indispensabile, tu sarai I´ autorità della Chiesa , e affatto necessaria. Sul fondamento si fabbrica tutta la casa affinchè , su di esso sostenendosi , duri ferma ed immobile : sopra di te , che io chiamo Pietro , come su di una pietra fermissima , e per mia virtù eterna , io innalzo l´eterno edificio della mia Chiesa, la quale così a te appoggiata starà forte ed invitta contro a tutte le arti e gli assalti dei suoi nemici.

Non vi è casa senza fondamento, non vi è Chiesa senza di Pietro. Una casa senza fondamento non è I´ opera di un sapiente architetto. Una Chiesa separata da Pietro non potrà mai essere la mia Chiesa. Nella casa le parti, che non posano sul fondamento, cadono e vanno in rovina. Nella mia Chiesa chiunque si di‑

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vide da Pietro precipita nell´errore, e si perde.

Finalmente dice Gesù Cristo : E li darò le chiavi del Regno de´ Cieli. Le chiavi sono il simbolo della podestà. Le chiavi di una città presentale ad un re significano , che quella città lo riconosce per suo signore. Così le chiavi del .regno dei Cieli , cioè della Chiesa , date a Pietro dimostrano, che Pietro è fatto principe e governatore supremo della Chiesa. Laonde Gesù Cristo soggiunge a Pietro : kt E tutto quello che tu legherai sulla terra , sarà altresì legato ne´ Cieli; e tutto quello che tu scioglierai sulla terra, similmente sarà sciolto nei Cieli. » Le quali parole indicano manifestamente I´ autorità suprema nella Chiesa data a Pietro, 1´ autorità di obbligare la coscienza degli uomini con decreti , e con leggi in ordine al loro bene spirituale ed eterno, e l´ autorità di scioglierli dai peccati e dalle pene , che impediscono lo stesso bene spirituale ed eterno.

Ecco dunque , o figli , la vera. Chiesa di G. C., come un grande edilizio, poggiata sopra S, Pietro, sopra una pietra sì ferma, che le porte dell´ inferno, vale a dire il demonio, gl´ increduli ed i cat‑

-,,

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tivi cattolici, malgrado ogni persecuzione, non mai la potranno vincere.

F. S. Pietro fece veramente uso di tale autorità nel governo della Chiesa?

P. Salito al cielo il divin Salvatore, S. Pietro fece veramente uso (li questa autorità nel governo della Chiesa; e tutti gli Apostoli erano persuasi-che egli avesse ricevuto dal Salvatore questa suprema autorità, siccome dimostrano più fatti della Sacra Scrittura. Dopo l´Ascensione del Salvatore appena ritornato dal monte degli Ulivi tosto Pietro incomincia ad esercitare la suprema sua autorità, come principe degli Apostoli e capo della Chiesa. Egli tratta la elezione di S. Mattia, che doveva essere surrogato a Giuda traditore. Egli propone ed approva la scelta de´sette diaconi, vale a dire di sette ministri destinati .a sollevare gli Apostoli nelle gravi loro fatiche. Egli è il primo a predicare il Vangelo ; egli riceve gli ordini (la Dio che non solamente gli Ebrei , ma tutti i gentili, gli idolatri erano chiamati al Vangelo. Insomma tutte le volte che S. Pietro ebbe a trattare cogli altri Apostoli , esercitò sempre sopra di loro una superiorità di onore e di autorità.

E Ora che mi avete sì bene fatto

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comprendere come Gesù Cristo ha fondato la sua Chiesa, e stabilito S. Pietro suo Vicario, avrei caro che mi indicaste, tra tante Chiese che portano il nome di cristiane , quale abbia i caratteri della Chiesa di Gesù Cristo?

P, Fra le società cristiane, che si vantano di appartenere alla Chiesa di Gesù Cristo , abbiamo detto che una sola può avere i caratteri della divinità; tutte le altre sono false. Questa Chiesa è la Romana , così detta perchè riconosce per suo capo visibile il Vescovo di- Roma, successore di S. Pietro, Vicario di Gesù Cristo in terra. Comprendete, o figli, la grande verità che vi dico: La Chiesa di Gesù Cristo è Una, Santa, Cattolica ed Apostolica. Ora noi nella maniera la più chiara, la più certa troviamo questi quat‑

tro caratteri nella sola Chiesa Romana ;          •
dunque solamente in essa trovasi la Chiesa di Gesù Cristo.

TRATTENIMENTO IV,

La sola Chiesa Romana ha i caratteri della Chiesa di Gesù Cristo perchè è UNA.

F. La Chiesa Romana presenta il carattere dell´Unità?

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P. La Chiesa Romana presenta colla massima chiarezza il carattere dell´unità, lmperciocchè tutti i veri cattolici sparsi nelle varie parti del inondo professano la medesima fede, riconoscono un sol Battesimo, un solo Dio, un solo Salvatore che è Gesù Cristo. La Chiesa Romana è UNA per I´ unione di tutte le Chiese particolari col successore di S. Pietro da Cristo stabilito capo della sua Chiesa, che a guisa di padre universale regola tutta la cattolica famiglia. È UNA, perchè ha un medesimo culto, una sola morale, un sol governo, sebbené diffusa per tutto il mondo,

F. È poi certo che la Chiesa Romana abbia un medesimo culto, una sola fede, una sola morale, un sol governo?

P. Sì: la Romana Chiesa ha un medesimo culto, una sola fede, perchè tutti i cattolici di tutti i paesi del mondo credono i medesimi dogmi senza distinzione ; motivo per cui i veri cattolici rigettarono mai sempre, e rigettano con orrore ogni cosa contraria alla loro fede, perchè sono certissimi che i Pastori, destinati (la Dio a governare la Chiesa , si succedettero l´un l´altro in guisa, che ci trasmisero le verità, rivelate da Gesù Cristo e dagli

Apostoli, come di mano in mano tino ai nostri giorni.

E UNA nella sua morale, perciò i cattolici romani hanno la medesima regola di condotta. Per esempio , tutti i cattolici vanno d´ accordo nell´ osservanza del digiuno quaresimale , nell´ ascoltare - la Santa Messa ne´ giorni festivi , nell´ astenersi dalle carni venerdì e sabbato.

È UNA altresì nel suo governo, per-elle in tutti i paesi del mondo i cattolici riconoscono la medesima.gerarchia, di cui è capo il Romano Pontefice, a cui tutti obbediscono come a padre amoroso. Egli è questo un padre che, ricevendo gli ordini da Dio, li comunica ai Vescovi, i Vescovi a´Parrochi , i Parrochi a noi: armonia maravigliosa, con cui un uomo della più bassa condizione può in certa maniera parlare con Dio stesso, e quando che sia consigliarsi con Dio medesimo.

F. Una cosa qui non capisco; mi dite che la Chiesa è una sola, e spesso si parla di Chiesa Greca, Chiesa Latina, Gallicana o Indiana ; ci sono forse più Chiese nella Chiesa Romana ?

P. La Chiesa Cattolica Romana è una sola ; talvolta però le si aggiugne un nome

97 preso dai nomi dei paesi ; e dicesi ora Greca, ora Latina, ora Gallicana, ora Indiana ; ma esse non sono che porzioni della stessa Chiesa Romana , fondata da Gesù Cristo e governata dal Sommo Pontefice suo Vicario in terra. Che se una Chiesa prendesse un nome per distinguersi e separarsi dalla Chiesa Cattolica Romana, tal Chiesa cesserebbe di appartenere a Gesù Cristo.

F. 1 Protestanti, i Valdesi ed altri eretici possono anche dimostrare l´unità delle loro Chiese ?

P. No certamente : tra gli eretici alcuni ammettono tali articoli di fede, che sono rigettati da altri della medesima setta. Per esempio: alcuni riconoscono quattro Sacramenti, altri due, alcuni nessuno affatto. Anche nelle cose di massima importanza sono talmente tra di loro divisi, che, come osserva il dottissimo Bossud, i Protestanti, due secoli dopo la loro fondazione, non una Chiesa, ma ne avevano più di dugento con sistemi tra di loro contrari per modo che gli uni insegnavano una cosa, la quale era rigettata dagli altri.

F. A quale cosa si può paragonare l´unità, delle Chiese degli eretici ?

7                           L. C.—F 1.

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P. Siccome la Chiesa Cattolica nel Vangelo si suole paragonare ad mia famiglia ben ordinata , in cui tutti i figli obbediscono agli ordini del loro padre , così la Chiesa di ciascuna eresia si può paragonare ad una famiglia senza capo. Tutti i figli , tutti gli individui hanno egualmente diritto di comandare , far quello che a ciascuno talenta , senza che ninno sia tenuto ad eseguire gli ordini dati. Tale è la posizione degli eretici , e special‑

mente dei Valdesi Luterani          Calvinisti
ed Anglicani. Fra di essi ognuno spiega il Vangelo come vuole, anche senza averlo mai studiato , crede quel che vuole , fa quel che vuole. Se nell´atto che essi commettono qualche brutta azione , voi dite loro : Non fate questo , egli è un gran male ; vi rispondono : E a noi pare un gran bene.

Ciò tutto perchè non vogliono riconoscere l´autorità religiosa, e segnatamente quella del Capo visibile della Chiesa , stabilita da Dio per determinare e distinguere ciò che è vero (la ciò che è falso, ciò che è bene da ciò che è male. Quindi ne deriva, che qualsiasi disordine è tra di loro permesso ; ogni individuo ha di-

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ritto di crearsi una religione e praticarla nel modo che gli torna a grado.

Fa orrore una somigliante religione : pure è un fatto che vi farò meglio comprendere quando vi parlerò della riforma protestante.

TRATTENIMENTO V.

La sola Chiesa Romana è SANTA.

P. Gesù Cristo essendo per essenza la stessa santità, ne conseguita che la sua Chiesa debba essere tutta purezza e santità, ed escludere dai suoi dogmi e dalla sua dottrina la più piccola cosa che disdica alla Divina Maestà.

F. La Chiesa Romana si può dire veramente Santa?

P. La Chiesa Romana si può veramente dir Santa , perchè Santo è il Capo di lei, Gesù Cristo, sorgente di ogni santità, che la regge e la governa coli´ assistenza dello Spirito Santo. E Santa perchè tiene i mezzi più efficaci per santificare le anime, come sono i Sacramenti, il Sacrificio della Messa , la preghiera pubblica , i consigli evangelici e simili.

a00

È Santa perchè in ogni tempo ed in tutti i luoghi ebbe sempre un gran numero di Santi, che risplendettero per virtù e miracoli. E Santa perchè in ogni tempo Iddio dimostrò con luminosi miracoli di approvare il culto che gli vien prestato in questa Chiesa.

F. Gli eretici credono ai miracoli dai Santi operati nella Chiesa Romana ?

P. Gli eretici, e specialmente i Protestanti , sebbene non possano vantare un sol miracolo a favore della loro setta , tuttavia ammirano ed ammettono che nella Chiesa Cattolica si operarono miracoli , e dicono espressamente che fra gli altri S. Bernardo, S. Francesco d´Assisi, San Bonaventura e San Vincenzo de´ Paoli , hanno vissuto santissimamente, e più di ogni altro S. Francesco Zaverio ha operato grandi miracoli. Ora la vita santa di questi grandi uomini cattolici, la dottrina da loro predicata e con molti miracoli confermata , ci fanno dire che gli stessi eretici convengono con noi che la Chiesa Cattolica è Santa (i).

(i) Su questi sentimenti convengono blelantone , Baldeo, Achelvlt, Tavernier e I più dotti fra iProtestanti,

104

F. Le altre Chiese non hanno Santi che abbiano fatto miracoli ?

P. No. Tutte le altre Chiese non possono mostrarci un uomo di loro credenza il quale abbia operato un solo miracolo. Al contrario, la Chiesa Romana, oltre un gran numero di Santi e di miracoli riconosciuti dai medesimi eretici , presenta migliaia di monumenti , i quali ci attestano che da Gesù Cristo tino ai nostri di in ogni secolo , e possiam dire in ogni anno si operarono miracoli, La stessa Romana Chiesa numera migliaia di santuari , nel cui interno si veggono 1´ un sopra 1´ altro i segni di grazie ricevute , di miracoli operati a benefizio de´ fedeli. Gli eretici hanno neppure un santuario ove esista un vestigio di grazia ricevuta, o di miracolo operato.

F. Le Chiese degli eretici hanno ben anche i Sacramenti come noi ?

P. Gli eretici hanno solo alcuni Sacramenti , e´ questi stessi mescolati a tanti errori che lasciano grave dubbio , se si possano ancora considerare come Sacramenti insinuai da Gesù Cristo. Per esempio, gli eretici credono al Battesimo, ma vi mischiano tali errori nell´ amministrazione del medesimo, che la Chiesa Cal‑

402

tolica dubita se sia ancor valido. Per questo motivo i Valdesi ed i Protestanti , che in gran numero fanno ritorno alla Chiesa Cattolica, nell´ abiurare i loro errori ricevono nuovamente il Battesimo sotto condizione.

F, A che cosa si possono paragonare le Chiese degli eretici riguardo alla santità ?

P. Gli eretici, riguardo alla santità delle loro Chiese , ,si possono paragonare ai rami di un albero tagliato dal proprio tronco. Tagliati, vale a dire, separati del-l´ albero della santità, cbe è Gesù Cristo, e dopo lui i suoi Vicari, che egli destinò a fare le sue veci in terra ; gli eretici sono come rami secchi, e incapaci di far frutto. Quindi invece d´ insegnare una dottrina santa, insegnano cose le più assurde ed empie. Per esempio, dicono essere inutili le opere buone: 1´ uomo non essere libero nel fare il bene ed il male : niun cristiano essere tenuto all´osservanza del decalogo ; queste e molte altre cose ancor più orrende insegnano nella loro dottrina i Protestanti, cose tutte contrarie al Vangelo, e riprovate dalla stessa ragion naturale,

4 03

TRATTENIMENTO VI.

La sola Chiesa Romana è CATTOLICA.

F. Perché la Chiesa Romana dicesi Cattolica`?

P. La Chiesa Romana dicesi Cattolica, vale a dire , universale e perpetua, per-che si estende a tutti i tempi , per tutti i luoghi, e deve durare lino alla fine dei secoli , senza mai cangiare. Qui voglio farvi osservare , che la Chiesa di Gesù Cristo fin da´ primi tempi era già distinta dalle altre società col nome di Cattolica. Ad essa venne poi aggiunto l´ epiteto di Romana , per distinguerla meglio dalle false chiese , le, quali oggidì pretendono il titolo di cattoliche per trascinare gl´ incauti ai loro errori.

F. Come si prova che la Chiesa Romana è Cattolica ?

P. La Chiesa Romana è Cattolica perché crede e professa tutte le verità insegnale da Gesù Cristo e dagli altri Apostoli, E Cattolica riguardo al tempo, giacché dal giorno d´ oggi si estende fino a Gesù Cristo , suo fondatore. E sebbene fieramente perseguitata , si mostrò in ogni tempo visibile da potersi distinguere da

40i

tutte le false società. Da Gesù Cristo poi si è perpetuata fino a noi, senza alterare la fede da lui ricevuta, E sebbene in questi tempi sia dagli eretici combattuta , e da tanti cattivi cattolici oltraggiata, tuttavia noi la vediamo qual robusta colonna, e la vedranno pur quelli che verranno dopo di noi , conservarsi immobile in mezzo alle vicende ed alle persecuzioni fino alla fine del mondo.

E Cattolica anche riguardo al luogo: perciocchè si estende in tutte le parti della terra; essa vive non solo in quei regni ed in quelle nazioni, che meritamente si gloriano di professarla ed onorarla pubblicamente, ma vive altresì ne´ paesi infedeli , ed ogni dì vi acquista e genera figliuoli a Dio. La Chiesa Romana ha de´ credenti tra i Turchi, nelle Indie e nelle contrade più rimote dell´ Africa , dell´America, uniti col vincolo d´una stessa fede, e colla partecipazione dei medesimi Sacramenti, come una famiglia che puntualmente eseguisce gli ordini del padre che la governa,

Finalmente la Chiesa Romana si può anche dire Cattolica , perchè in numero

405

supera di gran lunga tutte le altre società che si dicono Cristiane (4).

F. A quale cosa si possono paragonare gli eretici in quanto alla cattolicità delle loro Chiese ?

P. Gli eretici in quanto alla loro cattolicità si possono paragonare a quelle pecorelle che si separarono dall´ ovile fuggendo il loro pastore. Egli è Gesù Cristo che assomiglia la sua Chiesa ad

(I) Basta il dare uno sguardo sulla faccia del globo per conoscere che le altre società eretiche , le quali vantano il nome di Cristiane, sono ristrette a qualche regno, spesso a qualche provincia , mentre la Chiesa Cattolica ha dei fedeli in tutte le parti del mondo. Negli stessi Stati dove la religion protestante è protetta da´ Re e dai Principi, il Cattolicismo ha un gran numero di credenti. I Protestanti sono esclusi od ap• pena tollerati nella Spagna, nell´Asia, nell´Italia ed in una gran parte dell´ America. Di più , le stesse sette protestanti sono talmente fra di loro opposte, che dopo trecent´ anni, dacché ebbero origine, non hanno più potuto stabilire tra di loro alcun principio comune. Ciascheduno de´ Protestanti de´ nostri tempi la pensa come vuole, e spiega Ie Scritture a suo arbitrio. Al contrario, la Chiesa Cattolica, dopo diciannove secoli, conserva sempre i medesimi principii , il medesimo Vangelo, la medesima morale, il medesimo successore di S. Pietro , che è il Papa, i medesimi Pastori successori degli Apostoli, che sono i Vescovi,

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un ovile, di cui egli stesso è Pastore supremo, e dice espressamente che le sue pecore, vale a dire, i suoi fedeli seguaci avrebbero ascoltata la sua voce.

Ma gli eretici , e soprattutto i Protestanti ed i Valdesi, non sono più contenuti in questo mistico ovile della Chiesa Cattolica , perchè non ascoltano più la voce del Vicario di Gesù Cristo , da lui stabilito Pastore supremo e Capo visibile a governare la sua Chiesa.

Prima dei loro fondatori , queste società eretiche non esistevano, e soltanto cominciarono ad avere un nome particolare quando si separarono dalla Chiesa Cattolica. Perciò possiamo con ragione nominare gli eretici : pecore smarrite , e dall´ovile di Gesù Cristo separate, che non ascoltando più la voce del Divin Pastore, fuggono disperse, ristrette in alcuni luoghi, cangiando é riformando la loro dottrina secondo la convenienza dei tempi e dei luoghi.

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TRATTENIMENTO VII.

La sola Chiesa Romana è APOSTOLICA.

F. Perchè la Chiesa Romana si dice Apostolica´?

P. Questa Chiesa dicesi Apostolica, perciò fondata sopra le verità insegnate da G. C. e predicate dagli Apostoli. E Apostolica, perciò da S. Pietro, Principe degli Apostoli, senza interruzione , presenta la serie de´ suoi successori tino ai giorni nostri.

F. Esiste propriamente questa successione di Pastori ?

P. Nella Chiesa Romana si conta una successione di Pastori non interrotta dagli Apostoli fino a´ nostri tempi ; di maniera che noi cominciando dal regnante Pio IX, facendo grado da un Papa all´altro, troviamo una serie (li Pontefici che si estende sino a S. Pietro, Principe degli Apostoli, da G. C. stabilito Capo della sua Chiesa. Da S. Pietro poi , colla medesima facilità, si numerano i Pontefici, uno successore dell´ altro , fino al regnante Pio IX.

F. Mi pare questa una grande verità, e che questo solo carattere basti per dimostrare la Chiesa Romana essere incon‑

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trastabilmente la Chiesa di G. C. Ma gli eretici non possono avere questa successione di Pastori?

P. No, gli eretici non hanno altra successione se non quella che si estende fino ai loro fondatori ; per esempio, i Luterani si estendono fino a Lutero , i Calvinisti fino a Calvino, i Valdesi tino a Pietro Valdo , i Nestoriani fino a Nestorio. Perciò col medesimo loro nome dimostrano che non discendono dalla vera Chiesa di Gesù Cristo , ma (la quella di Nestorio , Pietro Valdo, Calvino e Lutero.

F. Questa successione di Romani Pontefici è provata nella storia?

P. Questa successione di Romani Pontefici è evidentissima. A. tacere di altri scrittori, S. Ireneo , che visse nel secondo secolo, ne rende testimonianza sino al Pontefice S. Eleuterio. Eusebio, Vescovo di Cesarea , espone la serie e le principali azioni de´ Pontefici da G. C. fino a´ suoi tempi , vale a dire fino al principio del quarto secolo. S. Agostino , che visse nel quinto secolo , fra i motivi che lo ritenevano inviolabilmente attaccato alla Chiesa, annovera la non mai interrotta successione dei Pontefici dopo S. Pietro , cui commise Iddio la cura di governare il

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suo gregge. Dopo il quinto secolo non occorre più dimostrare questa successione, perchè da quel tempo fino ad oggi tutte le storie ecclesiastiche e profane, scritte dagli stessi eretici, ce ne fanno luminosa testimonianza.

Anche i Pastori che amministrano le Chiese, ossia le Diocesi dei vani paesi cattolici, contano pure, alcuni, i loro antecessori fino agli Apostoli o ai tempi apostolici , quando tutti i fedeli di un cuor solo e di un´anima sola erano perfetta-niente uniti a S. Pietro , Principe degli Apostoli.

I Pastori poi delle Chiese più recenti furono rami del grande albero apostolico , ma sempre uniti al loro tronco, che è il Vicario di Gesù Cristo. Che se noi consideriamo la successione dei Pastori di tutte le Chiese particolari , troviamo, che tutte vanno a congiungersi con quella di Roma, a cui furono in ogni tempo unite e da cui furono sempre dipendenti.

Al qual proposito osserva uno dei più dotti scrittori (Monsig. Bossuel), che è una grande consolazione per quelli , che si trovano nella Chiesa Cattolica, ed insieme un argomento di verità il considerare , che dal regnante Pontefice si vada di

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grado in grado salendo , senza interruzione, fino a S. Pietro , costituito da Gesù Cristo Principe degli Apostoli , e quindi , ripigliando la serie de´Pontefici della legge antica, si arrivi fino ad Aronne ed a Mosè , indi a´ Patriarchi , e fino all´ origine del mondo. Onde, se nelle cose ap‑

´    partenenti alla religione ed alla salvezza
delle anime lo spirito umano , soggetto per se stesso a tanta instabilità , ha bisogno d´essere assicurato e retto (la qualche autorità certa, quale maggiore autorità può desiderarsi , che quella della Chiesa Cattolica, la quale riunisce in sè l´autorità di tutti i secoli passati fino ad Adamo, che fu il primo uomo del mondo ?

F. A quale cosa si possono paragonare le società degli eretici in quanto all´apostolicità ?

P. Le società degli eretici , in quanto all´apostolicità, si possono paragonare ad una catena tronca per metà. La Chiesa Romana forma quella gran catena , vale a dire quella lunga serie di Pastori , i quali, anche sparsi in molte parti del mondo, furono costantemente in ogni tempo uniti al Romano Pontefice. Qual consolante pensiero per un cattolico! Egli dal regnante Pio IX passa da un Pontefice all´ altro

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fino a Gesù : e possiamo dire, che le parole di Gesù Cristo e degli Apostoli ci sono state trasmesse da un Pontefice ali´ altro fino a noi.

Poveri protestanti I Essi possono al più tessere una serie di pastori fino a Calvino e Lutero ; poi trovano rotta e tagliata la catena, e, se vogliono continuare, devono riunirsi alla Chiesa Cattolica, o camminare nelle tenebre.

Tutti i figli insieme. Grazie, caro padre, noi siamo tanto contenti delle cose che ci avete detto. Noi siamo intimamente persuasi, che la Chiesa Romana, in cui fortunatamente ci troviamo , è la sola vera Chiesa di Gesù Cristo, fuori di cui niuno può salvarsi.

Con approv. della &v. Eecl.

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TRATTENIMENTO VIII.

Gerarchia ecclesiastica.

P. Da quanto vi ho.esposto giudico che abbiate conosciuto chiaramente la divinità della Cristiana Religione; la fondazione della Chiesa di G. C., maestra infallibile della verilà. Avrete altresì notalo, solo esservi la Chiesa Romana, che abbia i caratteri della divinità, fuori di cui niuno può salvarsi.

Ora a somiglianza dei regni della terra,

· nei quali è un ordine, mediante il quale si parte dal Sovrano, e si va a grado a grado sino all´ultimo dei sudditi , così nella Chiesa Romana, vera Chiesa di G. C., havvi un ordine che dicesi gerarchia, Con cui noi partiamo da Dio , che n´ è Capo invisibile, passiamo al Romano Pontefice, di lui Vicario e Capo visibile della sua Chiesa in terra, poscia ai Vescovi e agli altri sacri ministri, da cui i divini voleri sono comunicati a tutti gli altri fedeli sparsi nelle varie parti del mondo.

F Che cosa intendesi per gerarchia ? P. Atfincliè comprendiate bene che cosa intendisi per gerarchia ecclesiastica, bi‑

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sogna che voi richiamiate alla mente che la Chiesa di G. C. è la congregazione di tutti quelli che professano la fede e la dottrina del medesimo G. C., sotto il governo di un Capo supremo, che è il Vicario di Lui in terra. Ma questo Capo, ossia il Romano Pontefice, non potendo da sè solo attendere ai bisogni particolari di ciascun fedele, è necessario che vi siano altri ministri inferiori, dal Papa dipendenti, i quali colla predicazione della parola divina, e coll´amministrazione (lei Santi Sacramenti promuovano la dottrina e la santità negli uomini. L´ordine onde un sacro mimi! o sovrasta a chi gli è dipendente , e dipende da chi gli è superiore, dicesi GERARCHIA, da una parola greca che vuol dire SUPERIORIT1 SACRA.

F. Quali sono i sacri ministri che compongono questa gerarchia?

P. I sacri ministri che compongono questa gerarchia sono : l° Il Papa, cui

prestano aiuto i Cardinali ;    I Vescovi,
fra´ quali primeggiano i Patriarchi, i Primati, gli Arcivescovi ; 3° I sacerdoti e specialmente i Parrochi ; 4° I diaconi ed altri cherici inferiori.

F. Fateci il piacere di spiegarci in breve

quale autorità abbia ciascuno de´ sacri ministri in questa gerarchia?

P, Il primo di questi sacri ministri , come vi ho già detto, è il Papa , ossia il Romano Pontefice, Capo visibile di tutta la Chiesa. Egli riconosce la suprema sua autorità da G. C.

20 I Cardinali sono coadiutori o consiglieri del Papa , alcuni dei quali sono legati , altri nunzi o prefetti pel governo spirituale o temporale della Chiesa. Il loro collegio è composto di 70 membri. Essi alla morte di un Papa si radunano, e ne eleggono il successore.

3° l Patriarchi sono Vescovi , i quali nella giurisdizione , vale a (lire nell´ a/dori/à sono i primi dopo il Papa, ed hanno la potestà sopra i Primati , gli Arcivescovi e Vescovi di uno o più regni.

4° I Primati sono Vescovi che hanno la prima sede in un regno , cd esercitano giurisdizione sopra gli Arcivescovi e Vescovi che non ne siano altrimenti eccettuati.

5° Gli Arcivescovi hanno giurisdizione sopra alcuni Vescovi determinati.

6° I ´Vescovi presiedono al Clero e al popolo cristiano delle rispettive loro chiese e diocesi,

6

7° I Parrochi. sono sacerdoti scelti dal Vescovo pel governo di una chiesa, a cui è annessa 1´ obbligazione di aver cura delle anime.

8° 1 Sacerdoti sono sacri ministri , che . hanno la facoltà di celebrare la S. Messa, di rimettere i peccati , e di amministrare altri Sacramenti.

9° I Diaconi sono quei chierici più prossimi al sacerdozio , che hanno facoltà

di cantare il Vangelo nella Messa, di pre‑

dicare, ed anche di amministrare l´Eucaristia ed il Battesimo , non però senza

commissione del prop i     Vescovo o par‑

roco. Ci sono ancora  suddiaconi ed altri inferiori ministri , i quali sono destinati a prestare il loro servizio nelle sacre funzioni.

F. Quanto è mai bello quest´ ordine l ma tutti questi sacri ministri , che com‑

pongono la gerarchia ecclesiastica , andranno poi sempre d´ accordo Ira loro, senza pericolo che siano insegnate cose contrarie a quanto insegna un altro ?

P. Qui, miei figli , cresce la maraviglia. Tutti questi ministri, che compongono la

gerarchia ecclesiastica , vanno perfettamente tra loro d´accordo. In tutti i luoghi della terra, anche ne´ più lontani da noi,

7

i fedeli sono soggetti a´ loro pastori particolari, che sono i parrochi , i curati ; questi stessi dipendono dai loro Vescovi , i quali hanno relazione immediata col Sommo Pontefice. Di modo che noi e tutti i cattolici sparsi ne´ più rimoti luoghi della terra crediamo le medesime verità insegnate nel Vangelo, riceviamo i medesimi Sacramenti, pratichiamo la stessa morale: onde tutto il cristianesimo vive di un cuor solo, di un´ anima sola, ed è veramente una sola famiglia composta nella più bella armonia , sotto il governo di un solo padre.

TRATTENIMENTO IX.

Autorità dei Concilii.

P. Tutti questi sacri ministri sono nostri superiori, destinati da Dio ad insegnarci la strada dell´ eterna salute: Iddio presta loro particolare assistenza, e pur-che siano uniti al Papa, non cadranno giammai in alcun errore. 11 Salvatore disse chiaramente a S. Pietro : io pregato per te , o Pietro , affinchè, la tua fede non Venga mai meno. Andate , disse a tutti gli Apostoli, predicate il mio Vangelo a

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tutte le nazioni, ed io sarò. con voi fino alla fine del mondo.

Questi ministri da Dio in maniera particolare assistiti , quando trattasi di qualche punto di religione alquanto difficile,

o  di grave importanza, sogliono radunarsi a conferire insieme per conoscere meglio la divina volontà.

Queste conferenze, o radunanze si chiamano Conditi.

F. Oh, Deo gratias ! Adesso comprendo che cosa sono i concilii , essi sono radunanze di sacri ministri convocati per trattare delle cose di Religione. Vi pare che dica bene ?

P. Benissimo.´ Devo però far notare a te ed a´ tuoi fratelli, che questi concilii prendono diversi nomi dal numero e dalla dignità de´ ministri che intervengono.

F. Quali sono questi diversi nomi ?

P. Soglionsi comunemente appellare Ecumenici o Generali, Nazionali, Provinciali o Diocesani.

F. Vi confesso , padre , ch´io capisco poco questi nomi , datecene la spiegazione.

P. Ve li spiegherò brevemente. Il Ecumenico è la radunanza di lutti,

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o  di una gran parte de´ Vescovi della Chiesa Cattolica , e vi presiede lo stesso Papa in persona o per mezzo de´ suoi legati ; e in questo specialmente si decidono le grandi controversie in materia di Religione. Il concilio in questa maniera congregato rappresenta tutta la Chiesa, ed approvato dal Papa è infallibile nel decidere gli articoli di nostra S. Fede ; perchò la Chiesa universale , come abbiamo detto , essendo assistita dallo Spirito Santo , non può cadere nel minimo errore.

I concilii Nazionali sono radunanze dei Vescovi di tutta una nazione o di un regno col loro Patriarca o Primate.

concilii Provinciali sono le assemblee de´ Vescovi di una provincia ecclesiastica col loro Arcivescovo.

I concilii o sinodi Diocesani sono assemblee composte del Clero di una Diocesi col suo Vescovo.

F. Fra tanti concilii non può essere, che uno decreti una cosa, un altro stabilisca il contrario, quindi si venga al-l´ errore ?

P. Questo non può avvenire, perchè i concilii ecumenici sono , come abbiamo dello, sempre presieduti ed approvati dal

lo

Papa, o quindi sono infallibili ; e negli altri. concilii , oltre a ciò, che i Ve-. scovi si studiano di uniformare interamente i loro decreti allo spirito della Chiesa, nelle cose di dogma e disciplina, che hanno maggiore importanza , mandano sempre a Roma le loro decisioni per averne I´ approvazione dal Papa.

E. Ho però una difficoltà riguardo ad alcuni concilii ecumenici.. Intesi dire che in un concilio convocato nella città di Rimini, in un altro convocato nella città di Pistoia , si decretarono più cose , le quali furono poi dalla Chiesa riprovate. Come andò questo affare ?

P. È vero che nel concilio di Rimini, in quello di Pistoia ed in alcuni altri furono decretate cose erronee, ma questi concilii non erano ecumenici, perciò non poterono rappresentare la Chiesa universale. Per questo motivo le cose decretate in detti concilii vennero sempre dalla Chiesa riprovate appunto perch erronee. Da ciò piuttosto appare la diligenza grande che usa la Chiesa nel discernere la verità dall´errore.

Ma niuno potrà mai asserire, che nei decreti de´ concilii approvati dalla Chiesa siasi inserito il minimo errore, percliè i

lI

Vescovi in questa maniera convocati ed uniti al Papa rappresentano la Chiesa universale, assistila da Gesti Cristo medesimo : Ecce ego vobiscum sum omnibus diebus.

E. Come avvenne adunque che in tali concilii furono stabilite cose erronee?

P. I concilii di Rimini e di Pistoia (i quali non sono mai stati approvati dalla Chiesa) stabilirono cose erronee, perchè le autorità civili di accordo cogli eretici volevano far da giudice nelle cose di religione , usando fino la forza per costringere i Vescovi ad approvare i loro sentimenti ; onde, essendo stata tolta la libertà a´ Prelati , non poterono più giudicare liberamente ; per ciò detti concilii diconsi conciliaboli, costantemente riprovali dalla Chiesa.

E. Ne´ primi tempi della Chiesa si celebrarono concilii ?

P. Ne´ primi tempi della Chiesa , viventi ancora i medesimi Apostoli, furono celebrati tre concilii in Gerusalemme. Abbiamo già parlato de´ due primi, e furono uno per la elezione di S. Mattia, l´ altro per la scelta de´ sette diaconi , il terzo poi fu quello che prese propria‑

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mente il nome di concilio, e si può appellare Ecumenico.

Esso fu convocato per decidere se si dovessero mantenere in vigore alcuni riti della legge di Mosè, oppure tralasciarsi. Per definire le. cose in modo che tutti fossero appagati, S. Pietro convocò a concilio gli altri Apostoli , i Vescovi e quei Sacerdoti che avevano maggior ingerenza nel sacro ministero. Pietro, come Vicario di Gesù Cristo, capo del concilio, propose la questione, e pronunciò la sentenza. Alcuni Apostoli parlarono, ma solo per dilucidare e confermare sempre più le cose esposte (la S. Pietro, e tutti aderirono a Lui. Formarono perciò un decreto nel tenore seguente : Piacque allo Spirito Santo ed a noi di 91011 obbligarvi, se non a quelle cose che noi, stimiamo vili necessarie. Specificando quindi le cose, cui intendevano fossero obbligali i cristiani , mandarono il decreto a notizia (le´ fedeli, i quali il ricevettero siccome uscito non solo dalla bocca degli Apostoli, ma dettato dallo Spirito Santo medesimo.

La celebrazione di questo concilio è minutamente raccontata nella Sacra Bibbia, e fu il modello di tutti i concilii che vennero celebrati ne´ tempi posteriori,

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F. Io credo all´autorità infallibile de´concilii in ogni tempo celebrati nella Chiesa...

e   sempre venerati da´ buoni cristiani. Ma panni che ai nostri giorni le cose vadano diversamente. Io sento tanti a protestare che amano il Papa, credono al Papa, vogliono appartenere alla Chiesa Cattolica,

e   intanto guai a loro parlar di concilii ; se sentiste mai quante cose dicono del Concilio Tridentino?

P. Tocca proprio in questi sgraziati tempi di udire gravi spropositi in fatto di religione. Se costoro credono al Papa (se pure è vero), quando a nome di Dio parla ai cristiani , dovrebbero vie più credere alle decisioni dei concilii ecumenici , ne´ quali le cose sono discusse

e   decise dal Papa e da tutti i Vescovi radunati. Notate però bene, che costoro, rifiutando di credere alle decisioni dei concilii, dimostrano di non credere nemmeno al Papa , giudice supremo de´concilii , di .non credere alla Chiesa; per-ciocche i concilii Ecumenici rappresentano la Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica.

Che direste voi di un figlio, il quale protesta di amare suo padre, e intanto

trasgredisce e disprezza gli ordini suoi ?

Che direste di un suddito, il quale dicesse

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di amare il suo Re, promuovere il bene del regno , e intanto non volesse osservare le leggi dai ministri discusse, e dal sovrano approvate ?

F. Direi che uno è un cattivo figlio , 1´ altro un cattivo suddito.

P. Questo padre è il Papa, i figli sono tutti i buoni cristiani; il regno è la Chiesa, Re supremo ed invisibile è Gesù Cristo, Re visibile n´ è il suo Vicario, il Romano Pontefice. Fate voi 1´ applicazione di questa si mi Illudi ne.

F. L´applicazione è bella e fatta. Quelli che ricusano di osservare le leggi della Chiesa sono cattivi figli del Papa, cattivi sudditi della Chiesa di Gesù Cristo, Ora che ci avete parlato del gran peso che hanno le decisioni de´ concilii , amerei sapere se gli eretici, non tengano anche essi i loro concilii ?

P. Gli eretici , non avendo nè capo , nè, centro, intorno a cui si possano radunare, non possono tenere un vero concilio ; tuttavia tentarono più volle di unirsi per discutere e stabilire alcuni punti di dottrina ; ma ogni cosa tornò inutile , e dopo le più animate discussioni , non si potè conchiudere alcun punto d´accordo da seguirsi nelle credenze religiose.

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P. Raccontateci la storia di qualche concilio degli eretici ?

P. Vi racconterò la storia di un concilio di protestanti , non ha gran tempo celebrato in Parigi. il 9 settembre 4848 ebbe luogo un sinodo da molto tempo desiderato dai protestanti. Il pastore Monod afferma, che la Chiesa Riformata ha perduto i suoi due antichi caratteri : una organizzazione presbiteriana, ed una conICssione veramente cristiana, ed esorta vivamente l´assemblea perchè voglia rivendicare questi due caratteri.

Nel 42 dello stesso mese il pastore Coquerel protesta contro tutti gli atti dei concilio, li dichiara nulli e di nessun effetto. Si tengono ancora parecchie altre

sedute, in cui uno dice ,          altro disdice
senza mais venire ad alcuna conclusione. E non poteva succedere altrimenti per:. ciò nella religione protestante potendo ciascuno credere quel che vuole, e interpretare le cose come vuole, non si potrà giammai da loro stabilire alcuna unità di dottrina, di credenza; nemmeno alcuna regola di morale. Piuttosto dalla medesima confessione de´ pastori protestanti conseguita che la Chiesa Riformata è priva

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de´ veri sacerdoti e di una regola di fede veramente cristiana.

La ragione poi per cui i protestanti non hanno veri sacerdoti, sta qui; i veri sacerdoti di Gesù Cristo possono soltanto essere ordinati e consacrati dai Vescovi ; ma Calvino e Lutero non essendo Vescovi, non hanno potuto comunicare il carattere sacerdotale, nè alcuna autorità spirituale ai loro successori.

Di 4nodo che i pastori ed i ministri protestanti non sono più sacerdoti ; e se si radunano a concilio, fanno un´assemblea di laici ; ma non potranno mai formare un´ adunanza di sacerdoti, nè, di parrochi, nè (li Vescovi uniti al Vicario di Gesù Cristo, ai quali solamente fu (letto : andate, insegnate ; ite, docete )

(I) Veggasi ii giorn. l´Amico della Giov., N" 5 , e l´Espéranea del sett. 18)8.

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TRATTENIMENTO X.

Autorità stabilita da Gesù Cristo nella Chiesa.

F. Ci piace assai l´ istruzione dataci sulla gerarchia ecclesiastica e sui gradi che la compongono, conte anche I´ idea concilii, pel cui mezzo la Chiesa decide infallantemente intorno alle cose di religione : e ci avete già qualche volta accennato l´autorità che godono i sacri ministri nel loro posto: ma questa autorità fu loro data da Gesù Cristo?

P. L´autorità che i ministri della Chiesa esercitano nel sacro ministero fu veramente loro data da Gesù Cristo, Questo nostro Divin Salvatore, pieno (l´amore per noi , mentre ancor viveva tra gli uomini, ha più volte parlalo dell´ autorità che dava ai ministri della sua Chiesa. Quanto sono mai tenere le espressioni con cui egli , poco prima della sua Ascensione al cielo, mandava gli Apostoli a predicare la sua dottrina ; andate, loro diceva, andate, predicate il mio Vangelo a lutti gli uomini, battezzandoli in nome del Padre , del Figliuolo e dello Spirito Santo : insegnando loro tutto ciò che vi ho comandato. Cl4i crederà e riceverà il hai‑

2                                  L. C.— F. 11.

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tesimo, costui sarà salvo ; chi non crederà sarà dannato.

Ma poichè nell´ ascoltare la predicazione del Vangelo , qualcuno avrebbe forse temuto che gli Apostoli o i loro successori fossero caduti in errore, tosto si d´eri egli stesso garante, dicendo : Io sono con voi omnibus diebus tutti i giorni sino alla fine del mondo.

Aftinchè poi i popoli della terra ricevessero con rispetto e con venerazione le verità da loro predicate , disse Chi ascolta voi, ascolta me, e chi ascolta me, ascolta Iddio che mi ha mandato ; colle quali parole egli ci vuole ammaestrare , che ascoltando le parole de´ sacri ministri facciamo lo stesso che se ascoltassimo la voce del medesimo Iddio. Ma soggiunse poi : Guai a chi non vi ascolta, o vi disprezza : chi disprezza voi, disprezza me, chi disprezza me, disprezza Iddio che mi ha mandato. Qui vos «udii, me «udii; qui ros spernit, 9ne spernit.

Questa divina missione, ossia questa autorità fu pih volte confermata con detti e con fatti nel Vangelo e nelle lettere degli Apostoli. L´ Apostolo S. Paolo, quel grande Apostolo, che ha tanto faticato , tanto sofferto per la Fede, diceva essere

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la Chiesa a guisa di una gran colonna, fondamento di ogni verità , fuori di cui non si può trovare alcun principio nò fondamento di verità. Ma badate , egli dice ai cristiani , badate bene, che niuno v´ inganni con parole fallaci: se vi fosse alcuno che si vantasse anche venuto dal cielo per insegnarvi una dottrina diversa da quella che noi, uniti a questa Chiesa, vi abbiamo insegnato , non credete, egli v´ inganna ; noi siamo da Dio mandati per insegnare la dottrina di Gesù Cristo, noi per discernere il giusto Ball´ ingiusto , la verità dalla menzogna. Non sapete che noi giudichiamo gli angeli stessi ?

Colle quali parole dimostra il potere grande che S. Paolo e gli altri Apostoli avevano ricevuto da Dio, che li aveva stabiliti giudici non solamente degli uomini, ma degli angeli medesimi. Tralascio molti detti e molti fatti dello stesso S. Paolo e degli altri Apostoli a questo riguardo ; ommetto pure quanto disse e fece S. Pietro come Capo della Chiesa ; perciocchè tali cose sono ammesse dagli stessi eretici ; voglio solo notarvi che di questa autorità si servirono fin da´ primi tempi i Romani Pontefici per istabilire e decidere quelle cose che giudicavano bene

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per le anime dei cristiani, come apparisce da moltissimi fatti della Storia Ecclesiastica. Uditene alcuni.

S.Lino, immediato successore di S. Pietro nella Sede Pontificia , stabilì che le `donne, in segno di modestia, andassero in chiesa col capo coperto. S. Clemente, discepolo di S. Pietro e terzo Papa. dopo di lui , scrisse da Roma una lunga lettera ai cristiani che dimoravano nella città. di Corinto, per sedare alcune discordie insorte Ira loro; e. que´ fedeli si sottomisero al Capo della Chiesa, come docili figli si sottomettono al tenero loro padre. Tale autorità fu sempre esercitata in ogni tempo nella Chiesa.

Ho voluto raccontarvi questi fatti della Chiesa primitiva a preferenza di moltissimi altri posteriori, perehè gli stessi eretici ammettono tali fatti, e convengono coi cattolici, che in quel tempo ( nei tre primi secoli) la Chiesa Romana era l´unica vera Chiesa di Gesù Cristo.

17. Senza dubbio queste ragioni e questi fatti , uniti a quanto ci avete già detto, dimostrano aver Gesù Cristo stabilito gli Apostoli ed i loro successori giudici supremi nelle cose di Religione ; desidere

rei però di essere istruito in che cosa consista questa autorità ?

P. Questa loro autorità, ossia questo diritto dato da Gesù Cristo alla Chiesa consiste nell´autorità d´ insegnamento , e nell´ autorità di governo.

17. Che cosa s´ intende per autorità (l´insegnamento ?

P. Per autorità d´insegnamento s´intende il potere che G. C. ha dato alla sua Chiesa di ammaestrare lutti i popoli della terra intorno alle verità da Dio rivelate e contenute nella Sacra Scrittura o nella tradizione della Chiesa.

F. Chi non fosse destinato dalla Chiesa, potrebbe interpretare le Sacre Scritture e spiegarle ai popoli?

P. Chi non è destinato dalla Chiesa non ha alcun diritto di mischiarsi nelle cose di religione , eccetto che andasse d´accordo coll´autorità Ecclesiastica ; per-che Iddio affidò il deposito della religione alla stia Chiesa e non ad altri, Gesù Cristo disse chiaramente che ne´ dubbi, nelle questioni, nelle difficoltà in fatto di religione dobbiamo andare alla Chiesa die ceelesiae. La qual cosa da Gesù Cristo fino ai nostri giorni fit sempre praticata ´nella Santa Romana Chiesa.

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F. Capisco quale sia l´autorità d´insegnamento data da Gesù Cristo alla Chiesa, ma l´autorità di governo in che cosa consiste ?

· P. L´autorità di governo consiste nel potere dato da Gesù Cristo alla Chiesa di stabilire ed interpretare le leggi ecclesiastiche, di farle osservare , di regolare nella Chiesa il culto pubblico e stabilire le cose che si reputano necessarie al decoro della religione. Nella stessa maniera che un padre ha diritto di stabilire quelle cose che sono necessarie pel buon governo della famiglia ; nella stessa maniera che un pastore può comandare che le sue pecore siano condotte al pascolo in luoghi determinati , fissare il tempo che giudica più opportuno pel pascolo ; così il Papa , padre universale di tutti i fedeli cristiani , pastore supremo del gregge di Gesù Cristo, può stabilire quelle leggi , precetti , comandi e proibizioni che egli giudicherà necessarie pel buon governo della Chiesa e pel decoro- della religione.

E. Quando nascono contese riguardanti alla religione, non si potrebbe ricorrere ad altri fuori dell´autorità della Chiesa`?

P. Quando nascono contese riguardanti alla religione, il buon Cattolico per ac‑

23 • certarsi della verità deve ricorrere alla Chiesa, ascoltarne le decisioni , e sottomettersi con docilità, perchè egli è sicuro che ascoltando i pastori della Chiesa ascolta la voce di Dio : clii ascolta voi, ascolta me: Qui vos audit, vie audit. Così praticarono i buoni cattolici di tutti i tempi.

Sul fine del secondo secolo della Chiesa insorse grave questione sul giorno, in cui si dovesse celebrare la Pasqua ; se nel giorno del plenilunio (luna piena) di marzo, oppure nella domenica immediatamente

· dopo questo plenilunio. La questione era divenuta seria a segno che parecchi Vescovi non andavano più d´accordo ´su tal punto di disciplina. La cosa fu deferita a S. Vittore Romano Pontefice ; e appena egli decise, che la festa di Pasqua fosse celebrata nella domenica consecutiva al plenilunio di marzo, ogni dubbio.fu sciolto, tutti i fedeli si sottomisero.

I personaggi più grandi in ogni tempo riconobbero questa gran verità, nè vollero mai arrogarsi il diritto di giudicare nelle cose di religione. Valga per tutti l´esempio dell´Imperator Costantino. Gli eretici Ariani essendosi portati da questo monarca, affinchè riprovasse le decisioni di alcuni Vescovi Cattolici, « come volete

voi , con fermezza rispose , come volete voi, ch´io osi giudicare i ministri di quel Dio , da cui dovrò io stesso essere giudicato ? » Sentenza degna di essere ripetuta e praticata da ogni buon cristiano.

F. Come dovrebbe regolarsi un buon cattolico qualora alcuno cercasse indurlo a fare qualche cosa proibita dalla Chiesa e contraria alla nostra santa religione ?

P. Qualora vi fosse alcuno il quale volesse obbligarlo a qualche cosa contraria alla nostra santa religione, un buon cattolico non dovrebbe farla, e dovrebbe rispondere come risposero gli Apostoli : piuttosto ubbidire a Dio che agli uomini.

F. Come dobbiamo diportarci con quelli che ricusano di sottomettersi ai giudizi della Chiesa ?

P. Dobbiamo fuggire con grande orrore la loro dottrina , starne lontani, nè contrarre con loro alcuna famigliarità : pregare il Signore Iddio che usi loro misericordia e li illumini colla sua grazia ; ma, finchè non sono ravveduti, dobbiamo seguire l´avviso del Salvatore , .che dice nel Vangelo : fuggi chi non ascolta la Chiesa, come fuggiresti un gentile ed un pubblicano : si Eclesiam liOSE aUltiCrit, sit tibi sicat etlinieus et publiettnus.

F. Non è meglio trattare famigliarmente questi cattivi cristiani per provarci a convertirli ?

P. No certamente , la vostra inesperta età , il poco studio da voi fatto ; e per altra parte l´astuzia , la malizia raffinata che usano i nemici della religione, tutto persuade a troncare con loro ogni famigliarità e starvene lontani. Perchè colui, il quale frequenta compagni perversi , senza che se ne accorga, diventerà egli pure- perverso. Per questo motivo Gesù Cristo nel Vangelo ci comanda di fuggire quelli, che non ubbidiscono alla Chiesa. Così ci comanda Gesù Cristo nel Vangelo, così ha sempre praticato la Chiesa Cattolica , e lo stesso S. Paolo ce ne diede luminoso esempio: affinchè non fosse recato danno agli altri fedeli , egli separò dalla Chiesa un giovane della città di Corinto, percbò aveva commesso un grave peccato, e non dava alcun segno di volersi emendare. E quel giovane non fu ricevuto in seno alla Chiesa , vale a dire, si tenne scomunicato, finchè non diede segni di sincero pentimento ; in seguito a cui il medesimo S. Paolo con espressioni di gioia comandò che fosse nuovamente ricevuto nella Chiesa di Gesù Cristo.

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F. Quelli che non si sottomettono alle leggi della Chiesa fanno molto male ?

P. I cristiani che non si sottomettono alle leggi della Chiesa , fanno un peccato gravissimo, e secondo le parole di Gesù Cristo non appartengono più ai veri cristiani, e debbono esser trattati come quelli che nemmeno hanno ricevuto il battesimo. Sicut etlinicus ´et publicanus.

TRATTENIMENTO XI.

Visibilità della Chiesa di Gesù Cristo.

P. Il nostro divin Salvatore, venuto dal Cielo in terra per salvare tutti gli uomini, fondò la sua Chiesa a guisa d´un grande edilizio , in cui potessero avere ricovero e salvezza gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi ; e siccome egli assicurò che le porte dell´inferno non avrebberom ai potuto atterrare questo grande edilizio, ne segue che esso doveva e deve essere in ogni tempo conoscibile , e in ogni tempo visibile , perchè doveva in ogni tempo essere la salvezza degli uomini.

F. Che cosa vogliono dire queste parole conoscibile e visibile ?

P. La Chiesa di Gesù Cristo deve essere

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conoscibile, vale a dire, presentare chiaramente, e in ogni tempo i caratteri della divinità per modo che una persona, anche idiota e volgare, la possa conoscere e distinguere da qualsiasi società posta fuori della Chiesa di Gesù Cristo. Questo grande

fondato da Gesù Cristo, deve essere visibile; cioè la vera Chiesa deve sempre insegnare la sua dottrina, amministrare i Sacramenti, esercitare le pratiche della religione, usare della sua autorità in modo , che gli uomini possano se il vogliono, conoscere ciò ch´essa insegna, ricevere i suoi Sacramenti, aver parte alle sue sacre cerimonie, essere da lei governati, e per dirlo con altri termini: essa è visibile nel suo insegnamento, nel suo culto, nel governo delle anime , nell´autorità de´suoi Pastori, specialmente dal Sommo Pontefice , lasciato da Gesù Cristo a governarla visibilmente qui in terra.

F. Si dice nel Vangelo che la Chiesa di Gesù Cristo debba essere visibile`?

P. Nel Vangelo la Chiesa è paragonata a cose tutte visibili. Gesù la paragona ad un GRANDE EDIFIZIO, di cui S. Pietro è pietra fondamentale ; la paragona ad una MONTAGNA, ad un REGNO , ad un CAMPO, ad

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una VIGNA, ad Un´AIA, ad un OVILE, cose tutte visibilissime: e che cesserebbero di esistere qualora non fossero più visibili.

F. Gli eretici credono forse che la Chiesa di´ Gesù. Cristo debba essere visibile?

P.• Sì; gli eretici , e particolarmente i protestanti d´ oggidì convengono che la Chiesa di Gesù Cristo deve essere visibile.

F. Credono i protestanti che la Chiesa Romana sia sempre stata visibile?

P. Anche su questo convengono i protestanti.

F. E da´ quali argomenti si prova che la Chiesa Romana sia sempre stata visibile ?

P. Che la Chiesa Romana sia sempre stata visibile, si prova da questo che ebbe sempre un magistero visibile e conosciuto da tutto il mondo nel suo Capo e supremo Pastore, cioè nei Papi, i quali con successione non mai interrotta, dal primo fino all´attuale Pio Papa IX, la governarono, e nei Vescovi in comunione col medesimo Capo, sparsi per tutta la terra a reggerne le tante Diocesi ; ebbe sempre lo stesso simbolo Apostolico, cioè la stessa professione di fede comune per ogni dove a tutti i suoi membri ; sempre ebbe gli

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stessi Sacramenti di continuo ed ogni dì amministrali ; sempre lo stesso culto praticato dalla moltitudine immensa de´ suoi seguaci.

F. Pretendono i protestanti che la loro Chiesa sia pure sempre stata visibile? P. Dicono di si.

F. Possono provarlo ?

P. Pretendono di provarlo, ma nel modo più ridicolo.

F. Come pretendono di provarlo?

P. Alcuni dimostrano che ta loro Chiesa è visibile fino a Calvino e !Altero , altri poi dicono che si può provare visibile lino a Pietro Valdo, fondatore della setta Ilei Valdesi.

F. Quando cominciò Lutero a predicare la sua dottrina?

P. Lutero cominciò a predicare la sua dottrina nel 4517.

F. Quando cominciò Calvino?

P. Calvino cominciò nel 4 537, vent´anni dopo Lutero.

F. E Pietro Valdo quando cominciò? P. Pietro Valdo cominciò verso il 1160. F. Prima di tal tempo la Chiesa di

questi eretici non era visibile ?

P. Prima dell´ esistenza de´ loro fondatori le Chiese degli eretici non erano

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sibili , perciò non esistevano , e se vogliono far risalire la loro visibilità nei tempi anteriori , sono costretti ad unirsi colla Chiesa Romana, o camminare nelle tenebre.

E Ma corpo di batto I I protestanti credono che la Chiesa di Gesù Cristo debba essere visibile, che la Chiesa Romana fu in ogni tempo visibile ; essi poi non póssono provare la loro visibilità fino a Gesù Cristo: perchè dunque non fanno ritorno alla vera Chiesa di Gesù Cristo`? O che sono pazzi, o che sono ben ignoranti.

P. Debbo anch´ io confessarvi che il maggior numero de´ protestanti e de´ Valdesi vivono nell´ ignoranza di questa verità fondamentale. Perù ai nostri tempi , che i protestanti tendono pure ali´ istruzione, facendo essi formale dimanda a´proprii ministri dove esistesse la Chiesa riformata prima de´ loro fondatori , non poterono ottenere una soddisfacente risposta : ond´è che molti protestanti e valdesi ed anglicani entrarono nuovamente nella Santa Romana Chiesa, da cui i loro antenati si allontanarono,I ministri e dottori protestanti, non sapendo come cavar.si da questa difficoltà, s´immaginarono due

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ragioni, a dir vero meschinissime , colle quali si pensano di poter appagare quelli che dimandano ove fosse la loro Chiesa prima de´ fondatori di essa.

F. Sentiamo quali sono queste due ragioni.

P. Dicono parecchi ministri, che la loro Chiesa dal quarto secolo fino ai loro fondatori si conservò in alcuni pochi, i quali nel loro cuore , senza darsi a conoscere all´ esterno, conservarono quella dottrina meravigliosa che più tardi Pietro Valdo , Calvino e Lutero intrapresero a predicare.

Altri sinistri protestanti, scorgendo ridicola tale asserzione. dissero apertamente, che fu per mille anni invisibile , e che tornò visibile quando i nuovi riformatori si posero a predicare il protestantesimo.

F. Mi paiono assai deboli queste ragioni per un argomento di tanta importanza. Ma almeno di questi alcuni , che per mille anni conservarono nel loro cuore la Chiesa di Gesù Cristo , se ne sa la patria, nascita, nome, cognome in Modo che si dimostri essere stato uno successore dell´ altro, conservando la medesima fede, la medesima legge, i medesimi, Sacramenti ?

P. Nissuna di queste cose : e noi sii‑

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diamo tutti i Calvinisti, Luterani, Valdesi, e lutti insieme i promotori del protestan‑

, ad accennarci UN UOMO SOLO il quale parla da qualcuno dei protestanti, e dimostri i suoi antecessori da S. Silvestro lino ai Riformatori: la discendenza d´ UN UOMO 501.0, nella cui persona siansi conservati i Sacramenti, il governo della Chiesa di Gesù Cristo.

Neppur uno...... neppur uno......... è un

argomento forte............... e dovrebbe mettere

in inala fede tutti i protestanti. Ma non pare che abbiano qualche ragionevolezza i protestanti, quando dicono essersi la loro Chiesa conservata in una scelta di uomini pii , i quali conservarono circa mille anni la dottrina di G. C. tel loro cuore, e la manifestarono poi a Pietro Valdo, a Lutero a Calvino , e come tale la insegnarono ?

P. Cominciamo per dire che 11011 si può citare neppure un autore, il quale asserisca essere esistita una società prima de´ mentovati eresiarchi , la quale abbia professata la medesima loro dottrina. Movono poi a compassione i protestanti quando dicono, che in quei mille anni si trovarono persone le quali nutrivano i sentimenti di Calvino O di Lutero , ma che

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non osarono mai professarli pubblicamente.

Poveri protestanti I Dimandiaino il nome , patria , azioni , successione non interrotta di costoro, e noi sanno. Vorranno forse ammettere che abbiano composto la Chiesa di Gesù Cristo uomini che nelle loro azioni professavano una credenza diversa da quella che avevano in cuore ? Non sarebbero costoro veri ipocriti e traditori della propria religione? (I).

F. Io penso di sì , e credo che se si trovassero qui protestanti , rinuncierebbero tutti ai loro errori per farsi cattolici. La prima ragione mi pare bene sviluppata, non ci trovo nulla a ridire; vediamo ora la ragione di quelli che asseriscono la Chiesa di Gesù Cristo essere stata per molti secoli invisibile (u).

(I) V. Scheffmacher, Calce. di conte,

(2) In un libro intitolato Cenni sui Valdesi pochi giorni sono stampato per A. IL C., in cui si spaccia per divina la Chiesa dei Valdesi, senza punto rispondere ove fosse anteriormente la Chiesa del Valdesi, dice schiettamente: Da quest´epoca (10.19) vengono citati dagli storici i Montani ed i Valdesi, Ma dl (mesto se ne parlerà in apposito trattenimento sui Valdesi e sui Protestanti.

3                                      L. C.— E IL

34,

P. Questo modo di ragionare ´è un tagliare il nodo senza disfarlo, vale a dire, fuggire la difficoltà senza dare risposta. Se i protestanti e gli stessi Valdesi con´- vengono che la Chiesa di Gesù Cristo deve essere visibile per accogliere ´in ogni tempo quelli che nel santo suo grembo volessero ricoverarsi ; se convengono che la Chiesa Romana sia stata in ogni tempo visibile , se non si può dimostrare che abbia insegnata cosa contraria a quanto insegnò Gesù Cristo, a [ianto insegnarono gli Apostoli ; se finalmente i protestanti non sanno dirci dove sia esistita la loro Chiesa per mille anni ; quali conseguenze dedurreste voi ?

1". La conseguenza è chiarissima : la Chiesa Romana è la vera Chiesa di Gesù Cristo, non così quella dei protestanti. Ma come rispondere a que´ protestanti , che dicono potersi dare che la loro Chiesa sia stata per mille anni invisibile?

P. Que´protestanti che dicono ciò , sono lontanissimi dalla verità , e seguono uno de´ più madornali errori. Pere» , ripetiamolo, la Chiesa di Gesù Cristo è simile ad un grande edilizio , ad un´ alta montagna, ad un campo , ad un´ aia , ad una vigna, cose tutte sempre visibilissime,

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Gesù Cristo sarebbe stato un falso profeta; perchè se la sua Chiesa fosse stata qualche tempo invisibile, le porte dell´inferno l´ avrebbero vinta. Sarebbe pure stato un cattivo architetto , perchè non avrebbe fondata la sua Chiesa sopra una pietra ferma e soda, ma sull´arena, come peli´ architetto insensato , di cui parlasi nel Vangelo. (Man,. 7, 27.)

Gesù Cristo fondò la sua Chiesa, perchè potesse procacciare salute a tutti gli uomini; ma come possono venire ad essa se ..sta nascosta?

Se la Chiesa non fosse stata costantemente visibile, i cristiani non avrebbero potuto soddisfare al Comandamento di G. C., il quale ci ordina di portare le nostre questioni alla Chiesa ed ascoltarne le decisioni. Gesù Cristo comandò agli Apostoli ed a´ loro successori di istruire e battezzare tutte le nazioni. Ora queste non potrebbero essere istruite e battezzate che per mezzo d´un ministero pubblico e visibile, quale in ogni tempo si è nella Chiesa Romana conservato e praticato.

. F. Quante ragioni! lo non so che cosa si possa mai dire contro la visibilità della Chiesa di Gesù Cristo,

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P, Queste ragioni sono di gran peso, e formano un novello argomento di divinità a favore della Chiesa Romana, ´mperocche fra le società cristiane essendosi essa sola mostrata in ogni tempo visibile, in ogni tempo conservatrice fedele della dottrina di Gesù Cristo, forza è conchiudere ch´ essa sola è la vera Chiesa di Gesù Cristo.

F. A quale cosa si può paragonare la Chiesa Romana ?

P, La Chiesa Cattolica Romana si può paragonare ad un grande edilizio costrutto sopra sodissime fondamenta, contro di cui tornano inutili il soffiare dei venti , l´urto delle tempeste, la fierezza delle burrasche, ogni colpo di macchina, ogni stratagemma umano. Edilizio da oltre mille ottocent´anni combattuto coi più gagliardi colpi ; ma che mostrasi sempre visibile, sempre bello, sempre grande e maestoso, quale si conviene ad un´opera fondata da un architetto onnipotente, da Gesù Cristo. Tu es Peirus , ci super liane petram aedificabo Ecelesiam meanl.

E A quale cosa si può paragonare la visibilità delle chiese degli eretici?

P. Le chiese degli eretici si possono paragonare ad un edilizio mal fondato, e

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mal costrutto. Ora ne cade una parte, ora un´ altra. Talora è tutto atterrato, e non si vede più. Si tenta ricostruirlo ; ma ad ogni soffiar di vento si sfascia e rovina, schiacciando quanti entro dimorano.

Di fatti le Chiese degli eretici, altre più, altre meno, andarono mai sempre, e vanno spesso cangiando governo e dottrina: una setta distrugge le fondamenta dell´ altra, perchè di credenze opposte; nella medesima setta si credono articoli fondamentali da taluno, che da un altro della medesima setta sono negati : quindi , cadendo di errore in errare , si sfasciano , distruggendosi in esse ogni elemento di verità: quindi in una tremenda certezza di trovarsi affatto separati dalla Chiesa di Gesù Cristo, fuori di cui niuno può salvarsi.

TRATTENIMENTO XII

Capo visibile della Chiesa di Gesù Cristo.

P. Vi ho più volle parlato dei caratteri che ci fanno evidentemente conoscere la Chiesa Cattolica Romana essere la Chiesa di Gesù Cristo , Chiesa in ogni tempo visibile nel suo governo, nella sua dottrina,

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ne´ suoi Sacramenti , visibile in un´ immensa moltitudine de´ suoi membri, i quali

o collo spargimento del proprio sangue,

o colla pratica delle più sublimi virtù in ogni tempo la illustrarono.

Un altro argomento, miei teneri figli , conferma incontrastabilmente la stessa verità, voglio dire il capo stabilito da Dio,

che si mostrò in ogni tempo visibile eu-              •
stode della dottrina, visibile conservatore del governo della sua Chiesa.

F. II capo della Chiesa non è Dio stesso che la governa?

P. Il capo invisibile della Chiesa è Gesù Cristo, il quale prima di partire da questo mondo disse a´ suoi discepoli ed a´ loro successori: ecco io sono con voi fino alla fine del mondo,; ecc ego vobiseum suoi usque ad consummationem saeenli,

Ma nell´ atto. eh´ egli andava • al cielo ad essere coronato Re della gloria nella Chiesa trionfante , deputava S. Pietro. a capo della Chiesa militante sopra la terra. Siccome S. Pietro era uomo, e come tale doveva morire , era necessario che altri gli succedessero nel governo della Chiesa.

F. Adagio , adagio , qui ho a finali-dar tante cose. Per governare la Chiesa

39 non potrebbe bastare l´assistenza che Iddio le presta dal Cielo ?

P. Il modo con cui Iddio stabilì la sua Chiesa , fa che sia di tutta necessità un capo visibile. La Chiesa di Gesù Cristo è rassomigliata nel Vangelo ad una gran famiglia, che deve in ogni tempo accogliere

chiunque voglia farsi membro di          : po‑
trebbe reggersi una tale famiglia senza un capo che la governi ?

inoltre la Chiesa di Gesù Cristo è UNA, e senza capo i suoi membri si dividerebbero in altrettante diverse famiglie , come fanno i protestanti.

La Chiesa di Gesù Cristo è SANTA, ma come mai i fedeli sparsi nelle varie parli del mondo potrebbero conoscere questa santità senza un capo visibile che a nome di Dio, assistito da Dio, distingua la verità dall´ errore , il giusto dall´ingiusto?

La Chiesa di Gesù Cristo è CATTOLICA, ossia universale: ma come potranno i fedeli di tutto il mondo concorrere ad un centro per conservare la medesima fede, la medesima dottrina, e riconoscere i veri Sacramenti istituiti da Gesù Cristo , se manca un capo , un maestro che ne gli renda sicuri ?

La Chiesa è APOSTOLICA ; ma come cono‑

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scere che sia realmente tale , senza un capo che si mostri successore degli Apostoli, e conservatore delle verità da loro tramandate alla Chiesa?

F. Queste ragioni mi paiono certamente buone , e non ho dubbio alcuno che Gesù Cristo abbia stabilito S. Pietro capo della Chiesa , a cui era di tutta necessità che altri succedessero per governare la Chiesa ; ma i Protestanti non potrebbero dire , che dopo S. Pietro , essendo il Vangelo predicato e conosciuto, non facesse più bisogno di alcun capo per la Chiesa`?

P. Questo appunto dicono i protestanti. Ma le ragioni suddette fanno abbastanza conoscere, che la Chiesa non doveva finire con Pietro , e che morto lui sarebbe succeduto un altro nel governo della Chiesa. Siccome il regno non è fatto pel Monarca , ma si fa il Monarca perchè governi il regno, e Buche durerà il regno, sempre vi sarà chi lo governi, chè altrimenti rovinerebbe; così non essendo la Chiesa fondata pel Papa , ma il Papa stabilito per governare la Chiesa, ne segue , che lino a tanto che ci sarà Chiesa, deve esservi il suo capo, il Papa.

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F. Caro padre, voi parlate troppo alto, ed io non capisco più.

P. Mi spiegherò: una famiglia è fatta perchè governi il capo di casa , oppure il capo di casa è fatto perchè governi la famiglia ?

P. Senza dubbio il capo di casa è fatto per governare la famiglia.

P. Fino a quando ci deve essere un capo che governi la. famiglia ?

F. buche durerà la famiglia, ci deve essere un capo che la diriga.

P. Altrimenti?

P. Altrimenti tutta la famiglia va in disordine.

P. E morto il capo di casa?

F. Morto il capo di casa , se ne deve subito eleggere un altro, che gli succeda nel governo della famiglia.

P. Supponete una famiglia che debba durare sino alla line del mondo , come potrà conservarsi ?

F. Questa famiglia potrà conservarsi , purchè abbia sempre un buon capo che la governi.

P. Comprendete chi sia questa famiglia , e chi sia il suo capo?

F. Basta, basta, ho capito. Questa gran famiglia è la Chiesa , questo capo è il

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Romano Pontefice. Vorrei però una risposta per dare a quelli che mi dimandano , se il regnante Pio IX è proprio successore di S. Pietro ?

P. Questa. verità fondamentale -di nostra santa religione ve l´ ho già fatta conoscere, quando vi parlai dell´ apostolicità della Chiesa Romana , quando appunto vi osservava esistere una successione di Pontefici non mai interrotta da S. Pietro, fino a Pió IX. Tutte le storie ecclesiastiche , e gli stessi eretici convengono intorno a questa maraVigliosa successione di pastori nella Chiesa Romana.

F. Sono persuaso di quanto voi dite ; ciò nonostante amerei ancora sentire il parere de´ Santi Padri riguardo a questa supremazia del Romano Pontefice ; di quei Santi cha tanto hanno studiato le cose di nostra religione.

P. Troppo sarebbe il riferirli tutti. Valgavi il parere di alcuni. S. Irineo , che visse nel secondo secolo, dice espressamente: La Chiesa di Roma è la principale, e bisogna che tutte le altre siano a lei unite. ( Lib. 3 , cap. 3. )

S. Cipriano nel terzo secolo dice : chi non ha la Chiesa per madre , non può avere Iddio per padre: non havvi che un

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Dio ed un Gesù Cristo, e non bavvi che una sola fede ed una cattedra fondata sopra S. Pietro per la parola dello stesso Signore. (Lib. I, cap. 8.)

S. Agostino sul finire del (parlo se.. colo, fra le cose che gli fàcevano conoscere la Chiesa di Gesù Cristo, adduce la serie de´ Papi nella Chiesa Cattolica non mai interrotta da S. Pietro sino a´ suoi tempi , e poi continua così : chiunque si separa dalla Chiesa Cattolica, sia pur buona la vita di lui , non possederà mai la vita eterna, ma. la collera di Dio verrà sopra di lui pel solo delitto di essere separato dall´unità di Gesù Cristo. ‑

Sono tenerissime le parole del gran dottore della Chiesa S. Girolamo. Egli, per timore di essere ingannato dagli eretici dei suoi tempi, scrisse una lettera a S. Damaso Sommo Pontefice. « Io, egli dice , io mi attacco alla vostra cattedra , la quale è quella di S. Pietro. Io so che la Chiesa è fondata sopra questa pietra. Chiunque non mangia l´ agnello in questa casa, fa un sacrifizio profano. Chi non fu nell´arca di Noè, perì nel diluvio ; chi non è in questa Chiesa, perirà eternamente. Io non conosco Vitale, io ignoro Paolino,

Melezio mi è ignoto I sono nomi di antichi eretici). CHIUNQUE NON È CON VOI , È CONTRO A Gesù CRISTO, Chiunque non raccoglie con voi, egli non fa che sperdere. »

F. Basta, basta : portate tanti testi che sembrate un teologo. Con tali autorità, chi può dubitare che i Santi Padri abbiano costantemente credulo essere il Papa capo visibile della Chiesa di Gesù Cristo ? Ci avete però una volta detto , che i concilii ecumenici sono infallibili , perchè rappresentano la Chiesa universale : questi concilii dissero qualche cosa intorno all´autorità del Romano Pontefice ?

P. Le decisioni de´ concilii sono infallibili, conio vi ho dimostrato in altro tratenimento.

Ora sappiate che tutti i concilii ecumenici legilti4ilamenle convocali hanno sempre riconosciuto il Papa per capo visibile della Chiesa.

Primo concilio , che si suole annoverare tra gli ecumenici , è quello tenuto nella città di Nicea, perciò detto Niceno, celebrato nel 325 contro l´eresia degli Ariani, i quali cagionavano gravi turbolenze nella Chiesa. V´intervennero dal-

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l´Europa, dall´Asia e dall´ Africa 318 Vescovi presieduti dai Legati del Papa S. Silvestro.

In quella veneranda assemblea , parlando del Romano Pontefice, que´Santi Prelati si esprimono così: Quegli che tiene la sede di Roma, è il primo in quel modo stesso, che lo fu S. Pietro, cui venne data da Gesù Cristo la pienezza della potestà , avendolo costituito suo vicario qui in terra. La Chiesa Romana fu sempre riputata la prima di tutte le Chiese, e così continui: Romana Ecclesia semper primatum Iuibuii, mosqua perdurai. (Canone 6.)

La santità la dottrina de´ padri di questo concilio, quasi lutti confessori della fede, parecchi dei quali mostravano nei loro corpi le gloriose cicatrici riportate nelle precedenti persecuzioni, fecero avere questo concilio in tanta venerazione in tutta l´antichità, che gli stessi protestanti l´hanno sempre approvato.

P. Oh! se i protestanti ammettono questo concilio , che riconosce il Papa capo della Chiesa, perchè non vogliono riconoscere l´autorità del Papa di oggidì?

P. Questa è una delle molte contraddizioni de´protestanti.

F. Forse i protestanti non vogliono riconoscere il Papa perchè gli altri concilii non lo riconobbero più per capo della Chiesa?

P, Anzi dopo il concilio Niceno, quasi in ogni secolo furono celebrati altri concilii ecumenici, e tutti unanimi proclamarono il Papa capo della Chiesa. Romana Ecclesia semper primatom I,aboil, mosque perduret.

Se queste luminose verità (li nostra S. Religione fossero un po´più conosciute, certamente molti cattolici mostrerebbero maggior rispetto e venerazione per l´autorità della Santa Romana Chiesa:

Autorità4 fondata dal medesimo Gesù Cristo, data a S. Pietre ed a´ suoi successori, i quali l´uno all´altro succedendo, costantemente la esercitarono:

Autorità attestata e venerata dai più dotti e più santi personaggi che vissero dal principio della Chiesa di Gesù Cristo lino ai nostri giorni;

Autorità proclamata in tutti i concilii ecumenici, e possiamo dire in tutti i concilii particolari che in ogni tempo nella Chiesa di Gesù Cristo si celebrarono;

Autorità che gli stessi protestanti dí buona fede l´hanno riconosciuta, e per

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cui un gran numero si risolvettero di abbandonare i loro errori per fare ritorno alla Chiesa Cattolica, E questa una verità da migliaia di fatti comprovata a´ giorni nostri.

F. Quanto mai sono contento di quanto ci avete detto intorno all´autorità della Chiesa di Gesù Cristo ; vi assicuro che tanto io , quanto i miei fratelli avremo sempre in grandissima venerazione l´autorità della Romana Chiesa, considerandola qual Maestra infallibile della verità, cui , chiunque si opponga , cade nell´errore, e, se non si ravvede, miseramente si perde.

Voglio anche pregare il Signore Iddio onde si degni di illuminare tutti gli eretici del mondo, affinche facciano ritorno all´ovile di Gesù Cristo, da cui un tempo si dipartirono.

( Con approv. della Ree. dreiv.)

TRATTENIMENTO XXXI.

Le definizioni dommatiche , che di tempo in tempo pronuncia la Chiesa Cattolica, seno semplici dichiarazioni, non già nuovi domini della Fede.

P. Reca veramente maraviglia, miei cari figli, il vedere gli sforzi con cui si adoperano i Protestanti per criticare e combattere la Chiesa Romana. Ridotti a dover concedere che niente fu innovato nella Chiesa Cattolica riguardo ai dotami, non cessano di moverei un´altra difficoltà, ed è, che la Chiesa abbia introdotti e introduca nuovi domini, ossia nuovi articoli di fede, colle definizioni doinmatiche che ella di tempo in tempo inette fuori, o nei Concilii generali , o, più spesso ancora, per mezzo dei Sommi Pontefici,

F. Voi ci parlate di definizioni dommatiche , e noi non sappiamo che cosa siano ; compiacetevi di darcene una idea chiara.

P. Le definizioni dominaliche sono sentenze o decreti con cui la Chiesa propone

202

e comanda ai fedeli di credere una tal proposizione, o punti di dottrina, come una verità rivelata daDio, epperciò di fede; op‑

pure,             opposto, di rigettare una data
proposizione , come contraria alla fede divina, epperciò ereticale.

Così quando Ario negò la divinità di

Gesù Cristo , la Chiesa nel            Concilio

Niceno dichiarò , che Gesù Cristo è vero

Dio, consustanziale al Padre eterno., e condannò come blasfema la dottrina dí quell´ eresiarca. Cotal dichiarazione o condanna fu una definizione dommatica.

F. Ebbene, diteci adesso che cosa

i Protestanti ´oppongano alla Chiesa su questo proposito ?

P. Essi oppongono alla Chiesa, che le suddette definizioni sono nuovi articoli di

fede, che ella va introducendo ; e che con-´seguentemente non ha conservata intatta la fede ricevuta dagli Apostoli, ma la alterò con siffatte definizioni.

F. .Coree rispondere a questi Protestanti ?

P, Noi rispondiamo, che la Chiesa colle sue definizioni dornmatiche non crea novelli dommi da credere; che anzi, per mezzo di quelle, non fa altro che dichiarare or l´una or l´ altra di quelle verità

203

che Iddio si degnò di . rivelare agli uomini per dirigerli e condurli alla loro santificazione e salute : alle quali verità chi non prestasse credenza piena e sincera, non potrebbe piacere a Dio , come afferma S. Paolo , e andrebbe eternamente dannato, secondo la terribile sentenza del • Salvatore: Qui non erediderit, condemuabitur (1), 11 deposito di coteste verità fu da Gesù Cristo consegnato agli Apostoli ed ai loro successori nell´ officio pastorale, con. 1´ obbligo di insegnarle a tutte le nazioni : nocete ownes genles (2); e col-. l´obbligo ancora di custodirlo in maniera che nulla vi si aggiugnesse, nulla vi si levasse. Laonde S. Paolo così esorta il Vescovo Timoteo suo discepolo : a O Timoteo, custodisci il deposito , schivando ogni profana novità di parlari » (3). Quindi se, come pur troppo sovente accade, qualcheduno amante di novità combatte qualche verità da Gesù Cristo insegnata , spaccia corno verità divina qualche sua capricciosa opinione, la Chiesa che fa ? Alza la voce contro il novatore, e di‑

(I) Marc, XVI, lo.

(2) Man. XXVIII, IO,

(3) I, Tim, VI, 20.

204,

chiara che la dottrina da esso impugnata è una delle verità rivelate da Dio, e che la novella opinione da lui predicata è una menzogna, un errore.

Or bene, pare a voi, o miei cari figli , che la Chiesa, così facendo, introduca delle novità ed arbitrarie aggiunte in materia di fede, siccome pretendono i Protestanti?

F. Niente affatto: la Chiesa con tali sue decisioni non fa che difendere ed assicurare l´integrità della fede. Se essa non indicasse in tal modo ai cristiani ciò che lussi a credere ed a rigettare , questi cadrebbero in balia degli eretici ingannatori.

P, Appunto così , e se voi leggerete la storia , troverete che la Chiesa , fin dai tempi apostolici , e per tutti i secoli successivi , condannò gli errori, e definì, secondo l´opportunità, le questioni che insorsero riguardo alla fede. Nè alcuno dei Ss. Padri riguardò mai simili decisioni come nuovi articoli di fede, ma soltanto come dichiarazioni autorevoli ed infallibili della fede medesima , indicanti con maggior precisione e chiarezza ciò che devesi credere dai fedeli. Perciò chi non volesse obbedire sinceramente alle suddette definizioni della Chiesa, diverrebbe eretico

205 e straniero a Gesù Cristo , come un Gentile ed un Pubblicano.

F. Che cosa risponderemo agli eretici quando ci dicono che la. Chiesa colle sue definizioni cambiò in domini certe opinioni, le quali , un tempo, erano disputate tra gli stessi cattolici , cioè chi la voleva in una maniera , chi in un´altra?

P. Risponderemo loro, che la Chiesa, nel definire tali controversie, non propose punto a credere alcuna verità nuova, la quale non fosse già in addietro verità di fede ; ma colla sua sentenza pose fine alle dispute , dichiarando da quale delle parti contendenti si trovasse la ragione od il torto ; ossia, quale delle due opinioni fosse conforme o contraria alle verità da Dio rivelate ; il che avanti non constava chiaramente presso tutti. Così , vedete , quando il supremo magistrato decide in qual senso va inteso un qualche articolo del codice civile, il quale per la sua oscurità sia interpretato in senso diverso dagli avvocati, non islabilisce già un nuovo articolo di legge ; ma dichiara unicamente il significato genuino dell´ articolo intorno a cui si disputava.

P. Questo paragone del magistrato , che decide -le controversie in materia di

206

legge civile, colla Chiesa, che decide le dispute in materia di fede , finisce di chiarirci che la Chiesa colle sue definizioni non crea verun nuovo domina da credere.

P. Ora, quando leggete nella Storia Ecclesiastica, che in alcuni secoli andati si è disputato tra certi Ss. Padri, se il battesimo dato dagli eretici fosse valido sì o no ; se le anime giuste, a cui nulla rimane (la espiare, siano, appena spirate., ammesse alla beata visione di Dio, ovvero debbano aspettare la risurrezione dei corpi ; e che poi la Chiesa definì essere valido il battesimo debitamente dato dagli eretici ; e che le anime giuste e monde da ogni colpa vanno subito dopo morte al Paradiso: voi ben intendete che queste due cose erano nel numero delle verità rivelate da Dio , e che perciò la definizione, della Chiesa altro non fece che allontanare l´ oscurità in cui era avvolta la loro rivelazione, e che diede occasione all´ errore di quelli che prima le contrastavano.

Supponete- ancora che il Papa, col voto dell´ Episcopato cattolico, definisse quandochessia l´ immacolata Concezione di Maria SS., parebbe forse questo un nuovo articolo di fede ? No ; ma si riconosce‑

207 rebbe qual domma antico come tutti gli altri creduti finora ; con questa sola differenza, che prima della definizione solenne del Pontefice cotesto domina non era sì manifesto da produrre in tutti una assoluta certezza; dopo la definizione, ogni oscurità, ogni incertezza sarebbe sgombrata , e niun cattolico più potrebbe rivocarlo in dubbio senz´ eresia.

F. Come poterono essere buoni cattolici quelli che contrastarono qualche divina verità, che fu poscia definita dalla Santa Chiesa?

P. Costoro restarono buoni- cattolici , perchè vissero sempre pienamente sottomessi al giudizio della Chiesa, loro madre, credendo fermamente, e senz´ eccezione, tutto ciò che veniva da lei insegnato ; ed erano nell´ animo loro dispostissimi a ritrattare la propria opinione, ove fosse stata da lei riprdvata.

Laonde, come scorgete, ess:.- pure tacitamente, e nella disposizione dell´animo, credevano questa stessa verità, che ignorantemente combattevano ; e rivocarono anticipatamente il loro erroneo sentimento. D qual errore fu in essi scusabile per motivo che furono in piena buona fede, ed errarono senza malizia e ostinatezza.

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Che se, all´opposto, non avessero avuto il loro cuore dovutamente sommesso al giudizio della Chiesa, oppure, che peggio è, avessero ripugnato alla conosciuta sentenza di essa, allora avrebbero cessato di esser cattolici, e sarebbero contati fra gli eretici , come sono i Protestanti ed i Valdesi, che negarono soggezione e obbedienza alla Chiesa.

F. I Protestanti dicono che la Chiesa ha inventate delle voci e definite delle cose che non trovansi nella S. Scrittura: come rispondere a questa loro difficoltà?

P Vedete , miei cari figli , questa difficoltà fu mossa alla Chiesa da lutti gli eretici antichi e moderni, Gli Ariani nel quarto secolo rimproveravano la Chiesa di aver inventata la voce consustanziale per esprimere che il Figlio divino è della stessa sostanza e natura col Padre ; ed ora i Protestanti rimproverano alla Chiesa d´ aver introdotti alcuni vocaboli., p. e., la transustanziazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo. Egli è vezzo dei figliuoli disubbidienti il cercare sempre qualche pretesto per iscusare la propria insubordinazione.

Primieramente noi rispondiamo ai Protestanti, che le voci nuove adottate dalla

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Chiesa non sono , è vero , nella Santa Scrittura quanto alla parola materiale e grammaticale ; ma vi sono realmente secondo il senso. Così, benchè non sia nel Vangelo la parola consustanziale, vi è espresso però l´equivalente là dove Cristo afferma che egli è una cosa sola col suo Divin Padre : Ego et Poter unum sumus (l). Parimente la voce transustanziazione, che significa mutamento di una sostanza in un´ altra , non c´ è nel Vangelo ; ma il suo significato è espresso dal Salvatore là dove dice del pane e del vino consacrato : Questo è il mio corpo questo è il mio sangue ; indicando chiaramente come, in virtù della consacrazione, la sostanza del pane e del vino si catnbii in quella ´del corpo e del sangue suo divino.

Lo stesso dite di altri nuovi vocaboli, La Chiesa poi adottò con gran ragione simili speciali vocaboli, perchè esprimono il domina divino con somma precisione e chiarezza , e non lasciano più luogo ai raggiri degli eretici.

Secondamente, rispondiamo ai Protestanti , che la Chiesa ha definito come donami alcune cose che non si trovano

(t) Joa. X, M.

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nelle Sante Scritture , perchè in queste non si contengono tutte e singole le verità da Dio rivelate, ma alcune di esse si conservano nella divina tradizione fuori delle Scritture medesime.

F. Vorrei intender bene che cosa sia que3ta,. tradizione divina.

P. Per ben intendere che cosa sia la tradizione divina, uopo è che sappiate come il Nostro - Signor Gesù Cristo insegnò ai suoi Apostoli tutte quelle verità che Egli volle´clie fossero credute dagli uomini per essere suoi seguaci. Ora gli Apostoli insegnarono agli-uomini cotali verità, molte consegnandone nei loro scritti che formano-i libri sacri del Nuovo Testamento, ed alcune pur tramandandone alla•posterità soltanto a viva voce e questo, vedete, è ciò (lesi chiama tradizione divina, la cui esistenza ,e predicata .da tutti i Ss. Padri, e la quale in un colla Sacra Scrittura forma I´ iutiero corpo della parola di Dio rivelata.. Queste verità poi, raccolte da principio dalla bocca stessa degli Apostoli, furono .poscia dagli .antichi dottori diligentemente notate nei loro scritti, furono -inserite nei sacri riti della Chiesa, e mantenute ognora vive nell´insegnamento dei sacri Pastori e nel comun senso del popolo cattolico.

.211

Quando adunque i Protestanti vi diranno • che la Chiesa Romana ha definito come verità di fede certe cose • che non leggonsi nella Sacra Scrittura, voi loro risponderete che -essa tali verità le ha apprese dalla divina tradizione conservatasi nel modo teste indicatovi ; e direte loro quelle- parole di S. Giovanni Grisostomo ; « E tradizione non cercar davvantaggio ; Traditio est, nihil quaeras aniplius » (1).

F, Non sono´dun9ue mai, col procedere del tempo, cresciuti gli articoli della nostra Fede`?

P. Non sono mai cresciuti quante alla sostanza, cioè in questo senso che vi siano stati aggiunti degli articoli affatto -nuovi, non contenuti almeno implicitamente , quasi in radice ed -in- germe, negli articoli espressamehte rivelati nei tempi anteriori. 11 perchè S. Paolo afferma che i cristiani han lo stesso spirito di Fede che i credenti del .Vecchio Testamento Habentes mondo» spirituni • FUI ei (2)

Nondimeno gli articoli di Fede sono nel corso dei tempi cresciuti quanto al

(I) flora. 4, in epist. ad Tessal. (2) II. Cor. IV, 13.

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loro maggiore sviluppo e spiegazione ; vale a dire, in quanto che furono proposti a credere ai fedeli in un modo più distinto e chiaro, che non erano per l´ad-dietro (1).

Per siffatta guisa la fede di Tieni che vissero prima di Gesù Cristo, ebbe il suo pieno sviluppo e perfezionamento nel Nuovo Testamento ; ed eziandio nella durata della Chiesa Cattolica certi punti di Fede, creduti innanzi dai fedeli in confuso, cioè, con fede implicita e generica, furono dalla Chiesa stessa particolarmente definiti e proposti loro a credere con fede esplicita e determinata. Il che ella fece, spezialmente nell´ occasione che sorsero delle eresie contrarie or a questo ora a quell´altro punto di fede.

F. Sia benedetto Iddio I Egli cava proprio il bene .dal male, la luce dalle tenebre. Da ciò che voi, padre, avete detto, si vede.che le eresie suscitate dati´ inferno per distruggere la Fede (li Gesù Cristo;

(I) S. Thom. 2, 2, Q. d, art. 7. A questo riguardo merita assai di esser letta l´opera dell´inglese dottore Newman, intitolata: Saggio sopra lo sviluppo della dottrina cristiana; scritta da lui prima della sua conversione al cattolicismo.

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non servirono che a renderla più chiara, più bella e luminosa.

´P. Così è veramente : e questa maggior chiarezza e splendore si è tutta l´aggiunta che la Chiesa nostra Madre recò di tempo in tempo alla Fede Apostolica. collo ´stie definizioni dommatiche. Quindi scorgete la mala fede dei Protestanti , quando l´accusano di avere variati ed alterati i dormi ricevuti dagli Apostoli.

Del resto, volete voi una prova ultima e decisiva della inala fede dei Protestanti e de´ loro fratelli Valdesi? Eccovéla: Essi, (opo aver senza fine accusata la Chiesa Romana di- mille variazioni ed aggiunte in materia di fede, al presente le fanno un delitto di essere stazionaria ,

·  ostinatamente invariabile nella sua fede. Un recente storico dei Valdesi asserisce che quest´ invariabilità della Chiesa nella sua credenza cagionò l´atrofia, ossia l´inedia a questo gran corpo (1).

(t) V. L´opera di M. A. Charvaz: La• Guida del Cutecumeno Valdese, 1tb. 5, tratten. 5, dove sono citate due opere di fresco stampate da autori protestanti, cioè: La Storia dei Valdesi del Piemonte per A. Muston ; ed il Manuale del Protestante, ecc., in cui, dice mons. Charvaz , « i rimproveri che si dirigono alla

L. C. — F. IX.

214:

Sicchè, o miei figli, nei nemici ed accusatori della S. Chiesa , nostra madre, si avvera precisamente ciò che cantiamo nel Salmo ventesimosesto, cioè, che l´iniquità ha mentito contro se stessa , distruggendosi colle sue proprie contraddizioni : Mentita est iniquitas sibi.

F. IIo letto nella Storia Ecclesiastica, che i Concilii Generàli, ed i Sommi Pontefici di quando in quando fecero delle Riforme e dei cambiamenti nella Chiesa. Non potrebbero forse i Protestanti trar quindi motivo d´ imputare alla Chiesa qualche innovazione od alterazione in materia di fede`?

P. Mai no: perchè le Riforme ed i cambiamenti di cui voi leggeste, non toccano punto la fede nè le cose che sono di divina istituzione , qual si è, per es., la sostanza dei Sacramenti ; ma riguardano soltanto la disciplina ecclesiastica, ossia certe leggi e pratiche istituite dalla Chiesa stessa per l´autorità legislativa che ricevè da Dio , onde potesse condurre i fedeli al conseguimento dell´ eterna salute ´che

Chiesa Cattolica a cagione della sua costante invariabilith in materia di fede , son ripetuti sotto tutte le forme ed in tutti l tuoni ».

2 I 5

è il fine della società cristiana. Or ella può modificare e cambiare queste cose di disciplina secondo che esige il vantaggio delle anime cristiane e la maggior gloria di Dio, avuto riguardo alle circostanze dei luoghi, dei tempi e delle persone: perocchè chi può far la legge, può colla stessa autorità riformarla od abrogarla. D´altra parte la Chiesa non procede a tali mutazioni se non con gran maturità di consiglio , e colf´ assistenza dello Spirito Santo promessale perpetuamente dal divin Salvatore.

Così, p. e., essa per ragioni gravissime proibì ai semplici fedeli la S. Comunione sotto amendue le specie, e tolse la confessione pubblica dei peccati e certe penitenze solenni chiamate canoniche ; cose che praticavansi anticamente.

Invano adunque i Protestanti dalle suddette Riforme torrebbero pretesto d´imputare alla Chiesa Cattolica alcuna innovazione e prevaricazione in materia di fede e nelle cose di divina istituzione , delle quali essa fu anzi in tutti i tempi vindice e custode zelantissima.